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	<title>Andreco - INSIDEART</title>
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	<description>Magazine di arte contemporanea e cultura</description>
	<lastBuildDate>Wed, 09 Apr 2025 13:00:30 +0000</lastBuildDate>
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	<item>
		<title>Future Environments: il paesaggio fluviale come spazio di riflessione ecologica</title>
		<link>https://insideart.eu/2025/04/09/future-environments-il-paesaggio-fluviale-come-spazio-di-riflessione-ecologica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Michele Ranucci]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Apr 2025 13:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[Future Environments]]></category>
		<category><![CDATA[Mambo]]></category>
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					<description><![CDATA[La Presentazione del progetto “Future Environments” al MAMbo di Bologna, tra dati ambientali e opere artistiche visionarie in cui arte e scienza dialogano per immaginare il futuro ecologico dei fiumi]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Giovedì 10 aprile 2025</strong>, dalle ore 18:00 alle 20:00, il<strong> MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna</strong> ospiterà la presentazione di <strong>“Future Environments”</strong>, un progetto di ricerca che coniuga dati scientifici e pratiche artistiche per riflettere sulla transizione ecologica attraverso la prospettiva dei fiumi. L’iniziativa si svolgerà presso la sede del museo e prevede un talk con la partecipazione dell’artista e scienziato <strong>Andrea Conte (Andreco)</strong>, promotore del progetto attraverso <strong>Climate Art Project e Futurecologies</strong>, della critica e docente <strong>Fabiola Naldi</strong>, del <strong>direttore del MAMbo Lorenzo Balbi</strong> e della geografa <strong>Paola Bonora</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto si propone di rendere visibile l’intreccio tra crisi ecologica, cambiamenti climatici e disuguaglianze sociali, in particolare il fenomeno del razzismo ambientale. “Future Environments” mira così a costruire una narrazione sensibile degli ecosistemi, indagandoli attraverso il punto di vista dei corpi idrici. L’obiettivo è quindi quello di dare voce ai fiumi intesi non solo come risorse naturali, ma come agenti attivi di riflessione sul futuro dell’ambiente.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I fiumi come protagonisti della riflessione ecologica di Future Environments</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’iniziativa si sviluppa a partire da specifici territori segnati da vulnerabilità climatica e sociale: Brasile, Cina, Stati Uniti e Italia. Queste aree sono state scelte come casi studio per la produzione di opere d’arte capaci di stimolare pensiero critico e azione territoriale. Tra i corsi d’acqua presi in esame ci sono il fiume Yangtze in Cina, i fiumi Tevere, Aniene e Tirso in Italia e il Pinheiros in Brasile. La scelta di questi fiumi risponde all’intenzione di creare una geografia critica e poetica che interroga i processi in atto e propone nuove possibilità ecologiche.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la sua residenza presso l’Ecology and Cultures Innovation Lab della Tongji University di Shanghai, Andrea Conte ha realizzato una serie di sculture data-driven utilizzando open-data del China National Environmental Monitoring Centre (CNEMC). Queste opere, generate attraverso modelli parametrici e tecniche di fabbricazione 3D, traducono visivamente le dinamiche socio-ecologiche e offrono uno sguardo “più che umano” sui paesaggi fluviali. Le sculture non sono solo rappresentazioni simboliche, ma strumenti per attivare una riflessione collettiva sulle conseguenze ambientali delle nostre azioni.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="1200" height="900" data-id="298474" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/Andreco_Slider_Foto-di-Elaine-Miller.jpg" alt="" class="wp-image-298474" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/Andreco_Slider_Foto-di-Elaine-Miller.jpg 1200w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/Andreco_Slider_Foto-di-Elaine-Miller-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/Andreco_Slider_Foto-di-Elaine-Miller-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/Andreco_Slider_Foto-di-Elaine-Miller-768x576.jpg 768w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andreco, foto di Elaine Miller</figcaption></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Una tappa di ricerca e confronto aperto</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L’appuntamento al MAMbo rappresenta una fase intermedia del percorso di “Future Environments”, un momento di condivisione pubblica dei risultati finora raggiunti, in particolare delle sperimentazioni realizzate in Brasile e durante la residenza in Cina. L’incontro sarà anche occasione per mettere in relazione il progetto con la situazione attuale del territorio emiliano-romagnolo, recentemente colpito da violente alluvioni. L’emergenza climatica locale rende evidente l’urgenza di interventi mirati come la riforestazione, l’aumento delle superfici permeabili e il ripensamento del rapporto tra città e corsi d’acqua.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Come sottolinea Andreco, la volontà è quella di “dare spazio ai fiumi su molti piani differenti, materiali ed immateriali”. La prospettiva proposta non è solo ambientale, ma anche culturale e sociale, capace di attivare sinergie tra mondi diversi. L’arte diventa così un canale per interrogare le politiche ambientali, generare consapevolezza e aprire scenari alternativi.</p>



