Gli Stati Uniti, da bravi veggenti, già da alcuni decenni avevano cominciato a lavorare con la Cina. Fioccavano (e fioccano) co-produzioni sino-statunitensi nel mondo cinematografico, ma da qualche tempo qualcosa ha cominciato a girare storto. Hollywood viene colpito dalla censura cinese e si ritrova a patteggiare con quello che credeva essere un semplice alleato. Sono moltissime le produzioni d’oltreoceano che vengono snaturate in Cina e quel che è peggio, moltissimi sono i film girati nel paese della muraglia ai quali viene bloccata la produzione perché scatta la censura. Questo è il caso del produttore Robert Cain che, nel 2011, aveva osato includere nella sua commedia, girata in Cina, una parte di film nella quale il protagonista riprendeva illegalmente una pellicola al cinema. Tutto fu fermato perché incitava alla pirateria. L’esempio più recente è Vita di Pi che nonostante le numerose candidature all’Oscar si ritrova censurato in Cina dove verranno tolte le battute inerenti alla religione.


