Potremmo parlare per ore e decidere cosa è e cosa non è effimero in cultura, ma la verità è che Roberto Cota leghista e governatore del Piemonte dice: «Chi vuole mettere in scena opere costose, pensi a come pagarsi il biglietto». Insomma, ci sono spese molto più importanti da fare adesso che stare dietro ai teatri. A rincarare la dose arriva anche il collega governatore del Veneto Luca Zaia: «A me fa paura la cultura d’élite: noi dobbiamo garantire l’accesso al popolo e al livello locale ci sono lodevoli iniziative culturali che nel tempo sono state bistrattate – continua poi –perché non si è mai avuto il coraggio di introdurre costi standard alla cultura?». Philippe Daverio interviene: «Neanche Stalin aveva abolito la spesa sulla cultura. Se Cota dimentica che le regioni avrebbero un impegno di spesa più sulle infrastrutture culturali che sugli eventi è perché siamo in campagna elettorale: per i leghisti l’alfabeto è tuttora un problema insormontabile e lui difende la sacra rota dell’Ignoranza».


