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Verso la creatività e oltre

Quando i vostri figli fanno i capricci e, prima di addormentarsi, chiedono di mettere su un dvd a scelta tra Toy story, Up, Ratatouille, Monsters & co., Alla ricerca di Nemo, Gli incredibili – solo per citarne alcuni – ringraziate o maledite (ma la prima opzione rimane quella più gettonata, considerando che sono piccoli capolavori dell’animazione che piacciono pure ai grandi) questo signore: Ed Catmull. Cofondatore di Pixar animation studios (era il 1986) con base in California, insieme a Steve Jobs e John Lasseter, e attuale presidente di Pixar animation e Disney animation, Catmull ha rivoluzionato il mondo dell’animazione, facendo amare al pubblico e agli addetti ai lavori (ha vinto cinque Oscar, tra cui il premio speciale Gordon E. Sawyer award per i risultati conseguiti nel corso della sua carriera nel campo della computer grafica) una serie di lungometraggi d’animazione avvincenti e profondi, autentiche carezze per il cuore e per la mente. In questo senso non sono casuali i due idoli che Catmull, classe 1945, aveva da bambino: Walt Disney e Albert Einstein («sono cresciuto negli anni Cinquanta nello Utah, quando la faccia di Disney e i suoi personaggi comparivano regolarmente sui primi televisori. E c’era questa immagine di Einstein, l’icona del genio»). Il suo sogno, ad ogni modo, era quello di creare il primo film di animazione realizzato al computer. Lo ha realizzato, andando anche “oltre”.

Oggi infatti, a distanza di molti anni da quelle che erano solo fantasie, esce un prezioso volume che conduce il lettore dietro le quinte di una delle più importanti case di produzione cinematografica e, tra aneddoti e lezioni di inventiva, svela le strategie che hanno portato a un successo così grande. Scritto da Catmull con la giornalista Amy Wallace, Verso la creatività e oltre (Sperling & Kupfer, 384 pagine, 18 euro) è un vero e proprio manuale per apprendere l’arte della creatività attraverso un viaggio nell’universo della Pixar animation. Un colosso, però, reso a misura dei suoi dipendenti. «Qui gli animatori sono liberi di arredare e decorare il loro spazio di lavoro scegliendo lo stile che preferiscono, e sono anzi incoraggiati a farlo. Trascorrono le giornate dentro case di bambola rosa dai cui soffitti pendono lampadari a bracci, dentro capanne di vero bambù o castelli con torri di polistirolo alte più di quattro metri», scrive Catmull, convinto che alla base del lavoro debba sempre esserci una cultura aziendale unica e stimolante, fondata su principi che proteggono il processo creativo e sfidano lo status quo. Conscio degli inevitabili ostacoli da affrontare – «la nostra è un’azienda speciale perché sappiamo riconoscere che avremo sempre dei problemi, e ce la mettiamo tutta per scoprirli, a costo di affrontare disagi; e quando ne troviamo uno, impieghiamo tutte le nostre energie per risolverlo» – il presidente della Pixar ha scelto dunque per questo libro un sottotitolo decisamente calzante: “La lezione della fabbrica dei sogni”. Già, perché alla fantasia occorre aggiungere professionalità e duro lavoro (stiamo parlando di grandi professionisti, lo stesso Catmull ha conseguito un dottorato di ricerca in informatica all’università dello Utah), congiuntamente al gioco di squadra. «Questo libro non è rivolto soltanto ai dirigenti che operano nel settore dell’intrattenimento e agli animatori; è per chiunque desidera lavorare in un ambiente che alimenti la creatività e favorisca la capacità di risolvere i problemi», riprende l’autore, sicuro che «le buone doti di leadership possano aiutare i creativi a non abbandonare il sentiero dell’eccellenza, a prescindere dall’ambito in cui agiscono». Info: www.sperling.it

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