De Mauro: «Italiano in degrado, bene gli scrittori»

L’italiano usato dagli scrittori che concorrrono al premio Strega è «buono. Fino a qualche tempo fa persisteva il gusto della parola esibita, colta, bizzarra. Ora molto meno. Quelli di oggi, in media, sono scrittori che sanno tenere la penna in mano». Il giudizio è del linguista Tullio De Mauro, che presiede il premio Strega in un’intervista alla Repubblica dove ribadisce il più generale allarme per il degrado della lingua in Italia, del suo uso e della sua comprensione. Per De Mauro «ora il problema è la dealfabetizzazione degli adulti. L’istat dice che gli analfabeti sono l’un per cento. Ma sono analfabeti che ammettono di esserlo. Gli studi di Vittoria Gallina documentano che solo un 20 per cento della popolazione adulta si orienta con sicurezza nel mondo d’oggi: sa leggere un giornale, le istruzioni di un farmaco, le comunicazioni della banca. Un altro studioso, Saverio Avveduto, fa retrocedere all’analfabetismo il 30 per cento di adulti che ha solo i cinque anni di elementari».