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Tra il velare e il celare

Lo spazio Orlandi presenta Tessiture, la personale di Pietro di Lecce curata da Ivan Quaroni. I lavori del’artista appartengono proprio alla serie Tessiture, nome che dà anche il titolo all’esposizione: sono stati creati dalla modificazione di foto d’epoca e stampe su tela fine art, per mezzo di centrini, tulle e passamanerie degli anni ’30, cuciti in modo tale da sembrar sospesi sulle immagini sottostanti in un originale intervento visivo tra il velare e il celare. Certi personaggi rappresentati nelle fotografie sono stati noti sul grande palcoscenico dello spettacolo e dell’arte italiana e in seguito lentamente caduti nel dimenticatoio. Altri volti risultano invece tuttora in voga, tanto è stata la loro fama, simboli stessi della cultura italiana nell’orizzonte mondiale. Pare proprio che secondo l’artista la popolarità decaduta di alcuni personaggi possa essere paragonabile al medesimo destino che spetta all’Italia, nel caso essa non riuscisse a valorizzare le proprie potenzialità artistiche.

Nel racconto di Pietro di Lecce trapela anche una lettura positiva dell’Italia, pensando al suo passato nell’arte cinematografica: Monica Vitti, Sophia Loren, Anna Magnani, Claudia Cardinale sono un grande esempio dei picchi fiorenti toccati dal nostro paese. «Tessiture è un progetto per certi versi ipertestuale, perché ogni immagine allude sempre ad altro – scrive il curatore – dischiudendo una moltitudine di temi e significati che è doveroso circoscrivere e perfino limitare». Altri temi che vengono trattati dall’artista in mostra sono infatti il concetto tradizionale di famiglia e l’influenza della religione cattolica nella società italiana; il primo elemento è vissuto nell’allestimento della mostra, specchio dei tipici interni di una casa borghese. Il secondo invece risiede nei riferimenti alla cultura cristiana inseriti nel contesto borghese.

Fino al 15 aprile; spazio Orlandi, via Vespri Siciliani 16/4, Milano; info: www.spaziorlandi.com

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