The Queen of art

Dopo la regina Elisabetta e la principessa Kate è arrivata l’ora di Patrizia, The queen of art. Per un anno intero, infatti, la più famosa collezionista privata italiana sarà la regina del contemporaneo della Gran Bretagna. Mi riferisco alla mia amica Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, presidente dell’omonima fondazione, che, a partire dallo scorso 25 settembre, è stata chiamata ad allestire alla Whitechapel di Londra, storica ed eminentissima galleria britannica, ben quattro mostre. Un onore in precedenza mai riservato a un collezionista italiano che la dice lunga sulla considerazione e la stima che Patrizia gode all’estero. Si è cominciato con Cattelan, che la Sandretto sostenne sin dall’inizio della sua carriera dimostrandosi buona talent scout, e si chiude a settembre del prossimo anno con Paola Pivi e la sua visione dell’assurdo.

Patrizia, che ho il privilegio di avere tra i giurati del nostro Talent Prize sin dalla prima edizione, sta facendo un lavoro straordinario: dal 1995 dedica la sua vita e investe cospicue risorse personali per valorizzare il patrimonio dell’arte contemporanea italiana e per sostenere le nuove generazioni di artisti. Lo fa con generosità, passione e competenza. Un’attività di grande spessore che all’estero le viene ampiamente riconosciuta, come l’operazione Whitechapel dimostra. Patrizia del resto è un mecenate vero, di quelli che da queste parti ormai se ne vedono pochissimi. In Inghilterra, che di queste cose se ne intendono, lo hanno capito bene. E da noi? Forse un po’ di meno. Ma si sa, in Italia il treno della qualità e dell’innovazione è in ritardo perenne.