Giovedì 26 gennaio alle 18,30 la galleria Diagonale presenta la personale di Li Xiangyang. Dopo la recente partecipazione dell’artista di Pechino alla Grande astrazione celeste. Arte cinese del XXI secolo al Macro Testaccio una nuova selezione dei suoi ultimi lavori. In mostra grandi tele caratterizzate da lunghe linee verticali nere, rosse e grigie volutamente interrotte, testimonianza di uno stato d’animo di rottura, con un’evidente predominanza dei toni di grigio, espressione della profonda ricerca del sublime negativo, come lo definisce l’artista stesso; un intervento ironico dinnanzi alla tradizione cinese, grigio come negazione del colore. "L’astrazione delle sue opere – scrive Achille Bonito Oliva nel suo testo in catalogo – è frutto di una dialettica tra la materia e la geometria della forma finale. Ripetizione e differenza producono un sistema visivo che non e’ mai statico o prevedibile, semmai sorprendente apertura verso l’architettura seppure vaporizzata e smaterializzata nello spazio circostante all’opera. L’opera di Li è il frutto di una mentalità creativa capace di coniugare analisi e sintesi, d’investigazione e rappresentazione".


