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Female intervention

Se si volesse parlare di arte a Berlino, il primo pensiero andrebbe sicuramente alla Street art, pratica che da anni rende molti punti della città una vera e propria galleria a cielo aperto, basti pensare alla East side gallery o al monumentale graffito del famosissimo street artist italiano Blu a pochi passi dall’Oberbaumbrücke. In realtà, però, il motore della valorizzazione culturale e artistica della capitale tedesca è da ricercare nelle piccole ma numerosissime iniziative universitarie e non, avviate e gestite da giovani provenienti da tutto il mondo che credono profondamente nel valore comunicativo, informativo ed educativo della pratica artistica.

Uno degli esempi più riusciti è sicuramente la Kleine Humboldt Galerie, iniziativa studentesca nata nel 1978 dedita all’allestimento di mostre ed esibizioni in una piccola stanza all’interno dell’edificio principale della rinomata Humboldt Universität, situata non molto lontano da Alexanderplatz e dalla Museuminsel. Il 24 giugno la piccola galleria ha ospitato il vernissage di Female intervention, mostra dedicata al ruolo della donna nella società e in particolare al suo “non-ruolo” all’interno del sistema artistico e culturale mondiale. Le opere esposte, che spaziano tra perfomance, video art, fotografia, pittura, scultura e installazione, sono realizzate da sei collettivi artistici tutti al femminile: Der Strich, 3 Hamburger Frauen, Die bösen Mösen, ƒƒ, Stoll & Wachall e Guerrilla Girls. All’entrare nella piccola stanza che ospita l’evento, lo sguardo è immediatamente attirato da un enorme poster giallo, opera delle Guerrilla Girls, collettivo anonimo di artiste fondato a New York nel 1985. L’opera, che recita Do women have to be naked to get into the Met museum?, nasce come reazione ai risultati di una ricerca, condotta proprio dal collettivo, che ha stimato dal 1989 una media inferiore al 3% di artiste donne esposte al Met di New York. L’installazione I’ll be so glad di Der Strich consiste invece in un lungo tavolo bianco adornato con bicchieri e bottiglie di champagne, le cui etichette presentano nome del collettivo e titolo dell’opera. Si tratta della documentazione della performance non ufficiale messa in scena alla Biennale di Venezia del 2013: per l’opera, che prende il nome da una canzone degli schiavi afro-americani, le Der Strich servirono per tre ore sul red carpet champagne agli invitati, trasportando il tavolo sulla schiena. Il ruolo della donna è indagato ironicamente anche dal duo Stoll & Wachall con l’opera di video art Video high heel obsession, in cui la telecamera rimane fissa su una figura femminile in tacchi a spillo che oscilla tra attività casalinghe e atteggiamento sensuale. Le due serie di fotografie Finding homes e Donne partigiane delle Die bösen Mösen sono il risultato della costante ricerca del duo con base a Stoccolma sulla maniera in cui genere, razza e classe sono rappresentate all’interno del contesto sociale. In particolare la seconda consiste nel rimettere in scena fotografie storiche aventi come protagoniste donne, appunto partigiane, che hanno avuto un ruolo fondamentale durante la guerra, ma che vengono a malapena menzionate in libri e documenti ufficiali. Il linguaggio pittorico di Pamphile show delle 3 Hamburger frauen, trio artistico formatosi ad Amburgo nel 2004, riprende il romanzo Captain pamphile di Albert Dumas, estremamente critico nei confronti del colonialismo e della bassezza della società europea. Il dipinto, che ricorda a tratti il pointillisme di George Seurat e le forme di Der Blaue Reiter, rappresenta un assurdo ballo in maschera avente come trofeo un enorme orso marrone, lo stesso orso che il capitano Pamphile di Dumas scambia per essere umano, accanto al quale il trio si raffigura, come opera dentro l’opera, nelle vesti di gruppo musicale.

Female Intervention non è solamente una mostra d’arte, ma anche un piccolo spazio di documentazione e ricerca, costituito da libri e oggetti dedicati alla cultura femminile e femminista a disposizione del pubblico. ƒƒ Archiv, questo il nome del piccolo angolo-lettura, è stato installato da ƒƒ, un collettivo internazionale di 15 artiste ed un curatore, e presenta, oltre ad una piccola biblioteca, la video-documentazione della performance “History of Painting Revisited”, una dimostrazione di protesta avvenuta lo scorso anno di fronte alla KunstHalle della Deutsche Bank, con cui il collettivo criticò apertamente le istituzioni e collezioni berlinesi per lo scarso interesse nei confronti delle numerose artiste donne esistenti nella storia dell’arte.

Fino al 18 luglio, Kleine Humboldt Galerie, Unter den Linden 6, Berlino, info: www.kleinehumboldtgalerie.de

 

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