Due punti e a capo

Melandri al Maxxi, donna giusta al posto giusto

Perché è così difficile far capire a certi politici e a certa stampa che il merito cancella le parti e le provenienze? Le capacità, i titoli, le attitudini eliminano i colori. O ci sono o non ci sono, poco importa se si arriva da destra o da sinistra, se si è un professore universitario o un giovane curatore. Il merito è per definizione un indicatore oggettivo. Le domande dunque sono soltanto due: Giovanna Melandri ha le competenze per presiedere il Maxxi? Esistevano altri candidati migliori di lei? Il Ministro Lorenzo Ornaghi ha risposto affermativamente ai due quesiti, assumendosene pubblicamente la responsabilità. La storia sarebbe dovuta finire qua, ma invece la polemica continua a divampare. E oggi, in una conferenza stampa che sembrava quella di Madonna tanto era affollata, si è avuta l’ennesima contezza di questo provincialismo tutto italiano. L’assunto è che Melandri, in quanto politica, non potesse assumere tale incarico. Come se questa presidenza a titolo gratuita fosse una ricompensa per la sua uscita dalla politica.

Eppure di esempi di percorsi analoghi ve ne sono centinaia e a tutte le latitudini. Prendiamo, tanto per fare un esempio, il più volte ministro della cultura francese Jack Lang. Politico di lunghissimo corso, Lang è stato anche direttore del Festival di Nancy dal 1963 al 1977, poi del Théâtre de Chaillot di Parigi dal 1972 al 1974 e infine, udite udite, dal 1996 al 1997 è stato anche direttore del Piccolo Teatro di Milano. Chi ha memoria lunga ricorderà che il suo nome è circolato addirittura come possibile presidente dell’Auditorium di Roma. Perché Lang si e Melandri no? E di esempi così se ne possono fare molti altri ancora. E allora perché tutto questo accanimento contro la Melandri? A mio giudizio sono le solite piccole ragioni di bottega dei delusi, di quelli con una pretenziosa quanto finta puzza sotto il naso, di quelli che avrebbero voluto uno della cricca curatoriale e degli immancabili avversari. Insomma la solita bassissima cucina. Un ex ministro della cultura, con all’attivo vari riconoscimenti internazionali e altrettanti titoli onorifici, con rapporti culturali, politici ed imprenditoriali di respiro internazionale, è certamente più qualificato di tutti gli altri nomi che sono circolati in queste settimane come personalità deputate non alla gestione artistica del Maxxi ma, finalmente, ad effettuare quel lancio internazionale che finora non c’è stato. Dunque a nostro modestissimo avviso Giovanna Melandri è la donna giusta al posto giusto. La sfida sulla quale sarà severamente controllata e giudicata, questa volta si, è soltanto quella dei risultati. In conferenza stampa ha già tracciato a grandi linee un progetto condivisibile, soprattutto quando ha parlato di apertura ai privati e di internazionalizzazione. D’ora in avanti parleranno soltanto i risultati. “In the meantime”, come direbbe la newyorkese Melandri, smettiamola con queste polemicucce da pollaio e lasciamola lavorare.

Commenti

  • http://www.facebook.com/piera.cristiani Piera Cristiani

    Ma per favore che rapporti internazionali ha questa donna? Cosa ricordiamo del suo ministero? Il caso francese è uno e può essere l’eccezione, questa da noi è la regola, mai un bando o una stupidissima selezione. Che tristezza.