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Berlin Art Week

Dal 13 settembre Berlino è movimentata dalla Berlin art week, cinque giorni di mostre, performance, festival e aperture straordinarie. Per la sesta edizione il programma si presenta denso, in particolare grazie a due grandi fiere che rappresentano molte gallerie cittadine nonché alcune importanti spazi europei e mondiali. Abc Berlin. Fair for modern and contemporary, art alla sua prima edizione, è nata dall’unione di Art Cologne e abc art Berlin contemporary e presenta più di 100 gallerie nazionali e internazionali. Il programma dell’evento è vasto e spazia dall’esposizione vera e propria, fino a escursioni, talk, visite in atelier della città. POSITIONS Berlin Art Fair 2017 invece torna, in occasione della sua quarta edizione, nell’industriale atmosfera dell’Arena, dove 84 gallerie internazionali presenteranno i loro artisti di punta. Diverse epoche si confrontano nelle diverse esposizioni, evitando volutamente divisioni troppo settoriali. 

Anche istituzioni quali Berlinische Galerie, Me collectors room, nonché i musei statali, aprono le porte al grande pubblico. La Berlinische Galerie inaugura la mostra 3612,54 M³ VS 0,05 M³, di Monica Bonvicini, artista impegnata con tematiche che spaziano dall’architettura, al genere, al potere, alla sessualità, toccando campi politici, sociali ed economici. Il titolo della mostra si riferisce al volume della sala dove è esposta (3612,54 M³) e a quello dell’artista (0,05 M³). Attraverso due installazioni l’opera interroga la struttura architettonica della sala, nonché il suo essere luogo espositivo, spingendola ai suoi limiti funzionali. Impedendo il libero fluire dei visitatori, indaga il modo in cui l’architettura definisce il muoversi e il comportarsi degli individui nello spazio, confrontandosi irrimediabilmente con esso, spingendoli a scegliere percorsi sempre diversi e individuali.

Me collectors room presenta la mostra Portrait of a Nation. Il lavoro di oltre 50 artisti contemporanei provenienti dagli Emirati Arabi narra, attraverso pitture, sculture, fotografie, video, tessuti, l’identità, la storia e la cultura di un paese estremamente sfaccettato. Da non perdere il lavoro dell’austriaco Thomas Feuerstein, ospitato da Haus am Lutzowplatz: utilizzando l’interfaccia delle scienze teoriche e applicate, con Prometheus Delivered l’artista combina filosofia, storia dell’arte e letteratura con biotecnologia, economia e scienza, ponendo questioni riguardanti l’origine della vita, dell’esistenza e della sopravvivenza. Tramite un procedimento da laboratorio, mette in scena un vero e proprio processo di decomposizione e successiva trasformazione della materia.

Interessante anche la mostra Sans papiers – Das Leben ist eine Reise, presentata dalla galleria Kurt-Kurt/ Kunst und Kontext im Stadtlabor Berlin-Moabit, in cui centrale è l’esodo di milioni di persone in fuga dalle guerre. Il tema dell’identità è centrale nel lavoro di Sara Nabil, The lost identities of the century, la quale focalizza l’attenzione in particolare su individui la cui identità, nel corso della fuga è stata smarrita, cancellata. Per rifugiati conosciuti nei centri d’accoglienza l’artista realizza passaporti e li assembla in un’installazione a parete. Molti non presentano né foto né nome, a simboleggiare la speranza in nuove possibilità, in una nuova identità.

Fino al 17 settembre 2017; Berlino; info: www.berlinartweek.de

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