La Biennale d’architettura

Ha aperto i battenti la XIII Biennale di architettura a Venezia che si conferma come l’evento più atteso con oltre 4 mila presenza il giorno dell’apertura. L’archistar David Chipperfield (nella foto) è alla direzione della poderosa macchina organizzativa intitolata Common ground ovvero territorio comune. «Il campo dell’architettura – ha dichiarato il curatore – da anni è stato ridotto all’applicazione delle normative, alla massimizzazione di dimensioni e densità su di un sito, al raggiungimento di un vago senso di compatibilità con il contesto circostante. Contro questo contesto cerchiamo di mantenere salde le idee sulla sfera pubblica. Il terreno comune – continua Chipperfield – (in contrapposizione allo spazio pubblico) implica un territorio condiviso all’interno di un contesto di differenze«.

Ed è il tema della differenza, cara al filosofo Jacques Derrida, ad alimentare negli storici padiglioni all’Arsenale e nel centro storico di Venezia le 55 partecipazioni nazionali. In costante crescita di presenze la Biennale si arricchisce quest’anno, per la prima volta, di altre quattro nazioni: Angola, repubblica del Kosovo, Kuwait, Perù. A vivacizzare la città al di fuori dei tradizionali spazi della kermesse, una serie di eventi collaterali proposti da enti e istituzioni internazionali. Dal padiglione centrale, ai giardini fino all’Arsenale, Common ground forma un unico percorso espositivo con 63 progetti in mostra realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi per un think tank che vanta un totale di 110 presenze.

La cura del padiglione Italia è stata affidata dal Ministero per i Beni e le attività culturali all’architetto Luca Zevi. Pensato per avviare una riflessione sul rapporto tra crisi economica, architettura e territorio. Dal padiglione Italia parte la sfida per dar vita a un progetto di crescita del nostro Paese concreto e visionario, in cui cultura ed economia scrivano un nuovo patto. In filigrana la figura dell’indimenticato imprenditore e mecenate Adriano Olivetti di cui si vuole rievocare lo spirito attraverso le propaggini culturali di virtuosi emuli, declinate attraverso il rapporto architettura e territorio.

info: www.labiennale.org

Guarda l’intervista con Luca Zevi