In un mondo in cui le fonti di petrolio stanno per esaurirsi e l’inquinamento è ormai lo scenario abituale in cui si consumano le nostre esistenze, ecco che la rincorsa alla energie rinnovabili è doverosa. Ma spesso i campi ricoperti di pannelli solari, o ancora le pale eoliche che proliferano come altissimi e rumorosi girasoli poco lasciano alla piacevolezza della visione. Una valida soluzione all’inconveniente potrebbe essere quella proposta da Mario Milanese, docente di controlli automatici al politecnico di Torino e fondatore della società KiteEnergy. Aquiloni posti a 400 metri d’altezza, una presenza leggera quasi invisibile ad alta quota, ma potentissima. Ogni strisciolina infatti sarà in grado di produrre l’energia fornita da 12mila barili di petrolio. Quindi una centrale molto meno costosa rispetto a quelle a carbone, a metano o nucleare. Un’idea semplice come i materiali utalizzati: teli simili a quelli utilizzati per le vele – 50 metri per 10 – e cavi di fibra sintetica per tenerli ancorati al suolo e ancora un generatore di 5 megawatt per trasformare l’energia eolica in elettricità. Certo ci vuole una tecnologia avanzata per mettere in moto la giostra in formato gigante. Tra pochi giorni le prime prove in miniatura con i prototipi appena sfornati.