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<figure class="wp-block-image size-full"><img decoding="async" width="1229" height="1536" data-id="298477" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/poster-MAMBO_future_environments_4_web_2_small-1-1229x1536-1.jpg" alt="" class="wp-image-298477" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/poster-MAMBO_future_environments_4_web_2_small-1-1229x1536-1.jpg 1229w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/poster-MAMBO_future_environments_4_web_2_small-1-1229x1536-1-480x600.jpg 480w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/poster-MAMBO_future_environments_4_web_2_small-1-1229x1536-1-819x1024.jpg 819w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2025/04/poster-MAMBO_future_environments_4_web_2_small-1-1229x1536-1-768x960.jpg 768w" sizes="(max-width: 1229px) 100vw, 1229px" /></figure>
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<h2 class="wp-block-heading">Future Environments: una rete internazionale per la giustizia climatica</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il progetto “Future Environments” è il frutto di una collaborazione tra istituzioni internazionali attive nell’ambito dell’arte contemporanea e della ricerca ecologica. Tra i partner figurano il MAMbo di Bologna, l’Ecology and Cultures Innovation Lab della Tongji University di Shanghai, il museo Villa Arson di Nizza, la rivista Antennae con sede a Chicago, il KTH Climate Action Centre del Royal Institute of Technology di Stoccolma, il centro NICHE dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, oltre a Futurecologies e Climate Art Project.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Finanziato dal programma Italian Council 13 – ambito ricerca 2024, promosso dalla Direzione Generale per la Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto si inserisce in una rete di ricerca e produzione che attraversa confini geografici e disciplinari. L’intento è quello di favorire una transizione ecologica giusta, attraverso un approccio intersettoriale e intersezionale che tenga conto delle disuguaglianze e delle specificità locali.</p>
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		<title>Come mitigare l&#8217;impatto dell’arte contemporanea sugli ecosistemi?</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/04/22/come-mitigare-limpatto-dellarte-contemporanea-sugli-ecosistemi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ginevra De Pascalis]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 22 Apr 2024 15:34:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artecontemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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					<description><![CDATA[Da una maggiore presa di coscienza all'importanza della ricerca: ecco cosa dovrebbe fare il mondo dell’arte per allinearsi al cambiamento]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Ogni settore produttivo si deve interrogare su come ridurre al minimo gli impatti ambientali generati dalle sue attività. Il mondo dell’arte contemporanea non è escluso. “Anche se vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” diceva un famoso cantautore sul maggio ’68. Oggi un’altra rivoluzione è alle porte, o meglio ci ha già investiti: è la necessaria e quanto mai urgente conversione ecologica. Cambiare approccio nei confronti dell’utilizzo delle risorse naturali è un’operazione fondamentale per evitare le disastrose conseguenze ambientali, sanitarie, economiche, politiche e sociali dei cambiamenti climatici. Anche se negli ultimi anni i media hanno iniziato a parlare di sostenibilità e oggi ne parlano in una maniera quasi bulimica, in realtà il passaggio dalle parole ai fatti è ancora lentissimo e spesso inesistente se si considerano i numeri necessari per avere una reale inversione di tendenza affinché il Pianeta Terra non diventi completamente invivibile per gli esseri umani e le altre specie. Studi scientifici<sup>1</sup>&nbsp;ci avvertono che siamo vicini ad una condizione di non ritorno e che possiamo solo adattarci e cercare di sopravvivere nelle rovine del nostro tempo. Il pianeta come lo conosciamo non esisterà più.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="768" data-id="231135" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/4_xfarm_LandArt_Drone_8_specchia_andreco-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-231135" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/4_xfarm_LandArt_Drone_8_specchia_andreco-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/4_xfarm_LandArt_Drone_8_specchia_andreco-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/4_xfarm_LandArt_Drone_8_specchia_andreco-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/4_xfarm_LandArt_Drone_8_specchia_andreco-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/4_xfarm_LandArt_Drone_8_specchia_andreco.jpg 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Aula Verde Xfarm, Xfarm Land Art, Pigment Workroom, Xfarm and Climate Art Project, San Vito dei Normanni, 2022-2023 © Andreco.org&nbsp;&nbsp;</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Finite le premesse doverosamente catastrofiste, che fare? Cosa deve fare il mondo dell’arte per allinearsi al cambiamento? Inizialmente si dovrebbe quantificare l’impatto dell’intera filiera produttiva, bisogna sapere quanto si inquina, per poi attuare strategie di mitigazione ed adattamento. Alcune delle azioni da portare avanti sono già note come quelle per minimizzare gli impatti dei trasporti delle opere d’arte e dei viaggi del pubblico e degli operatori. <a href="https://insideart.eu/2023/08/03/artesostenibilita-quanto-consuma-una-fiera-parla-vincenzo-de-bellis/">Si dovrebbero ridurre, riutilizzare e riciclare i materiali necessari per gli allestimenti delle fiere</a> e biennali, diminuire l’utilizzo di energia e optare solo per energie rinnovabili, utilizzare edifici passivi e poco energivori, minimizzare gli impatti sull’ecosistema e sulla biodiversità dei vari eventi culturali. Tutto questo potrebbe non bastare, infatti è un’illusione rendere completamente sostenibile un modello che in partenza ha valori e presupposti sbagliati. Si deve cambiare radicalmente ogni sistema produttivo e transitare da un approccio estrattivista e neo-coloniale, focalizzato sull’estrazione intensiva delle risorse naturali per massimizzare i profitti, ad uno ecocentrico, dove vengono considerati i complessi equilibri ecosistemici e favoriti rapporti mutualistici inter-specie. Anche il sistema dell’arte può cambiare radicalmente? Forse si può inventare qualcos’altro, qualcosa a cui non abbiamo ancora pensato per migliorare l’interazione tra umano e non umano e anche per ridurre l’impatto del mondo dell’arte sul Pianeta.<sup>2</sup>&nbsp;Gli artisti possono essere d’aiuto nella prefigurazione di questi scenari futuri così difficili da immaginare e implementare nel nostro quotidiano. Andiamo per passi.</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="231146" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/5_LandArt_16Sett_67-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-231146" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/5_LandArt_16Sett_67-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/5_LandArt_16Sett_67-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/5_LandArt_16Sett_67-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/5_LandArt_16Sett_67-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/5_LandArt_16Sett_67.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Aula Verde Xfarm, Xfarm Land Art, Pigment Workroom, Xfarm and Climate Art Project, San Vito dei Normanni, 2022-2023 © Andreco.org&nbsp;</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">La consapevolezza ambientale&nbsp;</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Molti scienziati, intellettuali e personalità del mondo della cultura e dello spettacolo hanno preso posizione sulla questione ambientale. Anche diversi artisti visivi hanno iniziato a parlare di clima nei loro lavori e alcuni curatori, direttori di musei ed operatori culturali stanno inserendo queste tematiche come elemento di riflessione in mostre, rassegne e programmi pubblici (public program). Tutto questo aiuta a svegliare le coscienze? Tutto questo ha un impatto? E poi, che fare?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli attivisti appartenenti a gruppi ambientalisti come: Stop Oil, Extinction Rebellion (XR) e <a href="https://insideart.eu/2023/07/28/artesostenibilita-la-parola-a-ultima-generazione-stiamo-lottando-per-la-sopravvivenza-di-ognuno-di-noi/">Ultima Generazione</a><sup>3</sup>, per anni hanno portato avanti azioni di protesta nei musei, tra cui si ricordiamo quella di Liberate Tate alla Tate Modern di Londra, fino ad arrivare alle più recenti presso musei e monumenti nel Nord del mondo. Attraverso azioni di disobbedienza civile, chi si ribella chiede ai musei stessi di non accettare sponsor da società petrolifere ed ai governi di interrompere i sussidi alle aziende legate ai combustibili fossili e di istituire un fondo per la riparazione per la mitigazione degli impatti ambientali generati dall’industria e dai cambiamenti climatici. Del resto appare sempre più assurdo vedere mostre sulle tematiche ambientali finanziate dai più grandi responsabili di questo disastro ed appare sconcertante pensare che i fondi pubblici vengano ancora usati per finanziare il fossile. Dopo 25 anni di proteste la Tate Modern ha deciso di non accettare più finanziamenti da British Petrol (BP) che nel frattempo si è resa responsabile di versamenti di petrolio nelle acque del golfo del Messico, causando un irreparabile disastro ambientale.&nbsp;<sup>4</sup></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="230904" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/LandArt_Drone_2-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-230904" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/LandArt_Drone_2-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/LandArt_Drone_2-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/LandArt_Drone_2-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/LandArt_Drone_2-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/LandArt_Drone_2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Aula Verde 2 Xfarm, Xfarm Land Art, Pigment Workroom, Xfarm and Climate Art Project, San Vito dei Normanni, 2022-2023 © Andreco.org&nbsp;&nbsp;</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Calcolo degli impatti ambientali</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L’Analisi del Ciclo di Vita o&nbsp;Life Cycle Assessment,&nbsp;(LCA) è Il metodo scientificamente più rigoroso per il calcolo degli impatti di un prodotto o processo produttivo. L’LCA considera tutti gli impatti dalla nascita alla morte di un prodotto o di un processo. Inoltre ci sono una serie di altri strumenti di calcolo semplificati, come i calcolatori di emissioni di CO2 fatti appositamente per ogni situazione, per il mondo dell’arte la Climate Gallery Coalition (CGC) ha messo a disposizione un CO2 Carbon Calculator per misurare gli impatti delle attività di galleria.<sup>5</sup>&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si possono calcolare le emissioni di CO2 generate dalla realizzazione di una mostra calcolando anche quanto incidono le spedizioni aeree ed i consumi energetici. Sono tra i firmatari del CGC che credo stia facendo un ottimo lavoro. Anche la Comunità Europea sta lavorando per predisporre una patente per ogni prodotto che ne determina l’impatto ambientale. Infatti è in discussione una proposta di legge contro il Greenwash che vuole fare chiarezza sulla vera sostenibilità di prodotti e processi dopo aver riscontrato nel 2020 che più della metà dei prodotti che si dichiarano sostenibili non lo sono.<sup>6</sup></p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="231137" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/8_Andreco_flumen_-Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene2-Bandiere-ANDRECO-A©Blindeyefactory-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-231137" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/8_Andreco_flumen_-Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene2-Bandiere-ANDRECO-A©Blindeyefactory-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/8_Andreco_flumen_-Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene2-Bandiere-ANDRECO-A©Blindeyefactory-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/8_Andreco_flumen_-Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene2-Bandiere-ANDRECO-A©Blindeyefactory-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/8_Andreco_flumen_-Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene2-Bandiere-ANDRECO-A©Blindeyefactory.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Tribute to the rivers and green spaces, action performance with flags, PLANTAE, Climate Art Project, Valle dell’Aniene Natural Reserva, Rome, Photo: BlindEye Factory, 2018 © Andreco.org</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Il Caso studio del Museo D’Arte Moderna di Bologna, MAMbo</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Grazie ad una collaborazione tra ENEA, il Dipartimento DICAM dell’Università di Bologna, Climate Art Project e Studio Andreco abbiamo calcolato gli impatti del Museo MAMbo per l’anno 2019, sia per l’attività museale e la collezione permanente, che per le otto mostre temporanee. Questo è stato possibile grazie al lavoro di Simona Galazzi allora laureanda in Ingegneria, della Professoressa Alessandra Bonoli, dell’ingegnere Cristian Chiavetta e al supporto del direttore del museo Lorenzo Balbi e del suo staff. Nel lavoro di ricerca abbiamo calcolato gli impatti correnti del museo ed ipotizzato interventi per il risparmio energetico e per abbattere le emissioni sia di tipo gestionale che infrastrutturale, utilizzando energie rinnovabili e infrastrutture verdi. Per la compensazione delle emissioni rimaste a seguito degli interventi di mitigazione abbiamo anche immaginato opere multidisciplinari sul territorio con un risvolto sociale, artistico ed ambientale.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-7 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="230900" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti01-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-230900" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti01-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti01-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti01-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti01-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti01.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Displacement, performance, weworld, terra di tutti Film Festival, photo by: Michele Lapini&nbsp; and&nbsp; Marco Panzetti, City of Bologna, 2020 © Andreco.org</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Buone pratiche</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Da alcuni anni c’è chi si interroga sull’impatto del settore culturale. Si parla di mitigare gli impatti ambientale dei festival e degli eventi. Purtroppo però molto spesso questo comporta solo adottare soluzioni green per il catering, qualche operazione di compensazione in America Latina e poco più. Il Carbon&nbsp;Offsetting, ovvero la compensazione delle emissioni di gas serra generati da un’attività tramite la riforestazione, dovrebbe essere considerato come l’ultima cosa da fare dopo aver ridotto al minimo i consumi, gli impatti e le emissioni. Inoltre la riforestazione dovrebbe essere fatta in aree il più possibile vicine all’attività compensata. Organizzazioni come Julie’s Bicycle nel Regno Unito si occupano di riduzione degli impatti dei grandi festival da diversi anni, ho avuto l’occasione di conoscerli partecipando ad uno dei loro Creative Climate Leader workshop in Polonia nel 2019 in concomitanza della COP24 e della Climate March, la marcia per il clima dei movimenti per la giustizia climatica. Stringendo all’ambito del mondo dell’arte ed ai vari contesti, fiere, mostre museali, mostre in gallerie private e spazi indipendenti e produzioni artistiche si possono delineare diversi interventi che migliorerebbero le cose.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Bisogna considerare che i musei, secondo direttive regionali ed internazionali, per la salvaguardia dello stato di conservazione delle opere, devono garantire una temperatura interna costante intorno ai 20°C, un’umidità di circa il 50% e monitorare la qualità dell’aria per eliminare polveri e sostanze inquinanti dannose. Inoltre è fondamentale anche l’intensità dell’illuminazione che però cambia a seconda dei materiali delle opere che bisogna conservare.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-8 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="230905" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti12-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-230905" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti12-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti12-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti12-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti12-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Andreco-performace-_-LapiniPanzetti12.jpg 1800w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Displacement, performance, weworld, terra di tutti Film Festival, photo by: Michele Lapini&nbsp; and&nbsp; Marco Panzetti, City of Bologna, 2020 © Andreco.org</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Considerando che le sale espositive hanno spesso volumi enormi viene consumata molta energia per il riscaldamento dei locali. Alcuni complessi museali di recente costruzione sono stati pensati in partenza per il risparmio energetico ed idrico, come il MUSE di Trento, progettato da Renzo Piano, realizzato nel 2013 e certificato LEED (Leadership in Energy and Environmental Design), certificazione per gli edifici sostenibili. Purtroppo sono ancora casi sporadici, la maggior parte dei musei è in edifici antichi o rigenerati ed hanno grandi problemi di dispersione termica ed energetica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È fondamentale quindi l’uso di energie rinnovabili per il riscaldamento dei locali e favorire l’illuminazione naturale o utilizzare lampade a LED e a basso consumo. Inoltre è importante limitare i viaggi, soprattutto quando non è necessaria la presenza fisica e favorire lo smart working. Fino a quando non verranno inventati aeroplani ad idrogeno o comunque a basso impatto ambientale, sicuramente vanno limitati i trasporti aerei e favoriti quelli su rotaia o via nave. Secondo CGC si riducono le emissioni di un trasporto di un’opera, a paritáà di peso, fino al 99% passando da aereo a nave. Un altro tema è legato al limitare il packaging per le opere ed i materiali per l’allestimento degli stand e comunque cercare di riutilizzarli per altri eventi. Sulla sostenibilità dei musei sono usciti diversi libri tra cui “Musei per la sostenibilità integrata” di Michela Rota che collabora anche con l’International Council of Museums (ICOM) che si sta occupando di scrivere delle linee guida per i musei sostenibili. Tra il 2020 e 2022 ho partecipato a tavole rotonde sulla materia come quella organizzata dal Polo del 900 di Torino su Arte, Clima e tecnologia, quella della Fondazione Fitzcarraldo sulla sostenibilità nell’ambiente Culturale, di EDI Global Forum su Arte e Clima organizzata dalla Fondazione Morra Greco a Napoli, oltre che a molte conferenze in ambito accademico. A Marzo 2023 AMACI, l’Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, ha organizzato “I Musei d’arte contemporanea e lo sviluppo sostenibile” una giornata di studi online a cura di Marcella Beccaria, dedicata al ruolo di musei e istituzioni culturali nella realizzazione di uno sviluppo globale più sostenibile.<sup>9</sup></p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-9 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1000" height="667" data-id="231139" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/14_Andreco_Plants_revolutionary_photo_Elaine_Miller_190109_RomeNYE_3017.jpg" alt="" class="wp-image-231139" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/14_Andreco_Plants_revolutionary_photo_Elaine_Miller_190109_RomeNYE_3017.jpg 1000w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/14_Andreco_Plants_revolutionary_photo_Elaine_Miller_190109_RomeNYE_3017-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/14_Andreco_Plants_revolutionary_photo_Elaine_Miller_190109_RomeNYE_3017-768x512.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 1000px) 100vw, 1000px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), PLANTS : ECOSYSTEM = REVOLUTIONARIES : SOCIETY, photo: Elaine Miller, 2017,&nbsp; © Andreco.org</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le istituzioni culturali e, in particolare, i musei sono vettori di conoscenza e possono essere agenti attivi di cambiamento. Per prima cosa dovrebbero essere d’esempio applicando le buone pratiche, diminuendo il loro impatto ambientale e sociale e abbandonando finanziamenti non etici, come quelli provenienti dalle aziende del settore dell’energia fossile e dagli introiti legati al mercato delle armi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Spingendosi oltre, il settore produttivo e manageriale dovrebbe iniziare a pensare diversamente, considerando non solo i benefici per la società umana ma cercare di immaginare azioni, o non-azioni in un’ottica di decrescita felice, da cui ne trarrebbe beneficio il non-umano, gli animali, i fiumi, i suoli, l’atmosfera, le piante. Questa operazione significherebbe attuare con un approccio ecocentrico e non più antropocentrico, significherebbe abbandonare il modello di sviluppo estrattivista che ci ha portato sull’orlo del precipizio. (Ana Tsing, Donna Haraway)</p>



