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Ritirata la denuncia contro Guzzanti

Ritirata la denuncia contro Corrado Guzzanti, accusato di blasfemia per il suo spettacolo Recital. Nei giorni scorsi l’Aiart (Associazione dei telespettatori cattolici) aveva denunciato La 7 per vilipendio della religione dopo che l’emittente aveva mandato in onda lo scorso 4 gennaio, lo spettacolo, già replicato su Sky, Cielo e uscito in dvd. Ecco la versione ufficiale dell’Aiart, con le dichiarazioni del suo presidente, Luca Borgomeo, apparsa sul sito di Avvenire: «Con soddisfazione abbiamo appreso che Corrado Guzzanti, intervistato dalle Iene su Canale 5 il 13 gennaio ha, in modo chiaro, chiesto “scusa a Dio, agli uomini e ai telespettatori” per le offese al sentimento religioso», ha dichiarato. «La decisione dell’Aiart di procedere nei confronti de La7, con denuncia alla Procura della Repubblica di Roma e con segnalazione all’Agcom, mirava soprattutto a richiamare l’emittente al rispetto del sentimento religioso e non tanto ad ottenere sanzioni – continua Borgomeo – Dunque l’associazione non dà seguito a tali azioni ritenendo la sua legittima iniziativa mirata non certo a limitare la libertà di espressione o di satira, quanto a tutelare i telespettatori che hanno diritto, garantito dalla Costituzione, ad essere rispettati dai media nella loro identità culturale, sociale e religiosa». La vicenda aveva fatto scattare la mobilitazione di molti cittadini in difesa del comico romano. In particolare, il sito Change.org ha pubblicato la petizione Il programma di Guzzanti non deve chiudere, promossa da Stefano Corradino, direttore di Articolo21 e il web si è scatenato. Giornali cartacei e on line, siti e social network hanno riportato la notizia della campagna, linkato l’appello che, in poco più di 72 ore, ha raggiunto le 54mila firme.

Guzzanti ha inviato una lettera di ringraziamento a quanti in questi giorno lo hanno sostenuto, attraverso la petizione. “Un enorme grazie agli amici di Articolo21 e di Change.org, per aver promosso la petizione in mia difesa e a tutti quelli che l’hanno diffusa e firmata. Con l’occasione ringrazio anche molti giornalisti che hanno preso le mie parti scrivendo della querelle tragicomica di Padre Pizzarro”, scrive il comico. “In molti anni di televisione non credo di essermi guadagnato la fama del provocatore seriale, a caccia di polemiche per ottenere attenzioni e notorietà, né quella di un comico particolarmente violento o volgare. Ho sempre fatto il mio lavoro seguendo il mio “sentimento satirico”, parlando di tutto e di tutti nel modo più libero che mi è stato e che mi sono concesso. So inoltre cosa significhi sentirsi indignati. Le affermazioni fatte da esponenti di quel mondo, o da politici che, più o meno sinceramente, parlano e decidono in sua difesa, delle nostre scelte in materia di sessualità, diritti, vita e morte, mi hanno offeso numerose volte e continuano ad offendere il mio sentimento laico. Grazie ancora a tutti. Vi abbraccio”, conclude Guzzanti.

 

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