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L’estate di Paladino

L’estate per gli appassionati d’arte è il periodo più propizio per scoprire o riscoprire grandi artisti magari in contesti vacanzieri. È il caso di Mimmo Paladino, protagonista di due importanti esposizioni in suggestive località turistiche. Primo appuntamento a Ravello, in occasione del festival, in programma fino al 7 settembre (info: www.ravellofestival.com). Oltre ai quaranta tra eventi musicali e dibattiti, anche un’inedita personale, a cura di Flavio Arensi, dedicata all’artista beneventano. Si tratta di una mostra-installazione che Paladino sviluppa intorno alla figura di Gesualdo da Venosa a villa Rufolo. Fino al 31 ottobre, 50 sculture del maestro campano arricchiscono gli spazi della dimora (giardini e cappella) e il piazzale dell’Auditorium Oscar Niemeyer. Un gioco di rimandi tra arte, melodie e architetture. «Il percorso espositivo – spiega il curatore – prende il via fin dai cancelli della villa, dove è collocata la grande Stele di marmo bianco, una figura schematizzata che accoglie il visitatore e lo invita a concedersi un viaggio fra matematica, musica e sogno. Le opere di Paladino, che sono tutte un equilibrio fra segni, simboli e misteri, denotano da sempre un forte legame con la musica e più in generale con l’armonia vissuta come elemento geometrico. Il visitatore è sollecitato da richiami e rimandi al mondo dell’opera lirica e della musica, vivendo il connubio fra scultura e paesaggio».

 

L’esposizione si snoda lungo i principali luoghi della villa. Per i viali e i giardini si possono incontrare alcune delle opere più famose. Tra queste, sculture monumentali come il cavallo Architettura, Caduto a ragione e la composizione in ferro rosso Respiro. Da segnalare l’installazione dei venti Testimoni in pietra sulla piazza dell’Auditorium, progettato dall’archistar brasiliana Niemeyer: il rapporto fra le sculture di Paladino e la costruzione è spettacolare e stravolge la normale prospettiva del luogo. Inoltre, per celebrare il quattrocentesimo anniversario della morte del compositore Carlo Gesualdo, noto come Gesualdo di Venosa (1566-1613), Paladino ha elaborato alcune opere ad hoc, presentate in anteprima nell’antica cappella della villa. Un ulteriore approfondimento della vicenda umana di Gesualdo prende forma grazie alla commissione di un corto, dal titolo Labyrinthus, che Paladino ha realizzato con Alessandro Haber. Sempre in villa, negli spazi del museo, sono esposti i quattro manifesti che Paladino ha disegnato per la stagione verdiana del Teatro dell’Opera di Roma diretto da Riccardo Muti (Nabucco, I due Foscari, Attila e Simon Boccanegra), con alcune varianti grafiche, per un totale di 24 tavole inedite.

 

Altro appuntamento quello nel borgo medievale di Castelbasso (Teramo) in occasione della mostra Varieazioni, a cura Laura Cherubini ed Eugenio Viola. Palazzo Clemente ospita un percorso fatto di cortocircuiti e slittamenti, vari aspetti dell’opera dell’artista, tra continuità e divergenze all’interno della sua poetica. Un’esperienza che affronta i temi e le materie del suo lavoro, oltre alle diverse fonti d’ispirazione. Un mondo primordiale e magico, scandagliato attraverso i linguaggi della pittura, della scultura e del disegno.Fino al primo settembre; info: www.fondazionemenegaz.it

 

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