<h4 class="wp-block-heading">La produzione artistica &#8211; Cosa può fare un artista?</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La produzione artistica contribuisce in maniera minore in termini di emissioni di gas serra rispetto agli altri ambiti del sistema dell’arte, ma comunque è giusto interrogarsi sulla sua impronta ecologica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non credo che la soluzione per mitigare gli impatti delle produzioni artistiche sia realizzare arte digitale, anche perché gli strumenti tecnologici che si utilizzano per crearla impattano comunque. Inoltre la materialità di un’opera per qualcuno è imprescindibile. Non credo neanche che dovremmo fare tutti e tutte arte con materiali riciclati. Credo che ogni individuo debba esprimersi come crede e che sia di centrale importanza la libertà nella produzione artistica. Penso che qualsiasi paletto o vademecum sembrerebbe fuori luogo e sarebbe vano. È necessario però essere perlomeno consapevoli dei nostri impatti e poi scegliere come comportarci di conseguenza.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-10 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="231140" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/6_Andreco_Future_Landscape-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-231140" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/6_Andreco_Future_Landscape-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/6_Andreco_Future_Landscape-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/6_Andreco_Future_Landscape-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/6_Andreco_Future_Landscape-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/6_Andreco_Future_Landscape.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Future Landscape, installation view made of fern, hemp, soil, metal sculpture, photos and tapestries, Auditorium Parco della Musica,Fondazione Musica Per Roma, photo Musacchio, Ianniello &amp; Pasqualini., 2018 © Andreco.org</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Sinceramente se utilizzassi una pratica artistica molto energivora per realizzare un’opera sul tema dei cambiamenti climatici mi sentirei incoerente e concettualmente poco incisivo. Credo che anche noi artisti dovremmo avere consapevolezza dei materiali e dei processi che utilizziamo e se possibile scegliere la strada meno inquinante per ottenere un risultato analogo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È importante anche ragionare sulla durevolezza di un’opera, se&nbsp;è vero che alcuni materiali possono sembrare più inquinanti di altri se l’opera poi durerà per un numero maggiore di anni potrebbe essere meno impattante sull’ecosistema rispetto ad un’opera che diventa rifiuto dopo pochi anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Personalmente cerco di valutare caso per caso: a volte ho realizzato sculture in metallo ricercando la massima longevità dell’opera, altre volte ho utilizzato materiali locali e altre ancora il materiale è diventato strumento di rivendicazione centrale per il concetto alla base dell’opera. Infine credo che un artista che con le sue opere si riferisce al clima debba cercare di non prestarsi ad operazioni di greenwash.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Una ricerca tra arte, scienza ed attivismo ecologico-sociale</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Sembra una vita fa quando nel 2010 per la giornata mondiale del riciclo ho realizzato “Turtle Organ Dance”, un’opera a forma di tartaruga marina di circa 100 m2, riutilizzando il PVC usato da Artefiera Bologna 2010. L’opera voleva denunciare lo spreco di grandi quantità di materiali plastici adoperati per pochi giorni di fiera. Sull’opera che sembrava un grande tappeto al centro di Palazzo D’Accursio, sede del consiglio comunale della città, danzavano un gruppo di performer che da li si spostavano nel palazzo e nella vicina piazza Maggiore di Bologna. Nello stesso luogo esattamente dieci anni dopo, nel 2020, ho diretto “Displacement”, una performance collettiva che riflette sulla migrazione climatica e più in generale sul tema dell’acqua e del Cambiamento Climatico. L’Opera questa volta è stata commissionata dall’ONG We World e dal Terra di Tutti Film Festival. Nell’ultimo anno, da ottobre 2022 a ottobre 2023 invece per Xfarm Land Art, un parco artistico su terreni confiscati alla mafia in Puglia, con lo scopo di realizzare opere coerenti al contesto della nuova azienda agricola ho preferito utilizzare solo materiali trovati sul posto come: rocce, terra, piante, scarti agricoli, fil di ferro utilizzato per le piante. </p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-11 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="231138" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/11_Resize_Turtle_organ_dance_andreco_2010-1-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-231138" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/11_Resize_Turtle_organ_dance_andreco_2010-1-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/11_Resize_Turtle_organ_dance_andreco_2010-1-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/11_Resize_Turtle_organ_dance_andreco_2010-1-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/11_Resize_Turtle_organ_dance_andreco_2010-1-1536x1025.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/11_Resize_Turtle_organ_dance_andreco_2010-1.jpg 1799w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Turtle Organ Dance, International day of recycle,&nbsp; with Laura Bisognin Lorenzoni, Elvio Assunçao, Jodi Capitani, Rosa Vicari, Elisa Naike Blecich, Ramona D’Agui’, Jessica Cestaro,&nbsp; Bologna, 2010,&nbsp; © Andreco.org</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Tra le varie opere abbiamo realizzato “Specchia”, una pila di sei metri di rocce che diventa una sorta di obelisco del luogo. Sono state realizzate anche due Aule Verdi, opere di Land Art che hanno anche una forte componente sociale ed ambientale. In questo caso le Aule Verdi sono state realizzate tramite un sistema agroforestale che ha lo scopo di aumentare la biodiversità del luogo e contrastare il batterio della Xylella che ha attaccato le monocolture di ulivo. Altre Aule Verdi si possono trovare presso la Riserva Valle dell’Aniene e presso il lago Bullicante a Roma, qui supportano gli ecosistemi locali che sono considerati aree umide. Inoltre queste Aule Verdi sono state realizzate per sostenere le lotte dei collettivi ambientalisti locali essendo aree conquistate grazie alle rivendicazioni della cittadinanza e degli stessi collettivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In luoghi dove la questione ecologica e sociale è così centrale le opere sono state eseguite con il minimo impatto ambientale possibile o, nel caso delle Aule Verdi, con un impatto positivo e riparatorio nei confronti della biodiversità. Le opere infatti forniscono dei Servizi Ecosistemici, benefici ambientali, oltre a voler ricostruire la relazione perduta tra umano e non-umano. Da più di quindici anni studio come integrare opere d’arte con soluzioni basate sulla natura (NBS), come infrastrutture verdi, impianti di fitorimedio, idroponia e piccoli ecosistemi di piante e geo-batteri risanatori di siti inquinati. Anche il mio dottorato di ricerca, concluso nel 2012, è stato su queste tematiche: “Tecnologie appropriate e infrastrutture verdi per la gestione sostenibile delle risorse in aree urbane e rurali”. Ho condotto ricerche sul ruolo delle piante nella mitigazione degli inquinanti e nell’adattamento ai cambiamenti climatici e anche seguendo quello che oggi sarebbe definito un approccio anticoloniale e decoloniale alle tecniche occidentali di gestione sostenibile delle risorse. Infatti dal 2003 al 2014 ho voluto approfondire le pratiche e tecniche indigene per la gestione delle risorse e la sopravvivenza di comunità rurali indipendenti, ispirato dalle ricerche sulle Tecnologie Appropriate. In questi ultimi quindici anni in collaborazione con scienziati ed attivisti abbiamo prodotto opere ispirate da molte di queste ricerche. Ho rilegato poco spazio alle mie opere in questo testo perché volevo dare un contributo di carattere generale sul tema dell’impatto ambientale del mondo dell’arte, ci saranno altri momenti per approfondire.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-12 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="230922" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/0_Aula_verde_Andreco_pianta_9-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-230922" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/0_Aula_verde_Andreco_pianta_9-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/0_Aula_verde_Andreco_pianta_9-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/0_Aula_verde_Andreco_pianta_9-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/0_Aula_verde_Andreco_pianta_9-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/0_Aula_verde_Andreco_pianta_9.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<figcaption class="blocks-gallery-caption wp-element-caption">Andrea Conte (Andreco Studio), Aula Verde Aniene, green room = collective performance + green infrastructure + land art + social space, FLUMEN, Climate Art Project, Rome, 2021 © Andreco.org</figcaption></figure>



