Cari capelli

Lunghi o corti, biondi o bruni, mossi o lisci, i capelli offrono un’incredibile diversità. Sensibili al passare dei secoli e alle mode, simboli etnici o di appartenenza di classe, da quando l’uomo esiste i suoi capelli parlano per lui. A Parigi, il museo delle arti etniche Quai Branly gli consacra un’esposizione , Cheveux chéris fino al 14 Luglio 2013. La mostra propone di ricordare l’importanza dei capelli nel mondo attraverso i secoli. Suggerendo l’idea che i capelli tradiscono, volontariamente o no, la personalità, la mostra comincia con un percorso dedicato alla bellezza. Mette dunque in confronto busti del ‘700 e pettinature afro, acconciature dell’impero romano e quelle della Papuasia.

La scenografia offre un alternarsi di universi, tra rappresentazioni occidentali e quelle di altre culture, sud-americane o africane. Quadri, sculture, fotografie, riproduzioni, e supporti multimediali esprimono il legame tra il presente e il passato delle nostre chiome. Oggetto di seduzione, la capigliatura lunga e ondulata diventa simbolo di femminilità. Ma caratterizza anche quell’aspetto selvaggio e anticonformista, tanto ricercato dai giovani degli anni sessanta. Mano a mano che si percorre le sale, ci si immerge in uno spazio etnico, caratteristico del museo. Si evoca la questione della pettinatura come segno di potere, ma anche la sua perdita. Perdita per scelta (religiosa o rituale) ma anche per vecchiaia o per violenza guerriera. Sono esposti numerosi scalpi che popoli sud americani hanno preso ai nemici per acquisirne la forza o le foto di Cappa: donne rasate dalla resistenza nel primissimo dopoguerra francese come segno di tradimento.

Come spiega Yve Le Fur, commissario dell’esposizione, «I capelli sono il supporto dell’espressione e della comunicazione di individui e società. Sono il segno esteriore della personalità ma anche del potere dell’individuo». Stupefacente è l’uso che si può fare dei capelli: corde, mantelli o semplice ricordo di un amore perduto. La lettura poetica e singolare di questa esposizione, ci racconta le epopee capillari di ieri, lasciandoci immaginare quelle di domani.

Fino al 14 Luglio

Musée du Quai Branly, quai Branly 37, Parigi

info: www.quaibranly.fr

foto Baptiste Crochepeyre