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Tutta la memoria del mondo

Fino al 26 gennaio negli spazi della galleria Whitelabs di Milano va in scena Memorie, a cura di Nicola Davide Angerame: otto artisti espongono sul tema della memoria rievocando stati di coscienza trascorsi, esperienze, meccanismi psicologici da cui si riattivano memorie sensoriali e simbolismi esistenziali. Jerome Borel trasfigura l’icona pop di Mickey Mouse in memento mori: del fumetto rimane la fisionomia inquietante di un teschio e di un naso da clown. La figura diventa campo espressivo di analisi della condizione individuale e del proprio tempo, ricollegandosi a soggetti iconografici della storia dell’arte, da quello della vanitas all’autoritratto dell’artista nei panni di una maschera della Commedia, emblema di emarginazione e del dramma esistenziale.

Vania Comoretti è autrice di disegni ad acquerello, china e pastello, in cui ritrae l’iride di persone con cui l’artista ha un legame affettivo o familiare. La memoria biologica, espressa dalla somiglianza fisica, e quella affettiva, che dà riscontro all’emotività personale, condividono un percorso di ricerca del sé nell’altro. Federico Gori ricostrituisce l’universo naturale in quello artificiale attraverso la tecnica artigianale dell’incisione: imprimendo elementi naturali dentro lastre di rame, si rivolge alla natura imprigionandone le tracce millenarie della storia dei materiali in un binomio organico e modulare che ricorda l’opera di Pino Pascali.

Andrea Guastavino espone una serie fotografica dedicata alla storia di Ulisse, metafora della memoria culturale di una civiltà ma anche del pericolo dell’oblio, della perdita della memoria – e quindi dell’identità – negli ambienti stregati della maga Circe. Oriella Montin interviene attraverso una trama di cucito su fotografie di famiglia ritrovate in diversi mercatini: tramite la pratica intima e familiare, di sapore antico, del rammendo, l’artista intreccia legami ed esprime relazioni altrimenti invisibili. Nicola Vinci crea un diario che assume il mezzo espressivo della fotografia per rievocare le identità anonime e sbiadite delle persone ritratte nelle foto d’epoca che l’artista ha ritrovato in una residenza di Pechino durante la sua permanenza in città. Virginia Zanetti dipinge ad acquerello una serie di semi che suggeriscono l’impressione di trasparenza e leggerezza, elementi naturali fragili e forti al tempo stesso poiché dal seme ha origine la vita. Conclude il percorso espositivo Lorella Paleni che nell’intreccio tra riflessione sulle dinamiche psichiche, affettive e più profondamente pulsionali del ricordo, incontra il mondo inconscio del sogno e il linguaggio formale del surrealismo.

fino al 26 gennaio 2013

Whitelabs, via Tiraboschi 2, Milano

info: www.whitelabs.it

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