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Arte e nutrimento, la Fao apre le porte all’arte contemporanea

Il sole fonte di energia porta alla luce, attraverso i pannelli solari, l’acqua sotteranea per restituirla all’uomo. Questo è il tema della mostra che ha inaugurato ieri nel quartier generale della Fao a Roma. Solart è un progetto, egregiamente curato da Giusy Emiliano, che affronta e cristallizza il dialogo aperto e respirato tra arte e scienza. Mediante la struttura del collettivo le opere comunicano e supportano un evento scientifico tecnologico. Partendo dal concetto che arte e scienza sono figlie della creatività, non possiamo allontanarci dal fatto concreto che i nostri orizzonti culturali bandiscono ogni stereotipo dicotomico tra sapere umanistico e sapere scientifico. Arte e scienza sono forme di conoscenza tra cui esiste una connessione basata sulla ragione e sull’intuizione, modalità attive nell’esprimere e nell’interpretare il reale. Il percorso espositivo è stato creato utilizzando lo strumento grafico-comunicativo all’interno di uno spazio non convenzionale, un ”luogo non luogo” immersivo, nel quale riflettere insieme su temi scientifici-concettuali.

Jim Morgan, graphic designer Fao, ha prestato il suo gesto professionale contaminato da quello artistico nel tentativo di dare una voce narrata all’intero progetto. I pannelli solari, elemento tecnico e fondante dell’evento scientifico, sono stati spogliati della loro connotazione iniziale e trasformati in forme geometriche che accolgono elementi naturali e poetici. Grazie a questa trasformazione concettuale l’Atrium del Palazzo della Fao ha modificato per una settimana il suo utilizzo quotidiano di ”passage” per diventare uno spazio in movimento nel quale il pavimento comunica la transazione dell’energia solare verso le coltivazioni come un vero processo di fotosintesi. Il titolo grafico della mostra Solart costituisce la base della proposta curatoriale.

Esso ha all’interno un’opera di Daniele Papuli che accresce e delinea il flusso comunicativo, traccia un segno artistico bidimensionale e focalizza il tema del sole. Il tessuto leggero nasconde un messaggio interpretativo e tattile… Sfiorando l’opera di color arancio acceso, possiamo azzerare la distanza con il sole, dialogare da vicino con questo protagonista che ci lascia la libertà di farlo senza incorrere nel tragico finale di Icaro. Le foto di Eleonora Cerri Pecorella traghettano attraverso il suo segno artistico all’interno di una partecipazione attiva tra Uomo e Natura, un incontro di intese armoniche tra i due. Un processo di unificazione attraverso il quale i ricordi molteplici convergono in un’unica immagine, un percorso nel voler cristallizzare un ricordo che è fuori e dentro di noi… l’acqua. Immagini potenti verso un futuro nel quale vince una poetica collaborazione. Le opere pittoriche materiche di Marco Angelini inducono verso riflessioni sul tema dell’acqua elemento fondante della vita umana, utilizzando un accesso preferenziale dato dall’utilizzo degli oggetti. L’artista attraverso objet trouvé, si interroga e esprime su tela, quanto il mare possa avere un ruolo attivo restituendo un tubo di irrigazione.

Pare che la Natura voglia regalare all’uomo un punto di riflessione dal quale ripartire per trovare una strategia per progredire e aiutare se stesso. Questa collettiva vuole porre l’accento a obiettivi comuni, indagando attraverso trasformazioni globali, verso un mondo possibilista e accessibile a tutti. Allontanarsi da alcuni modelli per abbracciare proposte alternative e in linea con i cambiamenti climatici. La nostra chiave di lettura è catalizzare attraverso alcune opere d’arte, l’attenzione di un pubblico più ampio, risignificando, verso coloro che scientificamente trattano questi temi, il desiderio e la creatività per affrontare nuove sfide. 

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