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Simpathy for the devil

Simpathy for the devil. È quella che prova Demetrio Paparoni, critico, saggista, curatore e ora autore di un viaggio per immagini confluito in un corposo e dettagliato volume, dove ripercorre la storia di una figura tanto affascinante quanto controversa – il diavolo, appunto – che si è manifestata dall’antichità fino ai nostri giorni ispirando artisti, registi e designer. Edito da 24 ore cultura, The devil, atlante illustrato del lato oscuro (381 pagine, 35 euro) – da Giotto a Picasso, da Pollock a Serrano, dai tarocchi ai videogiochi – è un libro che, attraverso un linguaggio chiaro e accattivante, guida il lettore alla scoperta della rappresentazione del diavolo e delle manifestazioni del maligno nell’ambito delle arti occidentali e d’oriente di ieri e di oggi, spaziando dai capolavori della storia dell’arte ai manifesti, dalle incisioni alle cover dei dischi heavy metal alle pellicole cinematografiche, dai fumetti ai tarocchi, dagli oggetti di design agli abiti di moda.

E ancora, curiosità sull’universo dei demoni, dell’occulto e della stregoneria. Tutto ciò accompagnato da foto davvero notevoli, che impreziosiscono il volume. Scrive Paparoni (siracusano, classe 1954): «Il male è una componente dinamica della vita. Nell’immaginario collettivo di ispirazione cristiana il male si identifica con la figura del diavolo, l’antagonista per eccellenza, generatore di conflitti. La sua presenza nell’arte, come personificazione o come emanazione, è rivelatrice della struttura costitutivamente polare del pensiero umano». L’autore si destreggia abilmente tra le visioni inquietanti di Hieronymus Bosch, Max Ernst, William Blake e gli scatti ammiccanti di Pierre et Gilles, dai manifesti art nouveau di Roland Holst e Richard Nicolaus al diavoletto ironico di Gary Baseman. Un dialogo tra pianeti distanti ma comunicanti: si va dalle rappresentazioni ecclesiastiche di Beato Angelico all’inferno buddhista – «suddiviso in diversi ”gironi” dove si subiscono pene atroci, anche se non eterne» – nelle grotte cinesi di Dazu fino alla conturbante Angelina Jolie protagonista del film Maleficent.

Mondi lontanissimi, prendendo in prestito il titolo di uno splendido album di Franco Battiato, convergenti in questo atlante che, dal medioevo alla cultura pop, dalla storia dell’arte alla letteratura, non lesina dettagli e spunti dedicati alla simbologia e alle manifestazioni del demonio. Nella sezione Il diavolo, la moda e i videogiochi, Paparoni ricorda come cinema fantastico e videogame hanno miscelato «immaginario mitologico e surrealtà, includendo nella struttura narrativa e nelle caratteristiche dei singoli personaggi elementi culturali di diversa provenienza che fondono l’arcaico con il supertecnologico». In particolare, rimarca l’autore, «i videogiochi di ambientazione mitico-religiosa attingono tanto ai dipinti di Bosch e di Bruegel quanto alle illustrazioni di Blake e di Doré, tanto al fumetto e al cinema di fantascienza quanto agli scenari di vecchi e nuovi colossal ambientati nel mondo antico». Tu chiamale, se vuoi, contaminazioni, componenti attive della vita e della morte, vere e proprie espressioni di quella dualità (bene/male) intrinseca in ogni essere vivente.

Info: www.24orecultura.com

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