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Il ladro di desideri

Fiaba, romanticismo, realismo magico. Sono le parole chiave di un graphic novel che rappresenta un viaggio, non solo per i giovani lettori, alla ricerca dei propri desideri. Realizzato a quattro mani dal belga Loïc Clément (sceneggiatura) e dal francese Bertnard Gatignol (disegni e colori), Il ladro di desideri – Tunué, 40 pagine, 15 euro – è un racconto a fumetti scorrevole e appagante, con illustrazioni di livello e una narrazione dalla sottotraccia non banale, perché sognare non è solo per bambini.

Pubblicato dalla casa editrice nella collana Tipitondi – traduzione di Stefano Andrea Cresti e sfiziosa sezione finale con storyboard e chicche varie – Il ladro di desideri narra la storia di Felix, un ragazzino biondo che non colleziona biglie, farfalle, francobolli oppure monete, bensì desideri. ”Fin dalla più tenera età, nonostante le apparenze, Felix non era proprio come gli altri. E ogni starnuto altrui era un’occasione di darne prova”. Proprio così. Il giovanotto cattura gli starnuti di amici, parenti, conoscenti ed estranei esclamando «per i miei desideri» e riuscendo a custodirli, in uno dei suoi numerosi vasi, solo se viene ringraziato dagli ignari (tutto ciò invece della più canonica staffetta: salute, grazie, prego). Ecco, in questo racconto non esistono formalità – per fortuna – né schemi precostituiti. È tutto così semplice e diretto, leggero, che il lettore si affeziona subito ai protagonisti.

Certo, Felix non si separa mai dal suo zaino – un po’ come la coperta di Linus – stracolmo di vasetti di ogni dimensione, pieni di desideri di ogni colore: dal verde al rosa, dal giallo al blu. Ma un giorno di primavera (”era la stagione ideale per il nostro ladro di desideri: il polline, infatti, si rivela essere un prezioso alleato per l’implementazione della sua particolare collezione”), il biondino incontra la coetanea Calliope, da cui rimane folgorato perché – con la sua tradizionale e comprovata formula – non riesce a coglierne i desideri, quando lei starnutisce. Una formula quasi matematica che invece, stavolta, non torna – un po’ come Jack Skellington di Nightmare before Christmas, che cerca di creare un Natale tutto suo sciorinando numeri e preparando improbabili ampolle –, così Felix decide che è il caso di indagare, determinato a svelare l’affascinante enigma.

Con la trama ci fermiamo qui, perché il rischio spoiler è alto. E Il ladro di desideri, meno che mai, lo merita. Perché Clément (classe 1981, scrive fumetti per adulti e ragazzi ed è autore di album illustrati) e Gatignol (ha collezionato numerose esperienze nel settore cinematografico e televisivo) firmano un graphic novel dolce e delicato, che emerge in tutta la sua potenza soprattutto in un momento storico dove l’accoglienza e la reciprocità sono quasi chimere. È una sorta di ”casa calda” quella che i due autori schiudono al lettore, soprattutto a chi cerca una storia positiva e non ordinaria. Certo, il pubblico giovanissimo potrà essere più attratto da un racconto del genere, ma anche molti adulti dovrebbero apprezzarlo. Perché, come ha scritto la poetessa Margaret Deland: ”Uno deve desiderare qualcosa per essere vivo”.

Info: www.tunue.com

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