Laszlo Biro presenta il lavoro di Dem. Un artista con un percorso articolato, che in due decenni di attività ha lasciato un segno inconfondibile nell’arte urbana, tra i protagonisti della sua evoluzione oltre il graffitismo. Il suo lavoro ha saputo percorrere sempre nuove strade, per molti versi spiazzanti, le sue opere murarie sono altre rispetto al grigio immaginario urbano che le circonda: figure a due dimensioni e prive di prospettiva, che non lasciano spazio a ombre o sfumature, definendo una distanza dalla tridimensionalità dello spettatore, al punto da rifugiarsi in un tempo e in unluogo a lui precluso. Eppure, per contrappasso, proprio grazie a questa distanza, restituiscono all’osservatore un tesoro opposto e simmetrico: aprono a una dimensione onirica, sospesa, di interrogazione. Sono oracoli, figure enigmatiche e giocose, oggetti mitologici fatti di tratto e puro colore; grandi campiture che definiscono un’estetica, un’idea di bellezza visiva, che, giocando col mondo antico, sa essere specchio del buono e del vero, o quantomeno della loro ricerca.


