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Amaci: grave il comportamento del cda di Rivoli

Alla luce della preoccupante e confusa situazione in cui versa il Castello di Rivoli – evidenziata nei giorni scorsi dal direttore uscente, Beatrice Merz – Amaci denuncia l’estrema gravità del comportamento del consiglio di amministrazione del museo, che, alla data di scadenza del mandato del direttore, si è dimostrato impreparato a garantire la continuità operativa e scientifica dell’istituzione che governa. Ancora una volta, come purtroppo accade troppo spesso in Italia, gli organi di governo di un’istituzione pubblica non sono stati in grado di definire con adeguato anticipo le linee programmatiche e le procedure per arrivare alla nomina di un nuovo direttore nei tempi previsti dalle naturali scadenze dei mandati e per risolvere la precaria situazione del personale. Quel che si è appreso dalla stampa è che tale inefficienza sarebbe dovuta alla previsione di un nuovo organismo gestionale: una Superfondazione per la governance dei musei Castello di Rivoli, Galleria d’arte moderna e la fiera Artissima. Amaci ritiene che qualsiasi Statuto da prevedersi per la governance di musei pubblici debba fare riferimento ai principi espressi dall’Icom e che si possa trovare nei direttori delle istituzioni in oggetto i naturali interlocutori per l’individuazione degli obiettivi scientifici; è invece prerogativa degli amministratori definire l’assetto istituzionale e le risorse consone alla responsabilità che si intende assumere. Il comportamento del consiglio di amministrazione e degli organi territoriali coinvolti rischia di creare le premesse di una crisi irreversibile per un’istituzione culturale che dal 1984 rappresenta uno dei poli d’eccellenza per il contemporaneo a livello internazionale. Amaci chiede dunque che il consiglio di amministrazione del Castello di Rivoli comunichi con chiarezza e rapidità il quadro della situazione e risponda delle responsabilità in merito all’incertezza prodottasi. L’associazione inoltre sollecita le amministrazioni pubbliche affinché si facciano garanti dell’autonomia storica, culturale e operativa che si manifesta in una Direzione per ogni singola istituzione museale, indicando gli obiettivi strategici per la salvaguardia dell’importante e articolato comparto dell’arte contemporanea piemontese.

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