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Creatura del desiderio

La scandalosa bambola a grandezza naturale che Kokoscka commissionò alla signora Moll è Alma Mahler: la più bella ragazza della Vienna fine ’800, nata Schindler, fidanzata con Gustav Klimt a soli 18 anni, moglie del musicista Gustav Mahler, di cui mantenne il cognome dopo la morte, poi moglie di Franz Werfel, scrittore, e infine sposa col numero uno degli architetti, Walter Gropius, creatore del Bauhaus. A raccontare questo amore è Andrea Camilleri, che confeziona un racconto lungo, Creatura del desiderio, edito da Skira, costruito come una narrazione storica sulla base di epistolari e altre testimonianze dirette e sulla libera interpretazione di un legane che si intreccia con le vicende dell’arte. Alma Mahler, coltissima, fu definita musa del secolo, ma anche “sposa del vento” o ” grande vedova, una personalità seduttiva e complessa. Nel 1911, croce e delizia di grandi intellettuali, volle conoscere l’indomito Kokoschka, tramite l’amico comune Carl Moll. È l’inizio di una passione sconcertante, destinata a lasciare ferite incancellabili. “È stato l’uomo con cui ho più litigato e con cui sono più stata felice”, scrive Alma. Camilleri, per raccontare la storia, ha tradotto più di 400 lettere dei due amanti, interpretando la grafia nervosa del pittore e lanciando ipotesi sui loro segreti. Gelosia e volontà di isolare la donna dalla vita sociale furono alla base della dolorosa rottura. Lo spettro del marito defunto, Gustav Mahler, non abbandonò mai il pittore. Aveva buoni motivi, perché la storia di Alma col compositore, più grande di lei di 19 anni e osteggiata dalle famiglie, lasciò un segno. Lo stesso Mahler, uomo di natura posata e serena, ricorse a una seduta con Freud per dipanare i conflitti che la moglie fedifraga gli creava. Lo psichiatra scrisse una diagnosi paradigmatica: «la moglie Alma amava suo padre Rudolf Schindler e non poteva che cercare e amare quel tipo di uomo. L’età di Mahler, di cui aveva tanta paura, era proprio ciò che lo rendeva così attraente agli occhi della moglie. Mahler infatti amava sua madre e aveva cercato sempre quel modello in ogni donna. La madre turbata e piena di sofferenze, inconsciamente riappariva nella moglie Alma».

Ma torniamo alla bambola. Oscar e Alma si lasciano, ma lui non vuole rinunciare alla donna dei desideri, pretende che sia sempre vicina, pronta a soddisfare ogni fantasia, erotica e intellettuale. Quella che con meticolose indicazioni commissiona all’ artigiana non è imitazione o copia, ma vero e proprio simulacro. Camilleri racconta i precedenti letterari della trama: il simulacro femminino di Pigmalione; la stessa Elena di Troia, fedele moglie di Menelao e personaggio tra i più travisati, che, secondo Euripide e Stesicoro, fu sostituita da una copia, inviata dagli dei a Paride in premio per aver eletto come miss Olimpo Venere; Tommaso Landolfi, nel racconto fantastico La moglie di Gogol, riferisce di una bambola gonfiabile mora, media altezza, sempre nuda per casa, che funge da moglie dello scrittore, adagiata di giorno in un salone in stile orientale e di notte nel talamo nuziale. La bambola di Kokoschka, da quando la portò all’Opera, fece scandalo e fu detta “la donna silenziosa”; intratteneva lunghe conversazioni immaginarie con l’innamorato, ma non lo dispensò da preoccupazioni, come nel giorno fatale in cui, in una festa organizzata dall’artista, la si vide amoreggiare con vari ospiti, che tentarono di abusarne. Oskar perse il controllo e cogli occhi iniettati di sangue e risentimento la uccise. Il resto potete immaginarlo.

 

 

 

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