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Matéria, un nuovo spazio

Parti presto e torna tardi è la traduzione letterale di un romanzo di Fred Vargas. Consiglio che Niccolò Fano ha seguito solo in parte. Lascia presto l’Italia alla volta dell’Inghilterra per completare il suo corso di studi in fotografia e dopo sette anni torna per aprire una galleria tutta sua, prima dei trenta. A Roma. Missione compiuta. L’appuntamento è per questa sera, a san Lorenzo, via Tiburtina 149, dove sulla porta di vetro, nell’anta di destra, è scritto il nome della galleria: Matéria. Incontriamo Niccolò prima della prima, oltre la porta di vetro, fra le pareti ancora vuote.

Cominciamo dal nome.
«Ho ragionato molto se sceglierne uno inglese, ma siamo in Italia e un nome straniero potrebbe dare un’idea di vorrei ma non posso. Materia rimane comunque una parola che può essere capita anche da uno straniero. Volevo poi istituire un paragone fra la ripresa fotografica e il risultato finale. Solitamente davanti un obbiettivo c’è un oggetto, un paesaggio, una persona, in una parola c’è materia e materia ritorna quando la foto viene stampata e incorniciata, anche se sotto un’altra forma che possiamo, se funziona, definire artistica. E poi c’è materia intesa anche come materia di studio. In ogni caso credo che il nome rispecchi la filosofia che vorrei dare alla galleria e che questa mostra ben testimonia».

On Landscape #2, giusto?
«Sì, è il titolo della mostra che fa parte di un progetto dove questa esposizione ne è la seconda trappa. La prima è stata a Londra ed è un programma curatoriale realizzato dal collettivo On landscape project. Dafna Talmor, Emma Wieslander e Minna Kantonen ne sono le fondatrici e propongono queste tappe dove alle loro fotografie si aggiungono libri fotografici e un guest artist che nel nostro caso è Marco Strappato».

Quanti sono e come avete selezionato i libri?
«Sono 44, tutti d’autore e in tiratura limitata. Selezionati dopo un’open call da Chiara Capodici e Fiorenza Pinna, fondatrici di 3/3, Gianpaolo Arena, editor di Landscape Stories, le tre artiste delle mostra e io. Non è stato facile, abbiamo passato al setaccio più di 200 libri, ma è stato bellissimo, mesi in cui il postino mi portava sempre un regalo. Nella selezione la scelta è ricaduta su quei progetti editoriali che concepivano il libro fotografico come un oggetto artistico e non un semplice stampare foto su carta».

La tua formazione fuori Italia, tre artiste straniere con un progetto cosmopolita. Una galleria decisamente aperta.
«Credo che il concetto di galleria inteso come spazio dove si entra per vedere o comprare opere sia scaduto. Il mio scopo è far crescere un ambiente dinamico incentrato sulla collaborazione e sull’inclusione. Vorrei diventasse teatro di lezioni, presentazioni di libri e soprattutto base per residenze d’artista. Ho questa idea di realizzare un archivio della Roma contemporanea attraverso il lavoro di fotografi italiani o stranieri in residenza per non meno di un mese».

Fino al 16 maggio; Matéria, via Tiburtina 149, Roma; info:www.materiagallery.com

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