Non si rubano più opere d’arte ma antichi codici miniati

Firenze

Succede questo: che prima si rubavano i quadri, i gioielli, i soldi nei caveau, ora invece si rubano libri, per la precisione manoscritti. Il furto di antichi codici miniati sembra infatti aumentato negli ultimi anni e soprattutto qui da noi dove di certo non manca la materia prima. È ancora viva nella memoria di tutti la devastazione della biblioteca dei Girolamini a Napoli di quest’anno e proprio dai primi mesi del 2012 sono scomparsi seimila volumi e le cifre salgano con una media di 30 libri al giorno trafugati. Ma che fine fanno e perché proprio i volumi antichi? Molto spesso il bottino viene messo semplicemente in vendita on line con cifre che vanno dai 500 euro fino al milione e, bhè, i libri sì, perché sono facili da trasportare, nessun cane riconosce l’odore di un miniato all’ereoporto, nessuno si insospettisce per un libro e soprattutto non pesa così tanto da risultare immediatamente visibile. Fra i miniati ancora da trovare ci sono il codice botanico di Liberato Sabbati, il manoscritto di Jean Fouquet e uno di Bartolomeo di Frousino.

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