<h4 class="wp-block-heading">Conclusioni</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Vorrei concludere dicendo che dovremmo fare tutti e tutte il possibile per non inquinare gli ecosistemi, e allo stesso tempo cercare di cambiare soprattutto le attività produttive più responsabili di questa crisi socio-ambientale, i cui nomi sono noti. Un artista che lavora sulle tematiche eco-sociali può stare a contatto con la ricerca, la progettazione e deve stare a contatto con i movimenti e le lotte di base per non perdere di vista il centro della questione e non diventare uno strumento del greenwash. Un artista può prefigurare altri futuri immaginifici e allo stesso tempo agire nel reale per cambiare il presente.&nbsp;</p>



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<h3 class="wp-block-heading has-black-color has-text-color">Andrea Conte</h3>



<p class="has-vivid-green-cyan-background-color has-background wp-block-paragraph">Dirige Studio Andreco, dove unisce una formazione scientifica, dottorato in Ingegneria Ambientale, collaborazioni post dottorato con Università di Bologna e Columbia University di New York sulle infrastrutture verdi per la gestione sostenibile delle risorse in diverse condizioni climatiche, con un percorso artistico che investiga i rapporti tra spazio urbano e paesaggio naturale, tra uomo e ambiente, realizzando progetti che vanno a comporre un’unica ricerca multidisciplinare. Tra questi “<a href="http://www.climateartproject.com/">Climate Art Project</a>” progetto tra arte e scienza sulle cause e le conseguenze dei Cambiamenti Climatici. Andrea Conte utilizza un linguaggio di sintesi, simbolico e concettuale, servendosi di diverse tecniche di rappresentazione: installazioni, performance, video, pittura murale, scultura e progetti d’arte pubblica. Partecipa a mostre e festival a livello internazionale. Le opere dello Studio Andreco sono state esposte in manifestazioni artistiche istituzionali, musei e gallerie di tutto il mondo.<br>Info: <a href="https://www.andreco.org/?lang=it">andreco.org</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="681" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Anderco_Ph._Auditorium_Roma_Iannelli_pasqualini_2019_2-1024x681.jpg" alt="" class="wp-image-230923" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Anderco_Ph._Auditorium_Roma_Iannelli_pasqualini_2019_2-1024x681.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Anderco_Ph._Auditorium_Roma_Iannelli_pasqualini_2019_2-600x399.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Anderco_Ph._Auditorium_Roma_Iannelli_pasqualini_2019_2-768x510.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Anderco_Ph._Auditorium_Roma_Iannelli_pasqualini_2019_2-1536x1021.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/10/Anderco_Ph._Auditorium_Roma_Iannelli_pasqualini_2019_2.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption"><em>ANDRECO &#8211; FUTURE LANDSCAPE, courtesy Fondazione Musica Per Roma,  photo Musacchio, Ianniello &amp; Pasqualini</em></figcaption></figure>



