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Cinque mostre

L’American academy in Rome ha inaugurato il calendario di eventi artistici 2013 con Cinque mostre, una serie di esposizioni a cura dei Rome prize fellows, i borsisti in residenza, presentate in contemporanea nella Aar gallery e in diverse sale del grande edificio neoclassico. Il Rome prize è un premio assegnato a un gruppo altamente selezionato di artisti, studiosi e ricercatori americani grazie al quale hanno la possibilità di trascorrere del tempo a Roma per lavorare alle proprie opere e ai propri progetti in un’atmosfera di totale libertà artistica e intellettuale. Supportato dalla School of fine arts, il Rome prize viene assegnato in diverse discipline artistiche e umanistiche: architettura, design, conservazione dei beni culturali, architettura paesaggistica, letteratura, composizione musicale e le immancabili arti visive. Scopo della fellowship è di aiutare e promuovere i fortunati artisti dando loro modo di lasciarsi stimolare e influenzare dalla speciale eredità culturale della città eterna all’insegna della multidisciplinarità e dell’innovazione in un costante legame tra passato e contemporaneità.

La cosiddetta Fellows exhibition annuale, l’esposizione che presenta le opere dei borsisti alla fine della loro residenza è composta quest’anno da ben cinque progetti espositivi visitabili su appuntamento fino al 27 febbraio e allestiti in varie aree dell’istituzione Usa. Il percorso prende il via dalla mostra The idea of realism/L’idea del realismo, a cura del borsista statunitense in arti visive Carl D’Alvia e il curatore italiano Christian Caliandro, con le opere di quattro artisti americani e tre italiani: Pesce Khete, Jackie Saccoccio, Ward Shelley, Giuseppe Stampone, Gian Maria Tosatti e i due borsisti in arti visive Carl D’Alvia e Nari Ward. I lavori, realizzati con tecniche che spaziano dalla scultura alla pittura alla fotografia, intendono investigare il concetto di realismo applicato all’arte contemporanea allo scopo di definire un nuovo approccio a questo tema caratterizzato da innumerevoli interpretazioni. Particolarmente interessante la serie di polaroids di Gian Maria Tosatti che, lontana dalla confusa estrosità dell’astrattismo gestuale di Pesce Khete e dei colori amalgamati di Jackie Saccoccio, descrive dettagli industriali lasciando tracce leggere e sfuggevoli del loro impatto ambientale, troppo spesso invisibile, con uno squisito retrogusto vintage.

Di notevole effetto anche l’installazione d’accoglienza Everyday downfall a opera del borsista olandese in arti visive Leonid Tsvetkov: una collezione di residui di oggetti in plastica di uso quotidiano. Traendo ispirazione dal ”colle” di Testaccio composto interamente da frammenti di anfore, questa raccolta di contenitori di uova, bottiglie spaccate a metà e coperchi della panna spray, tutti rigorosamente stuccati, assumono le sembianze di frammenti scultorei specialmente se affiancati alle statue e ai sarcofagi romani presenti nei giardini dell’accademia. E poi ScalaCupola, un’installazione creata dai borsisti Erik Adigard (design) e Jesse Jones (composizione musicale) dove l’immagine roteante di un dettaglio che sembra appartenere alla Cappella sistina, ma che potrebbe riprodurre qualsiasi volta o cupola romana affrescata, sprigiona una potente luce in un costante movimento ascensionale; Nine parts of two, una collaborazione tra William O’Brien (architettura) e il compositore Wang Lu in cui l’architettura si lascia contaminare dalla musica di un pianoforte a coda; Dinner conversation, una collaborazione tra i borsisti Erik Adigard (design) e Ross Altheimer (architettura paesaggistica) che, insieme al progetto di Tsvetkov, indagano sul rapporto tra le persone e gli oggetti di uso comune nella società contemporanea (richiedendo la partecipazione attiva dei visitatori); e, infine, Camera obscura, del borsista in italianistica moderna Beth Saunders, installazione di una replica del primo congegno fotografico di cui artisti del passato avranno certamente avuto bisogno in una città dagli innumerevoli dettagli artistici come Roma.

Incorniciate dalla splendida location dell’American academy in Rome e dal luminoso paesaggio visibile dalle alte pendenze del Gianicolo, le cinque mostre di questi giovani artisti non possono che preannunciare un nuovo anno di eccellenze artistiche e culturali.

American academy in Rome, via Angelo Masina 5
info: www.aarome.org

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