Bufale di Caravaggio, al via le inchieste

Milano

Tanti dubbi e moltissimo scetticismo sul presunto ritrovamento dei 100 bozzetti di Caravaggio. Tutto ha avuto inizio dalla pubblicazione degli ormai famosi due ebook su Amozon. Subito l’Ansa nel pomeriggio del 5 luglio pubblica la notizia del ritrovamento dei disegni, specificando come non siano mai stati visti prima. Successivamente segue, sempre da l’Ansa, la notizia della stima dei bozzetti, ossia 700 milioni di euro. Già inizialmente qualcosa non torna: inanzitutto i disegni che si attribuiscono a Caravaggio non erano certo “mai stati visti, anzi, facevano parte del noto fondo Paterzano del castello Sforzesco di Milano, ma sinora – come indica proprio il nome del fondo – erano attribuiti al maestro cui il grande artista fu a bottega nei primi anni di attività. In secondo luogo gli artefici della scoperta (o bufala) non sono mai stati visti, nè registrati nell’archivio delle visite di castel Sforzesco. I sospetti si infittiscono  e il mistero rimane: come Bernardelli Curuz e Conconi Fedrigolliabbiano avranno avuto accesso ai bozzetti? Le indagini hanno rintracciato un’unica mail, risalente al maggio 2011, nella quale viene fatta richiesta da una studentessa di ricevere, via internet, il materiale del fondo al fine della tesi. Così c’è da pensare che dietro il nome della studiosa di Partezano si nasconandano gli autori degli ebook. Questi, interrogati, invece affermano di essere stati fisicamente nell’archivio del castello Sforzesco, anche se non in orario d’ufficio. Rimane da scoprire, se così fosse, chi sono le talpe del Gabinetto dei disegni.