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Accesa, arte illuminata

Nell’entroterra marchigiano nel piccolo borgo di Montepadrone – lì dove sorge l’omonimo castello eretto nel IX secolo da un cavaliere franco – la luce è protagonista di uno stimolante progetto espositivo. Appuntamento estivo, giunto al quarto anno consecutivo, Accesa! Arte illuminata è stata la mostra collettiva curata, per questa edizione, da Giuliana Benassi, che ha proposto un progetto ambizioso e coerente, con il fine di far riflettere sulla nostra percezione labile della realtà dove tutti ci immergiamo per tentare di fare chiarezza. Hanno partecipato alla mostra nove giovani artisti: Josè Angelino, Angelo Bucciacchio, Davide Controni, Federica Di Carlo, Simone Millo, Enrico Minguzzi, Davide Monaldi, Alice Paltrinieri e Leonardo Petrucci che, attraverso pitture, installazioni, sculture e disegni, sono ricorsi alla luce vera e propria o l’hanno richiamata metaforicamente.

Tra le antiche mura di palazzo Parrisi sono stati disposti i lavori degli artisti che hanno interpretato il tema della luce filtrandola attraverso la propria personale ricerca: gli interventi con le fluorescenze dei gas o le installazioni che giocano con il comportamento e la trasparenza delle molecole d’acqua di Josè Angelino; il mondo onirico dei disegni strappati e sovrapposti o le leggere sculture di gommapiuma e led di Angelo Bucciacchio; la nudità dei corpi femminili tra carica sacrale e erotica di Davide Controni; il perimetro ideale delle proiezioni luminose attraverso l’arcobaleno di Federica Di Carlo; la tragica ironia delle carrozzerie e degli elmetti aerografati di Simone Millo; i notturni e le distese luminose di Enrico Minguzzi; le ceramiche che descrivono la realtà con il gusto del paradosso di Davide Monaldi; le ”carcasse” di edifici da attraversare con lo sguardo o da calpestare di Alice Paltrinieri; gli studi sulla luce e i giochi alchemici attraverso la mutazione della materia di Leonardo Petrucci.

La luce nei lavori in mostra è stata utilizzata per sondare i molteplici e sfaccettati aspetti del reale e spesso impiegata dagli artisti come metafora della visione e della percezione umana. Tra le sale del palazzo era forte il contrasto tra la ”luce e il buio, inteso come dialettica degli opposti a limite tra l’illusione e la verità, il dubbio e la certezza, il confine e il superamento di questo”.

Monteprandone – palazzo Parissi, Vicolo della Dama
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