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Sotto il vestito niente

A Flavio Lucchini, artista ma anche art-director e personaggio che ha inciso profondamente nel mondo dell’editoria, della grafica, della cultura e ultimamente anche dell’arte, è dedicata la grande antologica presentata al palazzo Ducale di Sabbioneta, la Citta ideale in provincia di Mantova. L’abito idealizzato, metafora della società contemporanea, leit-motif della ricerca intorno alle opere presentate in Sul sogno del corpo che “abita” mostra a cura di Anna Vergine e Gabriele Fallini, che ripercorre le tappe del percorso artistico di Lucchini con le opere – dipinti, altorilievi, sculture e quadri digitali – realizzate dai primi anni ’90 a oggi, collocate, come a stimolare un immaginario dialogo, nelle venti storiche sale del palazzo dove la forza della contemporaneità è accostata alla bellezza della classicità.

La lunga vicenda artistica di Flavio Lucchini nasce da una spontanea propensione al disegno consolidatasi negli anni di studio alla facoltà di architettura di Venezia e successivamente  all’accademia di Brera, passione che lo porterà ad avvicinarsi al mondo della grafica editoriale e a ideare nuove riviste, tra le più influenti nel mondo della moda, ne sono da esempio: Fantasia, Amica, Vogue Italia, L’Uomo Vogue e tutti i principali titoli del gruppo Condé Nast. Iniziano gli anni Novanta e Lucchini, all’apice della sua carriera editoriale, decide di dedicarsi esclusivamente alla passione per l’arte. L’abito femminile, oggetto attorno a cui per tanto tempo ha costruito riviste di successo, diventa strumento di indagine e riflessione, in una visione della moda che trascende dal tempo limitato a cui è destinata per definizione.

L’artista sperimenta tecniche e materiali differenti per descrivere quel che lo circonda spiegando: «Voglio far parlare la mia coscienza e far sentire le mie emozioni. Voglio dire la mia sulle cose che vedo e che sento intorno a me e lo voglio dire in modo che tutti mi capiscano. Forse sbaglio, perché l’arte deve essere difficile, magica, criptica, astrusa. Ma io sono un semplice e voglio esprimere cose semplici, quelle che tutti conoscono ma su cui, forse, non riflettono». Ecco allora il caleidoscopico insieme di immagini sulle quali la mostra propone di soffermarsi: dai Fashion-luna park nei colori pop e rilucenti di paillettes, agli infantili Toys di legno o metallo multicolore che tanto ricordano alcune opere di Leger e poi deificati Totem in acciaio o ancora sculture Gold in foglia d’ororata.

fino al 28 ottobre

Palazzo Ducale Piazza Ducale 1, Sabbioneta

info: www.flaviolucchiniart.com

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