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<h4 class="wp-block-heading">Note</h4>



<ol class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size">Il Report del 2018 dell’IPCC, Intergovernamental Pannel on Climate Change, parlava di 12 anni rimasti prima di arrivare ad un punto di non ritorno per quanto riguarda le conseguenze dei cambiamenti climatici.</li>



<li class="has-small-font-size">Più che ridurre gli impatti, l’obbiettivo è quello di arrivare allo zero netto. Per zero netto si intende quando le emissioni di CO2 immesse in atmosfera dall’attività antropica sono pari a quelle che l’atmosfera ed il Pianeta riesce ad assorbire. 350 parti per milione (ppm) di CO2 in atmosfera è la concentrazione massima per non avere innalzamento sostanziale della temperatura media. Al momento della scrittura di questo articolo siamo già a 415,33 ppm di CO2. Oltre agli impatti ambientali bisogna pensare agli impatti sociali e alle diseguaglianze che si accentuano con i cambiamenti climatici.&nbsp;</li>



<li class="has-small-font-size">Ultima Generazione&nbsp;<a href="https://insideart.eu/2023/07/28/artesostenibilita-la-parola-a-ultima-generazione-stiamo-lottando-per-la-sopravvivenza-di-ognuno-di-noi/">https://insideart.eu/2023/07/28/artesostenibilita-la-parola-a-ultima-generazione-stiamo-lottando-per-la-sopravvivenza-di-ognuno-di-noi/</a></li>



<li class="has-small-font-size">Tate non prende più finanziamenti di BP dopo 26 anni.&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/artanddesign/2016/mar/11/bp-to-end-tate-sponsorship-climate-protests">https://www.theguardian.com/artanddesign/2016/mar/11/bp-to-end-tate-sponsorship-climate-protests</a></li>



<li class="has-small-font-size">Climate Gallery Coalition – carbon calculator&nbsp;<a href="https://galleryclimatecoalition.org/carbon-calculator/">https://galleryclimatecoalition.org/carbon-calculator/</a></li>



<li class="has-small-font-size">proposta di legge per porre fine al Greenwash: https://italy.representation.ec.europa.eu/notizie-ed-eventi/notizie/protezione-dei-consumatori-permettere-scelte-sostenibili-e-porre-fine-al-greenwashing-2023-03-22_it</li>



<li class="has-small-font-size">ICOM&nbsp;<a href="https://www.icom-italia.org/">https://www.icom-italia.org/</a></li>



<li class="has-small-font-size">Polo del &#8216;900 https://history.polodel900.it/evento/art-and-technologies-for-climate-change/</li>



<li class="has-small-font-size">EDI: http://www.fondazionemorragreco.com/wp-content/uploads/2021/12/0167_FMG_EDI_OnlineSymposium_Program.artwork.reissued.pdf</li>



<li class="has-small-font-size">Sostenibilità ambientale dei settori culturali e creativi&nbsp;&nbsp;<a href="https://artlab.fitzcarraldo.it/it/artlab-21/bari-matera/appuntamento/sostenibilita-ambientale-settori-culturali-creativi">https://artlab.fitzcarraldo.it/it/artlab-21/bari-matera/appuntamento/sostenibilita-ambientale-settori-culturali-creativi</a></li>



<li class="has-small-font-size">Michela Rota, Musei per la sostenibilità integrata, Editrice Bibliografica</li>



<li class="has-small-font-size">AMACI https://www.amaci.org/insights/640605f584050708b8543fff</li>



<li class="has-small-font-size">DISPLACEMENT&nbsp;<a href="https://www.climateartproject.com/displacement-collective-performance-bologna-italy/">https://www.climateartproject.com/displacement-collective-performance-bologna-italy/</a></li>



<li class="has-small-font-size">Xfarm Land Art https://www.climateartproject.com/2023/05/24/art-and-community-for-environmental-justice-and-xland-two-long-term-projects/</li>



<li class="has-small-font-size">AULE VERDI&nbsp;<a href="https://www.andreco.org/portfolio/aula-verde-aniene-river/">https://www.andreco.org/portfolio/aula-verde-aniene-river/</a></li>
</ol>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Climate Art Project: cinque musei romani lanciano i &#8216;WATER TALKS&#8217;</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/02/29/climate-art-project-cinque-musei-romani-lanciano-i-water-talks/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Feb 2024 11:24:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento climatico]]></category>
		<category><![CDATA[centrale Montemartini]]></category>
		<category><![CDATA[Climate Art Project]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[water talks]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=240394</guid>

					<description><![CDATA[Il primo dei cinque incontri sul tema dell'acqua che il Climate Art Project propone si terrà alla Centrale Montemartini]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Nel quadro del <strong>Climate Art Project</strong>, il progetto multidisciplinare tra arte, scienza e attivismo ideato dall&#8217;artista visivo e scienziato <strong>Andreco (Andrea Conte)</strong>, <strong>cinque musei romani </strong>presentano <strong>WATER TALKS</strong>, una serie di altrettanti incontri dedicati al tema dell&#8217;acqua. Il primo, dal titolo <em><strong>Il sistema dell’acqua: visione, percezione, relazione, progettazione</strong></em>, si terrà alla <strong>Centrale Montemartini venerdì 1° marzo 2024 alle ore 17.00</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;evento, a cura di <strong>Claudia Pecoraro, in collaborazione con Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali</strong>, con il supporto di <strong>Acqua Foundation</strong>, la curatrice del museo <strong>Barbara Nobiloni</strong> presenterà <em><strong>Le macchine del vapore e il ciclo dell&#8217;acqua: caldaie, condensatori e turbine</strong></em>, un tema che verrà declinato in un dialogo con gli artisti di <strong>Studio Azzurro</strong>, con <strong>Alessandro Corsini</strong>, docente di Macchine a Fluido del Dipartimento di Ingegneria meccanica e aerospaziale della Sapienza Università di Roma, e <strong>Barbara Nardacchione</strong> di Ocean Space.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-13 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="932" height="1024" data-id="240414" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/76b7f080-200f-4f4a-a5bd-74394f70f77f-1-932x1024.jpg" alt="" class="wp-image-240414" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/76b7f080-200f-4f4a-a5bd-74394f70f77f-1-932x1024.jpg 932w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/76b7f080-200f-4f4a-a5bd-74394f70f77f-1-546x600.jpg 546w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/76b7f080-200f-4f4a-a5bd-74394f70f77f-1-768x843.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/76b7f080-200f-4f4a-a5bd-74394f70f77f-1-1399x1536.jpg 1399w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/76b7f080-200f-4f4a-a5bd-74394f70f77f-1.jpg 1457w" sizes="auto, (max-width: 932px) 100vw, 932px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Le conversazioni sono frutto di un progetto, quello del Climate Art Project, iniziato a Parigi nel 2015, in occasione della conferenza Cop21 sui cambiamenti climatici, dell&#8217;Accordo di Parigi e della Marcia globale per il clima. Ispirato alle più recenti ricerche scientifiche e sociali sui cambiamenti climatici, il progetto si compone di una serie di interventi che si sono svolti in diverse città del mondo, con l&#8217;obiettivo di sensibilizzare l&#8217;opinione pubblica sul tema del riscaldamento globale e di diffondere le soluzioni basate sulla natura e le migliori pratiche di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici. Tra arte, scienza e attivismo, il Climate Art Project è un&#8217;azione per la giustizia climatica e sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>primo appuntamento</strong> dei <strong>WATER TALKS </strong>si terrà alla <strong>Centrale Montemartini venerdì 1° marzo alle ore 17.00</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">info: <a href="https://www.centralemontemartini.org/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">centralemontemartini.org</a></p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un&#8217;Aula Verde nella Valle dell&#8217;Aniene tra arte ed ecologia</title>
		<link>https://insideart.eu/2024/02/08/un-aula-verde-nella-valle-dellaniene-tra-arte-ed-ecologia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Feb 2024 10:53:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[andrea conte]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[Aniene]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio nazionale delle ricerche]]></category>
		<category><![CDATA[scientific reports]]></category>
		<category><![CDATA[springer nature]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=237476</guid>

