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Dramaticule

Nata nel 1985, già studentessa alla Haute école d’art et de design di Ginevra, Sonia Kacem è protagonista della sua prima personale nello spazio T293 a Roma. Nell’occasione l’artista di origine svizzero-tunisina presenta un’installazione site specific – Dramaticule – che si sviluppa su vari livelli, in rimando alle principali tematiche legate alla scultura. In particolare, il lavoro di Kacem (accolto dalla galleria di via Crescimbeni fino al 2 marzo) fa riferimento alla destrutturazione e alla decomposizione delle forme classiche.

Nel 1965 l’autore irlandese Samuel Beckett coniò il neologismo dramaticule per definire la sua breve pièce Va’ e vieni. In ogni caso prima di essere sinonimo di disastro, la catastrofe, nel teatro greco, era l’ultima delle cinque parti della tragedia e rappresentava lo scioglimento del nodo originato dalle forze contrapposte che bloccavano l’azione teatrale. Da parte sua, Kacem propone al pubblico un’installazione composta da terra rossa, fondali fotografici e frammenti di vasi in terracotta (che sembrano formare le reliquie di un edificio), dispiegandosi nello spazio espositivo attraverso i punti di fuga del lungo corridoio che lo caratterizza.

I cumuli di terra si plasmano con le correnti d’aria e con il passaggio degli spettatori, rievocando pianure desertiche; il drappo barocco si piega a seconda della pressione condotta dalla gravità; alcune sculture di carta fotografica, impressionate dalla luce, si scuriscono a poco a poco. Un paessaggio, quello descritto da Kacem, che rievoca il concetto di territorio come palinsesto, in cui le plurime stratificazioni urbane del passato tratteggiano il volto nuovo della città.

fino al 2 marzo

T293, via Giovanni Mario Crescimbeni 11, Roma

info: www.t293.it

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