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Tra segno e di-segno

Tra segno e di-segno è il titolo della mostra personale di Monica Temporiti che si è appena aperta all’interno della Galleria d’arte contemporanea Statuto13, attraverso la quale l’artista mostra la sua riflessione personale riguardo la corrente artistica chiamata Minimalismo. Il cromatismo assume un valore centrale attraverso la sua indagine pittorica, passando dalla sua effettiva matericità al suo comporsi nel tempo e nello spazio. Colta nella sua purezza ed essenzialità, la sua interpretazione giunge ad un’astrazione plastica. Giocando con forme geometriche su tela monocromatica disegna, attraverso il colore, la fonte di luce che percorre le atmosfere esistenziali. Il colore con la Temporini è luce che interviene tra la monotonia data dalla quotidianità e l’azione, come fosse un respiro che diventa vita. Pur nascendo nel 1965, la Minimal Art pare molto contemporanea tra gli artisti, anche emergenti. Fu il filosofo dell’arte inglese Richard Wollheim a introdurre il termine minimalismo, parlando di Riduzione minimale, rivolgendo la sua attenzione su quegli operati dove venivano proposti oggetti al limite del reale, o forme indeterminate.

A proposito di ciò, si ricorda da una parte Duchamp e il suo apporto tramite il ready made, definizione che coniò nel 1913, riflettendo sulla sua opera Bicycle Wheel, una ruota di bicicletta impiantata su di uno sgabello grazie alle forcelle di un telaio; e dall’altra Reinhardt con il riduzionismo e purismo pittorico. Osservando le lezioni del passato, la Temporiti rinnova il tema, sostenendo chi già aveva seguito queste influenze intellettuali e tecniche, quali, per esempio, Donald Judd, Frank Stella, Sol LeWitt, Barnett Newman, Giulio Paolini e Robert Ryman. “Quanto percepisco in qualità di curatore della sua mostra milanese è una voluta asetticità, un voluto distacco dal mondo ma non per mancanza di sensibilità, anzi, tutt’altro: per una decisa azione di auto protezione – scrive il curatore Massimiliano Bisazza – Nonostante la scelta espressiva sia minimal, si percepisce chiaramente un’attenzione al particolare, all’accostamento del colore, all’incontro delle linee geometriche che denota un profondo senso estetico che oserei attribuire alla profonda femminilità di Monica Temporiti artista sensibile”.

Fino al 27 gennaio. Galleria d’Arte Contemporanea Statuto13; Milano. Info: www.statuto13.it

 

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