Figure fantasmagoriche e segni primitivi, in fuga dal mondo immaginifico di Luigia Granata, orbitano sulle tele, in uno spazio, senza limite e senza tempo, per allontanare l’uomo dall’annichilimento e dalla paura della morte. Parafrasando Nietzsche e l’eterno ritorno, l’opera dell’artista diventa per chi l’osserva sentinella del tempo, difensore del tempo e del suo divenire. Una parte dell’ultima produzione è godibile a Roma, dal 6 giugno al 18 settembre, grazie alla curatela di Francesco Pellicori, presso: la sede nazionale dell’Istituto per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe al Pantheon, via della Minerva, Segreteria nazionale Confapi Roma, Uffici della Jonio impex srl people’s quare, Shangai.
A cura di Carmelita Brunetti, critica d’arte e art advaisor.
Info: luigiagranata.jimdo.com/


