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Giovanni dalle bande nere

«Perché Giovanni? Bella domanda. In realtà, la vera questione che mi sono posto è come potessi raccontarlo in modo diverso. Una cosa che mi ha sempre lasciato perplesso, poi, è che di lui sappiamo più cose sulla sua morte che sulla sua vita». Parole di Marco Rastrelli, autore insieme a Lorenzo Nuti dell’interessante volume a fumetti Giovanni dalle bande nere (Kleiner Flug, 48 pagine, 12 euro). Scritta da Rastrelli e disegnata da Nuti, questa godibilissima graphic novel affronta una parte della vita, troppo spesso ignorata, di Ludovico di Giovanni de’ Medici, detto Giovanni dalle bande nere, un condottiero italiano del Rinascimento «che ha avuto breve vita e poi lunga fama», si legge nella presentazione.

Soprannominato il ”gran diavolo”, era noto per i successi militari conseguiti e per aver fatto listare a lutto le bande dei suoi uomini, in occasione della morte di Leone X, il papa Medici. Quello che racconta questo volume a fumetti a colori è la storia del condottiero forlivese figlio di Giovanni de’ Medici e Caterina Sforza, concentrandosi in particolare su quella che è stata la sua difficile infanzia e la fondazione della sua compagnia di ventura – bande nere, appunto – che lo hanno portato ad essere uno degli uomini di guerra più temuti della sua epoca (Niccolò Macchiavelli lo riteneva l’unica risorsa contro l’invasione di Carlo V dello stivale).

Riprende Nuti: «Non avevo mai affrontato una produzione di natura storica. Però, una volta capita la direzione della sceneggiatura, mi sono trovato molto più incuriosito dal personaggio. Effettivamente si trattava di raccontare la storia di un soldato, lontano dai campi di battaglia, vestito solamente di una coperta. Era una bella sfida». Quindi, in merito al corposo lavoro che c’è stato dietro quest’opera, Rastrelli ammette: «La ricerca è stata acquistare libri, cercando anche nelle bancherelle di volumi usati, acquisire documenti, leggere molto per trovare le suggestioni giuste. E ancora, individuare uno schema e prendere appunti. Ci ho messo quasi un anno tra decidere l’idea del soggetto, scriverlo, farlo approvare, realizzare la sceneggiatura e poi darla a Lorenzo per disegnarla».

Un impegno notevole, insomma, come quello profuso da Nuti: «Nel mio caso si trattava di trovare una sintesi per i capi indossati dai personaggi e le giuste decorazioni per gli ambienti, rendendo credibili degli scorci di città di fine XV secolo. Insomma allestire questo set mi ha fatto trascorrere un bel po’ di tempo sulla scrivana con la matita sul foglio e l’occhio puntato su decine d’immagini di riferimento». In merito alla loro coesistenza, gli autori ammettono, quasi divertiti: «Non sappiamo contare le pagine a fumetti prodotte insieme negli ultimi anni, tra quelle pubblicate e non. Nel tempo, oltre a fortificare l’intesa professionale siamo diventati anche amici, ben consapevoli dei nostri ruoli all’interno di un progetto, dove uno è l’anima e l’altro il corpo». Info: www.kleinerflug.com

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