Nella splendida cornice di villa Litta Menafoglio Panza a Varese, appartenuta al celebre collezionista Giuseppe Panza di Biumo, scomparso nel 2010, con la mostra “Bill Viola, Reflections” – fino al 28 ottobre – il Fai, Fondo ambiente italiano, ha reso omaggio a uno dei più grandi artisti del nostro tempo: Bill Viola (New York, 1951). Le dodici videoinstallazioni dialogano in questo modo con le opere della collezione Panza, come i monocromi di David Simpson, le opere ambientali di Dan Flavin, di James Turrel e di Maria Nordman. I video presentati documentano la ricerca dell’artista statunitense dalla metà degli anni Settanta a oggi, mostrando, con un linguaggio raffinato e intenso, come sia possibile interpretare il patrimonio figurativo del passato senza ricorrere a soluzioni oleografiche o nostalgiche. Il lavoro di Viola si pone in questo senso come tra le più interessanti ricerche in grado di coniugare tecnologia e spiritualità: il dato tecnico si pone al servizio di un’indagine che si concentra sulle esperienze dell’uomo come la nascita e la morte, la purificazione, la memoria, il senso del tempo, facendo emergere radici che affondano nella tradizione cristiana, ma anche nel buddismo zen o nel sufismo islamico.
I suoi splendidi video rivelano una forza espressiva non ancora compresa nelle sue potenzialità liturgiche. Salvo casi sporadici, come la videoinstallazione in San Marco a Milano (Deserts, 1994), le sue opere difficilmente hanno varcato la soglia di una chiesa. Perché si fa così fatica oggi a inserire in un edificio sacro un video, sull’esempio di quanto sta accadendo nella cattedrale di San Paolo a Londra? Pensiamo a uno dei suoi capolavori, “Emergence”, del 2002, in cui, riprendendo un celebre affresco di Masolino da Panicale, rappresenta il momento in cui Cristo esce da un sepolcro ricolmo d’acqua. È questo un modello iconografico bizantino noto come il Cristo sposo, il nymphos. Il Cristo risorge dalle acque della Pasqua per incontrare la chiesa, sua sposa, la comunità dei credenti. Il Cristo è deposto a terra. Il suo corpo è affidato alla chiesa, personificata da Maria, sua madre, e dalla Maddalena. Come lo sposo e la sposa diventano una sola carne, dice il racconto biblico della Genesi, così la chiesa è corpo di Cristo. Un magnifico esempio di come la videoarte possa parla


