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Spazi aperti, Accademia di Romania

Si entra con il sole che invade i giardini dell’Accademia di Romania. L’istituto ha aperto le sue porte per la sedicesima edizione di Spazi Aperti, l’evento che raccoglie fino al 15 giugno artisti provenienti dalle varie accademie straniere ospitate a Roma curato quest’anno da Andrada Catavei. E poi si prosegue: alla luce dei giardini segue l’oscurità dei corridoi che accolgono i vari lavori. Si parte con il salone enorme nel quale una proiezione finge uno sfondamento della parete descrivendo una stanza vuota invasa da piante. Centinaia di bottiglie appese segnano poi il cammino, un mucchio di plastica che ancora mostra quello che conteneva: vino, acqua, ecc. In una grande sala c’è un tavolo da ping pong e alle pareti tele che come un’eco ricordano il gioco.

Dall’ombra si ritorna infine alla luce con il primo piano dell’accademia che fa da sfondo agli ultimi lavori: delle vecchie foto sono immerse nella vasca del cortile bloccate da enormi massi, un quadro chiude la prospettiva di uno dei corridoi laterali al chiostro, mentre, finite le scale che accompagnano al secondo piano, una tenda di velluto marrone lascia appena visibile una montagna di terra scaricata sul muro. Un Cristo a matita galleggia sul nulla alto sulle pareti di uno degli studi esterni. Si torna così a camminare sul giardino e varcato il cancello ci si lascia alle spalle le colonne dell’ordine gigante inscritte nella facciata dell’accademia e quel assurdo e straniante alternarsi di luci e ombre. Info: www.accadromania.it

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