Gallipoli, Il sacro è astratto al museo diocesano

Tra la fede cristiana che è tipicamente figurativa e l’arte contemporanea che è in larga parte astratta c’è già in partenza un divario molto forte; il Concilio Vaticano II, nella costituzione sulla liturgia, esortò a colmare questo divario: la Chiesa non ha mai avuto come proprio un particolare stile artistico, ma, secondo l’indole e le condizioni dei popoli e le esigenze dei vari riti, ha ammesso le forme artistiche di ogni epoca, creando così, nel corso dei secoli, un tesoro artistico da conservarsi con ogni cura. Anche l’arte del nostro tempo e di tutti i popoli e paesi abbia nella Chiesa libertà di espressione, purché serva con la dovuta riverenza e il dovuto onore alle esigenze degli edifici sacri e dei sacri riti. Al contrario, si crede che a distinguere l’iconografia liturgica cristiana sia il suo carattere "ierofanico", cioè la sua capacità di manifestare il sacro, sia pure "per mano umana". Fino al 9 aprile, Museo Diocesano Gallipoli, Via Antonietta De Pace, 51.