UNPÒPORNO

Tutto il porno di Paratissima

Paratissima, la mostra off di Artissima, fiera internazionale di arte contemporanea, parte con la sua ottava edizione, ospitando un’ampia gamma di forme artistiche con l’intento fondamentale di diffondere la creatività quale ricchezza per la società moderna. Una fiera fatta per gli artisti, ma soprattutto dagli artisti, che con le loro opere tessono un inestimabile patrimonio collettivo e condivisibile, che si innesta nel contemporaneo con le tematiche che lo riguardano, anche le più forti e audaci. Quest’anno si centra uno dei punti più caldi e scomodi, che scuote da sempre, e soprattutto oggi, la morale comune: la sessualità, l’erotismo e l’espressione più estrema e controversa di entrambi, la pornografia. Temi che, nel tempo, oggi come in passato, non hanno mai lasciato indifferenti anche gli esponenti più noti del mondo dell’arte, che hanno fornito interessanti e diverse chiavi di lettura, rendendo il sesso un elemento ricercato e ricercabile all’interno di qualsiasi forma creativa.

Porndemia, questo il titolo della mostra dedicata all’arte porno, allestita all’interno degli spazi di Paratissima, celebra la consacrazione creativa della pornografia da genere di nicchia a fenomeno pop. Negli spazi dell’Ex Moi di Torino, questa intrigante esposizione ospiterà, fino all’11 novembre, pezzi di rilievo della storia dell’arte pornografica, divenuti tasselli fondanti di un approccio eclettico e irriverente al mondo creativo, talvolta ancora rinchiuso in una gabbia di tabù e austerità. Le prospettive sono le più diverse: ironia, romanticismo, desiderio, sensualità, eleganza, consacrazione atavica dell’eros. Foto, video, pitture, sculture e installazioni raccontano la proliferazione dell’erotismo, ma anche la degenerazione dell’oggi, la cultura di massa e l’attualità. In mostra opere di artisti storici, come Keith Haring, Carol Rama, Man Ray e Carlo Mollino e di autori più contemporanei, come Vanessa Beecroft, Jim Dine, Nobuyoshi Araky, Daniele Galliano e Richard Kern. Autori che hanno utilizzato il corpo umano nelle sue metamorfosi più intime e sensuali, immortalandone attimi di romantica indecenza, di scoperta e curiosità verso mondi inesplorati del piacere e della perversione.

Carol Rama è tra le artiste che più hanno seguito questa linea di condotta in modo esplicito e pionieristico, mentre Daniele Galliano mostra, nei suoi affreschi generazionali, di essere intrigato creativamente dall’erotismo, permeante dalle scene intime che ritrae, spiate con gli occhi di un voyeur. L’erotismo che trasuda dalle opere di Keith Haring (in mostra quelle tratte dalla collezione di Paolo Tonin) è innestato nel contesto stesso da cui nasce la sua arte: quello urbano, giovanile, di contestazione sociale, dove la denuncia ai falsi miti moderni e a una civiltà completamente fondata sui consumi diviene il significato implicito di una sessualità esplicita che fa parte della quotidianità dell’uomo contemporaneo. Man Ray, da sempre attratto da un erotismo fatto di un eleganza perversa, di una sensuale pacatezza che ammicca a epoche e costumi passati, è stato ispirato per alcune delle sue opere dalla storia e dal personaggio del Marchese de Sade, noto ai più per essere avvezzo alle pratiche della sodomia e divenendo per questo spesso simbolo di perversione ma anche di libertà sessuale. Nei suoi disegni e dipinti erotici, Man Ray ha ritratto donne e modelle sconosciute, ma anche amiche e amanti che facevano parte della sua vita. Vanessa Beecroft, invece, nei suoi “quadri viventi” ha sempre posto in primo piano il corpo femminile, ritraendolo in serie. Tante nudità insieme, svuotate di ogni carnale desiderio, di qualsivoglia sensualità. Quella della Beecroft è un’esposizione così imponente, impudica e incauta del corpo femminile che racconta con un’impattante violenza ma anche con una gelida pacatezza, l’eros mercanteggiato, mediaticamente e socialmente esposto, ormai privo di segreti e di attrattive.

Carlo Mollino fu tra i primi a usare la Polaroid per ritrarre il nudo femminile e, in particolare, quelli realizzati negli anni Sessanta, periodo di grande fermento sociale e di stravolgimento dei costumi e del concetto di sessualità e femminilità, che ritraggono fidanzate, amiche e prostitute.?Nell’arte contemporanea, che è specchio della società moderna e delle sue virtù, ma soprattutto delle sue debolezze, la rappresentazione della pornografia perde, così come mostrato in Porndemia, la sua missione originaria, divenendo veicolo portatore di ulteriori, nuovi, rinnovati significati. Il porno può così mettere a nudo i desideri, le ossessioni, le paure dell’essere umano che riesce a spogliarsi, finalmente, non solo dei suoi vestiti, ma dei suoi ruoli, delle maschere indossate ogni giorno, delle convenzioni sociali o dei desideri e sogni repressi. L’eccitazione diviene quella intellettuale, non più fisica. I corpi svuotano le loro stesse membra di potenzialità erotiche, divenendo simboli di una società che va messa a nudo, riportata alla sua forma originaria, ai suoi valori e alle sue potenzialità originali, per recuperare il vero significato dell’esistenza.

fino all’undici novembre

Ex Moi, via Giordano Bruno, Torino

info: www.paratissima.it

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