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Jimmy Nelson in Italia

Il fotografo britannico Jimmy Nelson approda per la prima volta in Italia con il suo progetto Before They Pass Away, ospite fino al 24 Luglio alla Ph Neutro Gallery di Pietrasanta. Il progetto, raccolto in un massiccio volume, è ispirato all’esperienza dell’etnologo ed esploratore Edward Sheriff Curtis raccontata in The North American Indian, risalente agli inizi del ’900. Sulla falsariga del lavoro di Curtis, Jimmy Nelson propone una serie di potenti istantanee che prepotentemente mettono in luce abitudini, usi e costumi di 35 tra le ultime e più remote tribù al mondo, con l’obiettivo di fissarle su di una pellicola letteralmente appunto ”prima che passino via”. Per dare corpo al suo lavoro, Nelson ha viaggiato per tre anni intorno al mondo, quasi fosse un insolito Verne dei giorni nostri, dalla torrida foresta amazzonica alla rigida Siberia, fino alla Papa Nuova Guinea, e poi ancora l’Africa.

Le sue fotografie sono vere e proprie lacrime e sangue per l’artista, che si racconta, a tal proposito, attraverso un interessante aneddoto: «Quasi tutte le mie foto sono state scattate in condizioni estreme, è capitato un paio di volte che impiegassi fino a tre giorni per realizzare uno scatto; in un’occasione in particolare, per raggiungere la vetta di una montagna, ho dovuto iniziare a camminare dalle due del mattino, c’era un freddo insopportabile e le condizioni di luce erano pessime, e fu subito chiaro che sarebbe stato impossibile realizzare lo scatto, così siamo tornati a valle, e ho dovuto convincere insistentemente quelle persone a ritentare il mattino successivo. Quando finalmente la luce era buona, ma comunque persisteva una temperatura veramente rigida, ero pronto per lo scatto: nel cambiare la lente però, le mie mani, dal freddo eccessivo, si erano congelate, così iniziai a piangere, in parte per la sofferenza fisica, ma soprattutto perché sapevo che non sarei nuovamente riuscito a realizzare lo scatto; a quel punto uno degli uomini m’indicò due donne dietro di me, pronte ad aprire le loro giacche, e mi fu permesso di tenervi all’interno le mani per poterle riscaldare e conseguente realizzare la foto. Questo gesto mi colpì molto». La dimensione di sofferenza e pathos che l’artista impiega nel realizzare i propri scatti contrasta in modo interessante con la purezza e l’autenticità che egli vuole rappresentare: «voglio cercare antiche civiltà e documentare la loro purezza in luoghi dove esistono ancora culture inviolate».

Fino al 24 luglio
Ph Neutro gallery, via P.E Barsanti 46, Pietrasanta (LU)
Info: www.ph-neutro.com

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