Oggi a Roma, alle ore 18, al Maxxi, Museo nazionale delle arti del XXI secolo, sesto incontro del ciclo L’arte pubblica nel ‘900. Il mito dell’uomo nuovo, organizzati dal Fondo ambiente italiano, delegazione di Roma, in collaborazione appunto con il Maxxi, con Eugenio Scalfari, giornalista, fondatore del quotidiano La Repubblica. Titolo dell’incontro La nuova modernità Scalfari così presenta in suo intervento: «Dall’Illuminismo al Romanticismo, dalle avanguardie al nichilismo, dalla razionalità allo scatenarsi delle emozioni e degli istinti, la Modernità è un tempo durato quattro secoli, mai simile a se stessa, sempre in cerca di sperimentare il nuovo, di allargare il respiro delle generazioni, di modificare l’identità senza smarrirne la memoria. Ma che cosa accade e accadrà dopo quest’epoca che si è chiusa? L’arte pubblica nel ‘900. Il mito dell’uomo nuovo intende accendere i riflettori sul Novecento, secolo in cui la cultura artistica ha conosciuto una straordinaria accelerazione. Nel corso del Novecento le novità e le sperimentazioni si sono susseguite con una velocità di evoluzione sollecitata anche dalle nuove istanze sociali, portando alla ribalta movimenti e protagonisti che hanno fortemente inciso sull’identità del secolo».