					<description><![CDATA[Realizzata dall'artista Andreco con l'Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri, l'Aula Verde è un'opera di giustizia ambientale descritta in un articolo pubblicato su Nature]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Sulla scia di una lunga ricerca artistica legata alla crisi climatica, <strong>l&#8217;artista Andrea Conte dello studio Andreco</strong> ha realizzato un progetto multidisciplinare con le esperte di ecologia forestale dell’<strong>Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri</strong> del <strong>Consiglio nazionale delle ricerche</strong> <strong>(CNR-IRET)</strong>. Si tratta di <em><strong>Aula Verde</strong></em>, un’opera di arte contemporanea basata sulla natura pensata come spazio per la socializzazione aperto a tutti. In più, la progettazione e la realizzazione di <em>Aula Verde</em> sono state descritte in un articolo scientifico pubblicato su <strong>Scientific Reports</strong> di <strong>Springer Nature</strong>, il più influente editore scientifico al mondo. Tra gli autori, anche <strong>Qing Li</strong>, medico giapponese esperto di medicina forestale, <strong>Amanda Boetzkes</strong>, teorica dell’arte e dell’estetica contemporanea esperta in arte ed ecologia dell’Università di Guelph (Canada), <strong>Rocco Pace</strong> del centro di ricerca Eurac di Bolzano, <strong>Laura Passatore</strong> e <strong>Serena Carloni</strong> del CNR-IRET.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-14 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="237492" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Aula_verde_Andreco_pianta_10-1024x683.jpeg" alt="" class="wp-image-237492" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Aula_verde_Andreco_pianta_10-1024x683.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Aula_verde_Andreco_pianta_10-600x400.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Aula_verde_Andreco_pianta_10-768x512.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Aula_verde_Andreco_pianta_10-1536x1024.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Aula_verde_Andreco_pianta_10.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption class="wp-element-caption">Andreco, photo Elaine MIller</figcaption></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Opera di giustizia climatica, la ricerca dimostra l’importanza di adottare un approccio partecipativo e multidisciplinare per enfatizzare il valore degli alberi nel contrasto alla crisi climatica e per il benessere degli umani e degli ecosistemi. «L’<em>Aula Verde</em> è un metodo di riforestazione artistico e sociale che nasce dalla volontà di trovare azioni collettive per la giustizia climatica e dalla necessità di sperimentare approcci progettuali ecocentrici come risposta all’antropocentrismo e all’estrattivismo», ha spiegato <strong>Andrea Conte (Andreco)</strong>, artista visivo e dottore di ricerca in ingegneria ambientale, fondatore della startup Futurecologies e dell’associazione Climate Art Project. «Abbiamo creato un ponte tra arte, scienza ed ecologia politica, discipline apparentemente lontane, per ripensare al meglio i luoghi in cui viviamo considerando la complessità delle urgenze contemporanee. L’inclusione degli abitanti risulta<br>fondamentale per la riuscita del progetto», ha continuato l’artista ideatore di <em>Aula Verde</em>.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-15 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" data-id="237499" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/3_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0127-1024x683.jpg" alt="" class="wp-image-237499" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/3_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0127-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/3_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0127-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/3_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0127-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/3_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0127-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/3_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0127.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">Realizzata nella <strong>Riserva Naturale Valle dell’Aniene</strong> in collaborazione con <strong>Insieme per l’Aniene</strong> e un<br>gruppo di cittadini, per il progetto<strong> Flumen</strong> di <strong>Climate Art Project</strong>, l&#8217;opera multidisciplinare consiste in cerchi concentrici di alberi disposti in modo tale da dare l’impressione di essere all’interno di una stanza interamente immersa nella natura. «Le specie di alberi sono state selezionate sulla base delle condizioni ecologiche del sito e per contribuire alle criticità ambientali locali. Si tratta, infatti, di salici e pioppi bianchi, piante capaci di movimentare volumi di acqua molto importanti. Posizionati vicino alle rive del tratto urbano del fiume Aniene, hanno la potenzialità di smaltire l’acqua delle inondazioni dovute a piogge intense», ha spiegato Laura Passatore, ricercatrice del CNR IRET e coordinatrice dello studio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aula Verde fornisce al territorio non solo servizi ecosistemici, dovuti agli alberi dell&#8217;area, ma anche quelli di carattere culturale, e cioè quell&#8217;insieme di benefici che le persone ottengono dal contatto con la natura. «La ricerca medica ha messo in correlazione la frequentazione di boschi con effetti di prevenzione e curativi nei confronti di malattie legate allo stile di vita», ha infatti specificato nell’articolo Qing Li, immunologo della Nippon Medical School. «L’esperienza diretta del contatto con gli alberi, come all’interno dell’Aula Verde, può probabilmente comunicare, più di molti numeri e parole, la stretta interrelazione tra alberi ed esseri umani», ha invece affermato Laura Passatore.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-16 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" data-id="237496" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/Aula_verde_andreco_stidio_xfarm_landart_1_web-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-237496" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/Aula_verde_andreco_stidio_xfarm_landart_1_web-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/Aula_verde_andreco_stidio_xfarm_landart_1_web-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/Aula_verde_andreco_stidio_xfarm_landart_1_web-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/Aula_verde_andreco_stidio_xfarm_landart_1_web.jpg 1512w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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<p class="wp-block-paragraph">Un’altra particolarità di <em>Aula Verde</em> descritto nell’articolo è che la fase realizzativa avviene tramite una performance collettiva dove i cittadini portando bandiere dedicate al paesaggio e agli ecosistemi. «Queste azioni performative hanno una natura intrinsecamente politica e modificano gli spazi pubblici attraverso l&#8217;organizzazione collettiva. In questo senso, le pratiche in gioco in Aula Verde potrebbero essere considerate una forma di attivismo ecologista», ha spiegato Amanda Boetzkes. </p>



<p class="wp-block-paragraph">«L&#8217;artista <a href="https://insideart.eu/2023/10/20/come-mitigare-limpatto-dellarte-contemporanea-sugli-ecosistemi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andrea Conte</a> (Andreco) &#8211; ha continuato &#8211; cerca anche di costruire una conoscenza pubblica sui fiumi e su gli altri ecosistemi urbani; una conoscenza che attraversa la sfera scientifica e quella sociale, e che rifiuta la divisione in competenze specializzate. Nell&#8217;era del cambiamento climatico, questo ricorso al potere trasformativo dell&#8217;arte segna anche un passaggio epocale verso un&#8217;epoca di ecologia politica. È in questo senso che discutiamo di Aule Verdi attraverso le scienze, la storia dell&#8217;arte e la politica del cambiamento climatico».</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo l’Aula Verde Aniene realizzata a marzo 2021, lo Studio Andreco e l’associazione Climate Art Project ne hanno realizzato una presso il lago Bullicante a Roma a novembre 2021 e una in Puglia per il parco Xfarm Land Art a marzo 2023 sempre in collaborazione con partner locali, cittadinanza attiva e entità non-umane.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-17 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="576" data-id="237495" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Andreco_Studio_Photo_Credit_Elaine_MIller_1080x1920_web-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-237495" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Andreco_Studio_Photo_Credit_Elaine_MIller_1080x1920_web-1024x576.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Andreco_Studio_Photo_Credit_Elaine_MIller_1080x1920_web-600x338.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Andreco_Studio_Photo_Credit_Elaine_MIller_1080x1920_web-768x432.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Andreco_Studio_Photo_Credit_Elaine_MIller_1080x1920_web-1536x864.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2024/02/0_Andreco_Studio_Photo_Credit_Elaine_MIller_1080x1920_web.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;opera e il suo progetto sono stati descritti in un articolo scientifico pubblicato su <a href="https://www.nature.com/articles/s41598-024-51611-9" target="_blank" rel="noreferrer noopener">nature.com</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Gates”: Andreco presenta la sua ultima opera a Bologna</title>
		<link>https://insideart.eu/2023/09/29/gates-andreco-presenta-la-sua-ultima-opera-a-bologna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Martina Esposito]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2023 09:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[gates]]></category>
		<category><![CDATA[ginnasio]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=230096</guid>

