UNPÒPORNO

Sedurre con innocenza

Dipingere sulle pareti del mondo. È  questo quello che fanno gli street artist liberando la loro forza espressiva sulle mura degli spazi urbani e industriali delle città, nelle spoglie vie dei quartieri periferici, sui grandi spazi vuoti da riempire di colore ed estro. È quello che faceva Miss Van fin dall’inizio degli anni ’90, a 18 anni, quando dipingeva sui muri di Tolosa, sua città natale, iniziando anche le donne a quest’arte apparentemente più maschile. E infatti, nel tempo, le collaborazioni con i guru dei graffiti, per lo più uomini, non sono mancate. Vanessa Castex, questo il suo vero nome, ha esposto in tutto il mondo e con artisti internazionali quali Os Gemeos, Mike Giant, Bansky, Shepard Fairey, Takashi Murakami e molti altri. Una donna che, con il suo carisma artistico, è riuscita a esprimere un’altra faccia della street art, forte ma al contempo delicata, dolceamara talvolta, tipica dell’universo intricato e meraviglioso insito nella mente femminile.

Oggi l’artista espone alla Dorothy circus gallery, fino al 20 gennaio. Per la sua prima personale italiana, l’artista presenta sette opere inedite, create appositamente per la galleria romana, nove opere selezionate dalla sua produzione recente e due lavori in collaborazione con l’artista Dan Quintana, che ha già collaborato con lei nella realizzazione di eccezionali graffiti a Los Angeles e che esporrà, nel contesto della mostra, quattro sue opere inedite. Miss Van è celebre per i suoi focosi personaggi femminili. Un po’ lolite, un po’ bambole, le ragazze rappresentate dall’artista sono ambigue e affascinanti, mostrando nei loro tratti l’innocenza infantile di fanciulle illibate ma anche l’irriverenza e la promiscuità di giovani e ambite cortigiane del passato. «Le opere di Miss Van – ha detto la curatrice della mostra, nonché direttrice e proprietaria della Dorothy circus gallery, Alexandra Mazzanti – hanno una carica erotica molto forte, sono capaci di rievocare atmosfere intime in cui il piacere è protagonista, ma quello che apprezzo maggiormente è il suo modo ingenuo di sedurre che allude a un eros raffinato e introspettivo». Nell’arte di Miss Van, infatti, sussiste un vorticoso mondo iconografico femminile, che spazia da principesse dark a ragazzine in lacrime, da bambole erotiche circondate da dolci animaletti, a figlie del burlesque d’autore e a veneri conturbanti che ammiccano alle ballerine delle Folies Bergère.

Ogni possibilità erotica viene rivisitata nel suo inconfondibile stile, il tutto accomunato da una limpidezza intrinseca e da un assoluta assenza di volgarità. Nonostante gli sguardi languidi e le folte ciglia socchiuse delle sue sorprendenti eroine, Miss Van seduce ma non scandalizza, in un mondo artistico dove da sempre la donna viene elevata a simbolo erotico e mitologico. «La donna – contina la Mazzanti – è centrale nell’arte come nella società. In qualche modo è la speranza del futuro, quando è davvero donna però, e non il mostruoso risultato della rabbia maschile unita alla perfidia femminile. Espongo spesso pittrici e le loro opere raffigurano frequentemente un’immagine femminile. Forse è proprio quell’ideale di donna contemporanea a cui vorremmo affidarci, simile a una divinità antica, forte e volitiva, come Minerva, e dolce e sensuale come Venere».

La sensibilità di un’artista donna, come lo è Miss Van, infatti, si traduce nell’affermazione di una sensualità trattata con i guanti di velluto: dosatamente provocante, misuratamente sfacciata. Indubbiamente birichina più che aggressiva ma capace di plasmare l’eros e di rappresentarlo svincolato dal tempo, dallo spazio e dalle convenzioni. Un universo fatto di donne solitarie, strette nella morsa della seduzione, con l’intimo desiderio di ricevere tenerezza. Vittime e carnefici di un’esistenza dove l’amore fa da padrone, in tutte le sue sfumature.

fino al 20 gennaio 2013

Dorothy circus gallery, via dei Pettinari 76, Roma

info: www.dorothycircusgallery.com

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