Gli ultimi voli con Saraceno

A Milano si impara a camminare sulle nuvole. Un’esperienza corporea radicale collocata a 24 metri da terra quella che si può vivere, fino al 17 febbraio, con On space time foam, il grande progetto espositivo curato da Andrea Lissoni e ideato da Tomás Saraceno, artista visionario e architetto che da sempre studia universi alternativi, oggi conosciuto per le sue sorprendenti strutture che implicano il coinvolgimento del pubblico in esperienze spaziali totali.

L’intervento monumentale è costituito da una superficie trasparente sospesa a 24 metri di altezza, dell’ampiezza di 400 metri quadrati. L’opera è site-specific, ovvero pensata e realizzata appositamente per l’Hangar Bicocca, quindi non ce ne sarà mai un’altra uguale, dopodiché entra a fare parte del progetto Cloud cities a cui l’artista, insieme a un team di esperti, si dedica da tempo. L’idea è quella, un giorno, di arrivare a realizzare piattaforme sospese, ecosostenibili e vivibili dall’uomo e in quest’ottica verrà studiata da scienziati e ingegneri del Massachusset institute tecnnology (MIT) di Cambridge per analizzare la fattibilità di un vero e proprio modello abitativo fluttuante. Pratica che forse attinge a quelle sperimentazioni iniziate già negli anni Sessanta, anni in cui gli artisti iniziano a confrontarsi con il mondo reale e a coinvolgere un pubblico sempre più ampio, attraverso performance, azioni, animazioni, installazioni e sculture. Ieri come oggi, il motore creativo azionato da numerose questioni politiche, sociali e ideologiche, giunge alla ridefinizione del proprio linguaggio mediante la riappropriazione creativa del tessuto urbano.

“On Space time foam è un palazzo d’aria”, scrive l’artista. Ha un aspetto topologico definito da pressione e tensione che influenza la spazialità delle membrane, strutturate e agibili su due livelli. L’opera trasforma dunque l’architettura in un organismo vivente, che respira grazie ai movimenti di chi la attraversa: «Le membrane – spiega Saraceno – che costituiscono il nucleo abitativo di Hangar Bicocca sono costantemente modificate dal clima e più semplicemente dai movimenti delle persone. Ogni passo, ogni respiro modifica l’intero spazio: una metafora di come le nostre interrelazioni condizionano la terra». Questa creazione, che ha richiesto mesi di progettazione ingegneristica e test statici, rappresenta un fondamentale momento nel processo di studio di Tomás Saraceno, sempre in bilico tra ricerca dell’impossibile e rigore scientifico e simboleggia un’importante traguardo per Hangar Bicocca ovvero la concretizzazione di un sogno utopico, quello del volo e della leggerezza al di là dei vincoli della fisica.

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fino al 3 febbraio

Hangar Bicocca via Privata Chiese 2, Milano

info: www.hangarbicocca.org

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