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Otto marzo francese

Per i francesi non si scherza con la festa della donna. Sarà per quel liberté, égalité, fraternité ma la questione è seria e suggellata da mimose donate al gentil sesso e da un’esposizione molto particolare. Palazzo Farnese per l’inaugurazione della mostra Parlons d’elle viene conquistato dalle donne. Scherza l’ambasciatore Alain Leroy su Elisabetta Farnese, ultima donna della dinastia che si è portatata con se a Napoli molte delle opere d’arte contenute nel palazzo: «Vediamo se riusciamo a rimpiazzarle con qualcuna esposta qui oggi».

Il salone è infatti invaso da creazioni artistiche che si allargano fino a conquistare i corridoi. Ventiquattro artisti fra uomini e donne hanno portato qui i loro lavori e ce n’è per tutti i gusti. Si passa dalla scultura alla fotografia toccando anche il costume e la pittura. Tutto è incentrato sulla donna, sulla sua storia e il suo ruolo nella società contemporanea. A rimarcare il tema ci pensa l’intervento della filosofa Aude Dugast e Alix Carnot. Dopo una conversazione sulla figura di Balzac di Rosa Romano e un intervento di Michele Santulli sugli scultori francesi del XIX secolo ispirati dalle donne ciociare, si aprono le danze con un concerto jazz che accompagna il soprano Marie José Beyerler. Prima della chiusura dell’evento alle 19 Sophie Charlotte Gachet del Reame del gusto propone un aperitivo creativo che accompagna le invenzioni culinarie dello chef Roy Cacerès.

E se i francesi vi stanno antipatici, se il jazz proprio non lo sopportate e se siete intolleranti a tutti gli ingredienti del mondo, la mostra è sempre una buona occasione per scoprire palazzo Farnese, guardare dall’alto la sua piazza e fra una camminata e l’altra imbattersi in quel capolavoro che è la galleria dei Carracci.

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