					<description><![CDATA[Nel quadro del progetto “Ginnasio – arte performativa nei luoghi dello sport”, Andreco espone i propri arazzi nel Parco del Polo Panzini, a Bologna]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Andreco espone la sua opera in occasione di <em>Ginnasio – arte performativa nei luoghi dello sport</em>, una rassegna curata da Laminarie e DOM la cupola del Pilastro volta a stabilire una temporanea interazione tra cultura e spazi in genere deputati alle attività sportive. Il progetto, tenuto nei giorni 25, 26, 29 e 30 settembre, mette in atto questo dialogo presso il campo da baseball dell’Athletics Bologna Baseball – Pilastro, a DOM la cupola del Pilastro e il Parco del Polo Panzini.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="454" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/IMG_2011-1024x454.jpeg" alt="" class="wp-image-230098" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/IMG_2011-1024x454.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/IMG_2011-600x266.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/IMG_2011-768x340.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/IMG_2011-1536x681.jpeg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/IMG_2011.jpeg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">È proprio presso il Parco del Polo Panzini che è in esposizione <em>Gates</em>, l’ultima opera di Andreco, alias di Andrea Conte. L’opera, inaugurata il 25 settembre, è composta da due arazzi in tessuto nautico e propone un’estensione del concetto scientifico della permeabilità all’aspetto sociale delle città. Andreco, formatosi come ingegnere ambientale, si chiede infatti quali possano essere gli indicatori di una permeabilità sociale e mentale, avendo come sfondo la città.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se la permeabilità è una proprietà delle rocce e dei terreni di essere attraversati dai fluidi, allora una città che presenti un’alta permeabilità viene alimentata nelle sue profondità dalle acque piovane. In caso contrario, queste tenderanno a scorrere sulla superficie, trattenendo agenti inquinanti e alimentando la possibilità di eventi estremi. Andreco non fa altro che immaginare l’estensione di questo ragionamento agli altri aspetti costitutivi di una città, pensata ora «come un ecosistema aperto, come una membrana osmotica, che permette il passaggio e l’inclusione di soggetti esterni». E l’artista aggiunge che «una società permeabile da un punto di vista sociale culturale ed antropologico presuppone un approccio multiculturale e intersezionale». In altre parole, la permeabilità è la chiave socio-antropologica per un contesto aperto e di scambio.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="768" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/LAMINARIE-Opera-GATES-di-ANDRECO-_-Rassegna-GINNASIO-25-30-settembre-DOM-8-1024x768.jpg" alt="" class="wp-image-230099" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/LAMINARIE-Opera-GATES-di-ANDRECO-_-Rassegna-GINNASIO-25-30-settembre-DOM-8-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/LAMINARIE-Opera-GATES-di-ANDRECO-_-Rassegna-GINNASIO-25-30-settembre-DOM-8-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/LAMINARIE-Opera-GATES-di-ANDRECO-_-Rassegna-GINNASIO-25-30-settembre-DOM-8-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/LAMINARIE-Opera-GATES-di-ANDRECO-_-Rassegna-GINNASIO-25-30-settembre-DOM-8-1536x1152.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2023/09/LAMINARIE-Opera-GATES-di-ANDRECO-_-Rassegna-GINNASIO-25-30-settembre-DOM-8.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
</div>


<p class="wp-block-paragraph">Andreco riflette anche su quali possano essere gli elementi utili ad indicare la permeabilità sociale e mentale di un ambiente e si chiede quali possano essere i benefici di un approccio di questo tipo. Insomma, un’opera tesa a innescare da una parte una riflessione sul rapporto tra la tutela dell’ambiente e delle aree verdi cittadine e la qualità della vita, dall’altra a chiedersi se «inclusività, solidarietà attiva, mutualismo e approccio multiculturale ed internazionalista» possano costituire un esempio di permeabilità mentale.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Restaurato il murales di Andreco a Venezia, l’opera dell’artista romano dedicata all’ecosistema della laguna </title>
		<link>https://insideart.eu/2022/05/09/andreco-2/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 May 2022 11:02:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[biennale]]></category>
		<category><![CDATA[Climate Art Project]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[murales]]></category>
		<category><![CDATA[Venezia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=211145</guid>

					<description><![CDATA[Si affaccia sul Canal Grande di Venezia l’opera, di cui tornano evidenti i dettagli dopo cinque anni dalla sua realizzazione, che mette in guardia la Serenissima sull’innalzamento del livello del mare ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Linea azzurre su fondo giallo segnano quello che potrebbe rappresentare il livello del mare nella laguna di Venezia, <em>Sea Level Rise</em>, l’installazione realizzata dall’artista romano <strong><a href="https://insideart.eu/2022/03/23/flumen/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Andreco</a></strong> cinque anni fa sul Canal Grande della Serenissima. Oltre alle linee, compaiono le formule, i simboli e gli acronimi che definiscono nel linguaggio scientifico la concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera. </p>



<p class="wp-block-paragraph">La bellezza senza tempo della città dei Dogi è infatti oggi vittima di timori che riguardano il suo futuro. La fragilità dell’ecosistema lagunare viene gridata dall’azione di Andreco, da sempre schierato nella salvaguardia del patrimonio naturale del nostro pianeta. «L’obiettivo è incuriosire, accendere una domanda su una problematica sulla quale possiamo agire, la soluzione dipende da noi» afferma l’artista-ingegnere, che ha progettato l’opera studiando pubblicazioni scientifiche e i report <strong>IPCC</strong>, consultato ricercatori dell’<strong>Ismar-Cnr</strong>.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="682" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/05/Andreco_BIA_0057_like_agency_web-1024x682.jpeg" alt="" class="wp-image-211152" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/05/Andreco_BIA_0057_like_agency_web-1024x682.jpeg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/05/Andreco_BIA_0057_like_agency_web-600x399.jpeg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/05/Andreco_BIA_0057_like_agency_web-768x511.jpeg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/05/Andreco_BIA_0057_like_agency_web.jpeg 1502w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <em>fil rouge </em>che mette in relazione il mondo dell’arte con la scienza diventa sempre più evidente nelle operazioni messe in atto dall’artista che oggi si trova a portare avanti un’indagine artistica costantemente accompagnata dalla parallela attività militante, indirizzata alla denuncia quanto alla&nbsp; divulgazione. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignleft size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/05/sealevelrise_.jpeg" alt="" class="wp-image-211155" width="369" height="276"/></figure></div>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio in questa direzione si inserisce infatti la sua collaborazione con l’università<strong> Ca&#8217; Foscari </strong>di Venezia, con la quale Andreco realizza il progetto <em>Art&amp;Business,</em> un percorso ibrido che vuole coniugare la creatività delle arti visive contemporanee con la cultura aziendale nell’ottica di uno stimolo reciproco, atto alla generazione di una nuovo metodo per fare impresa<em>.</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Sea Level Rise</em> ha origine nel percorso di ricerca <em>Art&amp;Business </em>grazie al quale artisti diversi, nella tecnica e nello stile, possono venire a contatto con imprenditori e manager, realizzando in collaborazione le opere d&#8217;arte&#8221; &#8211; spiega <strong>Fabrizio Panozzo</strong>, professore a Ca&#8217; Foscari e coordinatore del progetto che negli anni ha realizzato una trentina di interventi artistici nelle e con le aziende venete -. Questi processi innovativi richiedono di superare i tradizionali concetti di filantropia, mecenatismo e sponsorizzazione, invitando l&#8217;azienda a partecipare direttamente alla realizzazione delle opere d&#8217;arte anche in ottica di impatto sul contesto sociale ed ambientale»</p>



<p class="wp-block-paragraph">Info: <a href="https://www.andreco.org/portfolio/climate-04-sea-level-rise-venice/?lang=it" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.andreco.org/portfolio/climate-04-sea-level-rise-venice/?lang=it</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Andreco presenta il progetto Flumen e il video inedito della performance Tiberina</title>
		<link>https://insideart.eu/2022/03/23/flumen/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Davide Maria Mannocchi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Mar 2022 09:16:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arti Visive]]></category>
		<category><![CDATA[In evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[arte contemporanea]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata mondiale dell&#039;acqua]]></category>
		<category><![CDATA[maxxi]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=205548</guid>

