La matita incantata di Stefan

Settanta centimetri bianchi. Tutti i fogli hanno la stessa dimensione, stanze squadrate e uguali. Da qui parte la matita di Stefan Zsaitsits, giovane disegnatore di Vienna. Lui chiama i suoi disegni ‘Headsongs’, canzoni in testa, come il titolo del libro che ha appena pubblicato. Facce, enormi, piccole o naturali, infestate da sogni (o incubi) che raccontano ogni volta una storia diversa. I volti stilizzati di Zsaitsits nascondo profondità difficili da raccontare a parole. Come in ‘Hubble’, in cui il volto diventa un cielo di stelle nascoste in un cappuccio, o in ‘November’, dove la faccia sfuma dietro alle rondini che si vorrebbero veder ritornare. «Disegnare volti di bambini mi viene naturale» racconta Zsaitsits «Da quando ho compiuto 30 anni ho cominciato a pensare molto di più alla mia infanzia, che è stata molto protetta, e a come ancora oggi influisce sui miei pensieri quotidiani e la mia routine».