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Alterazioni video, Epic fail

C’è il Parco archeologico e paesaggistico della valle dei Templi ad Agrigento, la sua storia, la sua ricchezza, la sua disciplina mnemonica. Poi c’è il suo presente, il suo irregolare profilo architettonico, la sua materia. Lo spazio dell’archeologia si è trasformato nel tempo, prima ancora di essere centro rappresentativo del passato e prima di essere la rovina e insieme la fortuna del suo stesso divenire.

Alterazioni video si è inserito in questo sito grazie al progetto di residenza Divinazioni/Divinations a cura di Giusi Diana che ha anche presentato la mostra attualmente in corso nata da quest’esperienza. Epic fail è stata inaugurata lo scorso 15 luglio e sarà aperta al pubblico fino al 19 settembre. Un fallimento epico, colossale, monumentale, il tema del lavoro. Nel gergo quotidiano la comunissima espressione rievoca con assoluta naturalezza un ossimoro irreversibile, in questo caso specifico riesce a restituire forma alla relazione tra il brandello di memoria della Valle e l’installazione dell’opera del collettivo. La forma assunta non è immobile, cambia, si adatta, è flessibile. L’alluminio fuso utilizzato permette questa metamorfosi, non irrigidisce le possibilità. In verità gli interventi sono stati di diversa natura e hanno coinvolto lo spazio dell’antichità con carattere di resistenza. Lo scacco della contemporaneità minaccia il peso del passato o forse lo vivifica.

In un’intervista al collettivo, formato da Paololuca Barbieri Marchi, Alberto Caffarelli, Matteo Erenbourg, Andrea Masu e Giacomo Porfiri, in cui in questa occasione si è unita l’esperienza di Wolfgang Staele per l’attuale progetto di residenza in chiusura, si leggeva infatti: “Avvertire il pericolo del fallimento: è lì che ritroviamo l’unione”. Da questa riflessione è seguito un breve ma significativo botta e risposta cui gli artisti hanno aderito, in questo momento impegnati in una performance a New York.

Come si sono amalgamate le vostre singole individualità nell’insieme?

«Facile, si perdono. Viviamo dei personaggi che ci siamo costruiti ma in realtà ci divertiamo quando le nostre idee perdono identità, non ne siamo singolarmente più responsabili e quindi agiamo più liberamente»

C’è una connessione tra la multidisciplinarietà della vostra ricerca e le preferenze e/o inclinazioni di ognuno?

«La stessa che c’è tra le carote e il minestrone. Oggi è difficile fare una cosa sola. Il mercato richiede specializzazione. Essere bravi a fare una cosa e una soltanto. Ma che palle! Noi perdiamo (fail) ma ci divertiamo di più. È un segreto, non ditelo a nessuno»

Un lavoro site specific, un progetto sullo spazio e con lo spazio, aspetto che contraddistingue il modus operandi del collettivo. Manipolare un luogo antico per definizione per ricomporne un profilo nel presente. Nella ricerca a tre voci tra spazio del passato, spazio della contemporaneità e spazio futuribile, qual è allora il pericolo maggiore che si avverte?

«Prendersi una trave in testa. Soprattutto se lo spazio non lo conosci. La trave può essere anche metaforica, soprattutto per lo spazio futuribile».

Ma questo è un rischio assolutamente da correre.

Dal 15 luglio al 19 settembre, Agrigento, Parco Archeologico e Paesaggistico della Valle dei Templi, Via Panoramica dei Templi; Info: www.parcovalledeitempli.itwww. alterazionivideo.com

 

 

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