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Così vicini, così lontani

La galleria Opere Scelte inaugura la doppia personale di Susanne Schuricht e Donatella Tassone. La prima mette in scena una realtà monumentale che diventa astrazione e che si accosta all’attenzione ed esaltazione dei dettagli del quotidiano operata da Donatella Tassone. L’osservazione di elementi architettonici e di paesaggi urbani segnati da geometrie così regolari da non sembrare reali sono al centro della ricerca fotografica di Schuricht. Nella serie In the Night le monumentali costruzioni di Dubai sono un insieme di luci quasi aliene che modificano l’orizzonte noto in un equilibrio precario, immersi in una dimensione sospesa. L’artista vuole ricollegarsi alla grande tradizione fotografica tedesca come ad esempio a Thomas Ruff e a Andreas Gursky. Luci allineate su di uno sfondo nero rendono le immagini bidimensionali annullando ogni prospettiva riconoscibile. I punti luminosi si stagliano nello spazio autonomamente, portando con se ipotesi sonore: una rappresentazione grafica di una musica interiore.

Un’utopia arrestata da scatti che però mettono spesso in primo piano cantieri in costruzione, non tralasciano un aspetto di denuncia sociale e facendo riflettere sullo scarto esistente fra la maestosità, la lungimiranza dei progetti e le condizioni dei lavoratori: rimangono evidenti sulla stampa le luci, in qualche modo lo scintillio della città, mentre la presenza umana e naturale del luogo sono assorbiti dall’oscurità.

La seconda personale, quella di Tassone, si sofferma sui dettagli che la prima mostra lascia celati nel buio; mette in gioco la duplicità di elementi in disuso, vecchi e logori, con colori intensi che rifrangono la luce in modo tanto straordinario da far sembrare prezioso e brillante ogni singolo elemento. Le scenografie, minuziosamente costruite a mano dall’artista, sono piccoli assemblaggi di bustine da the usate, stoffe usurate, fili elettrici strappati, microchip rotti e lembi di scotch, che solo l’occhio della fotocamera di Donatella riesce a ricondurli a paesaggi futuribili, affascinanti e suggestivi. Con una sensibilità inconsueta la fotografa si approccia a tematiche sociali ed etiche portando a riflettere proprio sulle nostre città, sul consumismo e sulle politiche dell’abbandono. Le sue fotografie danno rivincita agli scarti che acquisiscono una dignitosa autonomia ma lasciano aperte ipotesi di futuro.

Fino al 13 settembre; galleria Opere Scelte, via Matteo Pescatore 11/D, Torino; info:  www.operescelte.com

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