Un’expo celebra l’amore di Paul Klee per l’Italia

Roma

In Italia c’è stato sei volte. A conferma del grande amore di Paul Klee per il nostro Paese, fonte di ispirazione e di nutrimento della sua visione artistica. Un rapporto particolare che oggi viene raccontato nella mostra ospitata alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, dal 9 ottobre al 27 gennaio 2013, “Paul Klee e l’Italia”. Nel percorso espositivo, articolato in quattro sezioni, si possono vedere un centinaio di opere, non solo del grande maestro ma anche di altri artisti come Kandinsky, Moholy Nagy, Max Bill, Albers, Licini, Soldati, Perilli, Novelli e altri. D’altronde Klee (1879 -1940), nato in Svizzera ma cittadino tedesco, amava i paesi che si affacciavano sul bacino del Mediterraneo, spesso meta di studio. E’ proprio nello spirito formativo che compie il primo viaggio in Italia tra l’ottobre 1901 e il maggio 1902, con Goethe e Burckhard come guide. Roma, Napoli e Firenze sono le tre tappe principali di questo primo viaggio di apprendistato artistico, povero di risultati creativi, ma ricco di pensieri che saranno sviluppati negli anni successivi.Klee ritorna nel nostro paese dapprima visitando la Sicilia, nel 1924 (Mazzarò) e nel 1931, poi l’isola d’Elba (Costruzione portuale) nel 1926, Viareggio nel 1930 e, infine, nel 1932 Venezia. Durante questi viaggi visita anche Milano, Genova, Padova, Firenze, Ravenna, Pisa, l’amata Napoli e tutte le principali città siciliane. Ognuna di queste tappe gli ispira nuovi spunti di studio e in alcuni casi anche svolte stilistiche, come la fase pointilliste suggeritagli dalla visione dei mosaici bizantini di Ravenna (Croci e colonne, 1931). Non meno significativo per il suo percorso creativo è l’incontro con il futurismo che Klee apprezzava pur non conoscendone gli artisti. Elementi dell’estetica futurista, come la centralità del tema architettonico e il dinamismo delle forme, vengono analizzati e rielaborati da Klee in funzione del proprio linguaggio astratto (Astratto-guerresco, 1914 e Composizione urbana con finestre gialle, 1919).