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Attitude cinema

Si è da poco conclusa la prima tappa in terra marchigiana della mostra Attitude cinema, inaugurata il 19 giugno a Pesaro nei suggestivi spazi della chiesa della Maddalena. Questa interessante rassegna è parte della prima edizione del Miva, il festival dedicato alla video arte, evento collaterale del Festival del cinema. Attitude cinema nasce da un’idea di Camilla Boemio curatrice e critica d’arte, in collaborazione con l’architetto Venturi; la mostra verte sulle sperimentazioni più attuali della videoart, considerata una delle espressioni più interessanti dell’arte contemporanea fin dalla sua nascita nel 1960. Per chi non l’avesse visitata c’è ancora tempo: dal 6 al 10 luglio sarà ospitata alla Zoe gallery di Roma, largo Cristina di Svezia 22. Alla collettiva partecipano alcuni dei più famosi video artisti internazionali, il focus di quest’anno è sulla California, reduce dei festeggiamenti Celebrate the era that continue to inspire the world: art in LA 1945 – 1980. Il programma di Attitude cinema comprende anche proiezioni di film e incontri con gli artisti: approfondiamo il discorso con Camilla Boemio su tutte le implicazioni socio-culturali che sottendono alla mostra.

 Come mai una mostra sul cinema e sulla videoart, quali sono gli intenti che muovono Attitude cinema?

L’Attitudine che mi interessava catturare era riuscire a fornire un inedito spaccato della video arte rendendo l’idea di quanto il linguaggio sia poliedrico e interessante. Basici i concetti dimostrati da Siegfried Zielinsky con le tesi sul suono – visione avanzata, il ruolo egemone del cinema e della televisione sono la parentesi nella storia dell’immagine in movimento. Il fenomeno, che vede assoluto iniziatore Andy Warhol, negli ultimi anni riscopre il legame tra arte contemporanea e cinema. Con una generazione di video artisti duttili nel realizzare pellicole di successo o presentare i propri lavori durante i festival del Cinema: da Steve McQueen, a Sam Taylor Wood, alla presentazione di un video di Mark Lewis durante il festival del Cinema di Venezia 2011. Sublimando il momento e focalizzando l’attenzione in uno dei luoghi geografici più interessanti e meno riconducibili a uno stile preciso: la California.

In questa mostra partecipano artisti molto noti, immagino sia stato difficile organizzare un evento simile, vuoi dirmi di più, magari anche dell’idea di spostarla poi a Roma?

Quando penso alla costruzione di una mostra mi piace interagire con la realtà di una città, ma sempre proiettandola in contesti più ampi e internazionali. La immagino come una corteccia composta da tanti strati vitali che interagiscono creando vari livelli di interesse e di afflusso. Collaborare con il festival del Cinema di Pesaro vuol dire potere avere un partner assodato, che fa parte del circuito e della tradizione di un luogo, oltre a centrare l’analisi concettuale della mostra. Si aggiungono le collaborazioni con l’ottica Venturi e l’architetto Venturi con il suo progetto di realizzare il Miva: il Festival di video arte che nasce dal festival del Cinema. Quest’ultimo organizzerà con l’Agisanec, a Roma, delle proiezioni i primi di Luglio. Abbiamo pensato ad una mostra nomade, composta di due cicli, due città nelle quali l’arte contemporanea e il cinema sono parte del loro dna. A Roma ho scelto la Zoe gallery, un nuovo spazio no profit che propone progetti non scontati e di taglio internazionali; per concludere il cerchio, alla Zoe Gallery ha realizzato il suo ultimo film Bernardo Bertolucci.

Commenti a caldo sull’inaugurazione, sulle presenza, sulle tue aspettative, sull’interesse da parte del pubblico?

Di grande impatto è l’allestimento che riesce a dialogare con lo spazio: la magnifica chiesa del Vanvitelli. Due Installazioni catalizzano l’attenzione, quella monumentale di Geof Oppenheimer e la nota Interceptor Surf Sequence (del 2009) di Shaun Gladwell. Devo ammettere di trascorrere delle giornate molto piene, tra inviti nelle straordinarie case dei Pesaresi, attenti conoscitori dell’arte contemporanea, e con gli artisti arrivati dagli Stati Uniti. Dalla prossima settimana con l’inizio del festival del Cinema, la città sarà ancora più densa di visitatori e di giovani. Trovo interessante, anche, la collaborazione con il media patner Landscape stories.

Le tematiche trattate dagli artisti? dammi una panoramica generale e qualche esempio di quelli più interessanti

Trovo tutti molto catalizzanti. Il nucleo dei video che affiancano le video installazioni, ruotano nei plasmi e la panoramica è tra le più sfaccettate. William E. Jones ha realizzato i films Massillon (1991), Finished (1997), and Is It Really so strange? (2004), e i video The fall of communism as seen in gay pornography (1998). Ha avuto retrospettive alla Tate modern, Anthology fllm archives, Austrian film museum, e Oberhausen short film festival. Eyelines esplora una delle strategie fondamentali dell’editing del cinema narrativo: lo sguardo. McLean Fahnestock con Grand finale del 2010-2011, è un attenta analisi della fine dell’era spaziale della Nasa. Matthews suib & nedia hironaka con 1967, rivisitazione dello spettacolo dell’Esposizione internazionale utilizzano il protagonista di La chinoise di Godard. 1967 è una meditazione sul ruolo dell’artista e la visione rivoluzionaria legata agli sviluppi storici della politica e dei media globali. NYX di Claire Hopper, realizzato nella metropolitana di Berlino, indaga il concetto dei miti classici della notte esplorando i semiontici legami tra sonno, morte, allucinazione e oblio. La Hooper utilizza lo stesso luogo dove ha realizzato già Nach Spandau, per rappresentare il dominio sotterraneo di NYX: la Dea della notte. Il film racconta le vicende di un giovane ubriaco, allucinato e disorientato, colto dal fuoco iniziatore scaturito dagli incontri con gli dei hypnos, le nemesis e le furie. Seguono i lavori : The famous shipper di Tessa Den Uyl e L’era cinezoica del cinema di Stefania Rota. Quest’opera è lo sparti acqua concettuale della mostra e la camminata lungo la linea del tempo del cinema; dalla sua nascita ad oggi.

 

Zoe gallery, largo Cristina di Svezia 22, Roma

info: www.camillaboemio.com

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