					<description><![CDATA[«Un progetto che nasce da un'urgenza», così l'artista ha definito il suo ultimo lavoro al in occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">In occasione della <strong>Giornata Mondiale dell&#8217;Acqua</strong>,&nbsp;istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, il Museo<a href="https://insideart.eu/2022/03/21/maxxi-3/"> <strong>MAXXI</strong> </a>di Roma apre le sue porte per riflettere su uno dei temi più attuali del nostro contemporaneo. Il così detto &#8220;Oro Blu&#8221; è una risorsa indispensabile per l&#8217;essere umano e per l&#8217;intero pianeta ma oggi ci troviamo a essere testimoni di una delle più gravi crisi idrogeologiche della storia. L&#8217;antropizzazione degenerata prosciuga il pianeta della sua linfa e la presa di coscienza di tale grave condizione rimane essenziale,  in particolare per le future generazioni che abiteranno la Terra. </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;incontro vede la partecipazione di Andrea Conte, in arte Andreco, padre del progetto <em><a href="https://www.climateartproject.com/2021/04/06/flumen-2021-climate-actions-per-i-fiumi-ed-i-parchi-a-roma-comunicato-stampa-e-programma/#:~:text=FLUMEN%202021%20%E2%80%93%20Climate%20Actions%20per,e%20Programma%20%E2%80%93%20CLIMATE%20ART%20PROJECT&amp;text=L'ambiente%20ed%20il%20clima,Aniene%20e%20Parco%20di%20Veio." target="_blank" rel="noreferrer noopener">Flumen &#8211; Climate Actions per i parchi e i fiumi a Roma</a></em>, che nel 2022 arriva alla sua terza edizione <strong>Laura Passatore</strong>, ricercatrice CNR e <strong>Teresa Macrì</strong>, critica d&#8217;arte. Al centro dell&#8217;iniziativa <em>Flumen</em> c&#8217;è la ricerca di un nuovo modo di convivere con l&#8217;ecosistema naturale in cui siamo inseriti come individui e come comunità. Il fiume è l&#8217;elemento che fa da pilastro, in quanto veicolo di mitigazione delle temperature e agente indispensabile per l&#8217;equilibrio di qualsiasi <em>ecosfera</em>, per questo Andreco ne fa il simbolo di questa ricerca.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/futura-tittaferrante-2055-1024x683.jpg" alt="flumen" class="wp-image-205557" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/futura-tittaferrante-2055-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/futura-tittaferrante-2055-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/futura-tittaferrante-2055-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/futura-tittaferrante-2055-1536x1024.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/futura-tittaferrante-2055.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">«<em>Flumen</em> nasce dall&#8217;esigenza di operare sul territorio, a livello locale. Mi interessava portare risultati nei luoghi in cui operiamo e per questo ho scelto di lavorare per costruire una rete di partner che vedesse cooperare le istituzioni, la rappresentanza scientifica e gli attivisti che ogni giorno lavorano impegnandosi per tutelare il Tevere. &#8211; Spiega Andreco &#8211; Le azioni di <em>Flumen</em> sono parte di un progetto corale. Il cittadino che partecipa alle nostre escursioni impara a campionare e studiare i paramenti biologici per comprenderne le criticità. Questo discorso si poggia sul concetto di <em>citizen-science</em>, in cui è il singolo individuo che perde la sua passività per trovare gli strumenti e agire in maniera attiva e sistematica».</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="683" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/5_flumen_Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene-Bandiere-ANDRECO-©Blindeyefactory-1024x683.jpg" alt="flumen" class="wp-image-205552" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/5_flumen_Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene-Bandiere-ANDRECO-©Blindeyefactory-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/5_flumen_Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene-Bandiere-ANDRECO-©Blindeyefactory-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/5_flumen_Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene-Bandiere-ANDRECO-©Blindeyefactory-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/5_flumen_Climate-Art-Project-Camminata-collettiva-Parco-Aniene-Bandiere-ANDRECO-©Blindeyefactory.jpg 1200w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;artista ha condotto indagini, ricognizioni, monitoraggi partecipati, raccolte dati, ricerche, interventi di piantumazione e naturalmente azioni performative che hanno coinvolto soggetti esperti e cittadini, famiglie, bambini, esplorando lo stato dei fiumi di Roma nella Capitale, soprattutto le aree del Tevere, dell&#8217;Aniene e del Parco di Veio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">«Inizio con un numero, più 1,5°. Questa è la previsione delle temperature della terra entro il 2040. Perché un numero così piccolo può essere cosi influente? La risposta ce la offre l&#8217;elemento dell&#8217;acqua. &#8211; Spiega la ricercatrice del CNR Laura Passatore &#8211; L&#8217;equilibrio che garantisce al nostro pianeta la presenza idrica è incredibilmente fondamentale e i nuovi scenari che questa variazioni climatiche ci porteranno sono un argomento che ci riguarda direttamente. Dobbiamo pensare a un riadattamento e le operazioni di Andreco ragionano proprio sulla necessità di immaginare un futuro alternativo per l&#8217;intero genere umano»</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="674" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/s_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0263-1024x674.jpg" alt="flumen" class="wp-image-205558" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/s_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0263-1024x674.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/s_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0263-600x395.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/s_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0263-768x505.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/s_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0263-1536x1010.jpg 1536w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/s_Aula_verde_Andreco_pianta_13_Futura-Tittaferrante-0263.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Andreco, Aule Verdi</figcaption></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;incontro viene presentato il video inedito <em>Tiberina</em>, che racconta la&nbsp;<em>Parata Tiberina degli Inizi</em>, performance collettiva diretta Andreco e prodotta da&nbsp;<strong>Romaeuropa Festival</strong>, in collaborazione con il&nbsp;<strong>Teatro dell&#8217;Opera di Roma</strong>, l&#8217;<strong>Accademia Santa Cecilia</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Zetema</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La performance è stata realizzata a gennaio 2020, poco prima dell&#8217;inizio della prima ondata pandemica. All&#8217;interno della performance catturata dal video Andreco svolge un ruolo poliedrico. L&#8217;artista si cimenta nel ruolo, oltre che ideatore, di regista e direttore di una parata che si svolge nel cuore della Capitale, un&#8217;azione<em> site specific</em>. La parata è la forma di azione che rimanda subito il nostro pensiero all&#8217;attivismo e aiuta a calarsi nella visione partecipativa, fondante nella ricerca dell&#8217;artista romano. «Quest&#8217;opera per me non è intrattenimento, è un&#8217;istanza, una vertenza» spiega Andreco.</p>



<p class="wp-block-paragraph"> «All&#8217;interno del lavoro di Andreco torna il discorso della ripetizione e della differenza. C&#8217;è questa forma di liturgia laica che conduce a un concetto di oltre umano. Nel video vediamo sfilare i performer con i volti coperti da un passamontagna, ogni individuo perde la sua riconoscibilità &#8211; Spiega la critica d&#8217;arte  Teresa Macrì &#8211; La parata contemporanea si manifesta nella sua bellezza creando empatia tra la città come corpo vivente, rappresentato dai cittadini curiosi, e i performer». </p>



<p class="wp-block-paragraph">«Tiberina è stata una delle produzioni più grandi di questo ciclo di parate che faccio ormai da 15 anni. Volevo fare qualcosa che riguardasse l&#8217;acqua, è un elemento che ha sempre fatto parte della mia doppia vita fin quando ero un ingegnere ambientale. &#8211; Racconta l&#8217;artista Andreco &#8211;  In questo caso io e i performer eravamo il Tevere. eravamo il fiume che invade la città che straborda e invade Roma in maniera equa, democratica. Il fiume però produce anche un grido disperato. Il film inizia infatti con un requiem, un rituale funebre».</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-18 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1282" data-id="205568" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-5.jpg" alt="" class="wp-image-205568" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-5.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-5-600x401.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-5-1024x684.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-5-768x513.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-5-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" data-id="205567" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-3.jpg" alt="" class="wp-image-205567" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-3.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-3-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-3-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-3-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-3-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1440" data-id="205566" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-8.jpg" alt="" class="wp-image-205566" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-8.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-8-600x450.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-8-1024x768.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-8-768x576.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-8-1536x1152.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" data-id="205565" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-16.jpg" alt="" class="wp-image-205565" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-16.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-16-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-16-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-16-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-16-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1281" data-id="205564" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-17.jpg" alt="" class="wp-image-205564" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-17.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-17-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-17-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-17-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-17-1536x1025.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1280" data-id="205563" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-18.jpg" alt="" class="wp-image-205563" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-18.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-18-600x400.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-18-1024x683.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-18-768x512.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-18-1536x1024.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1920" height="1282" data-id="205562" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-6.jpg" alt="" class="wp-image-205562" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-6.jpg 1920w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-6-600x401.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-6-1024x684.jpg 1024w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-6-768x513.jpg 768w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2022/03/Andreco_TIBERINA_romaeuropa_Climate_art_project-6-1536x1026.jpg 1536w" sizes="auto, (max-width: 1920px) 100vw, 1920px" /><figcaption>Andreco, TIBERINA</figcaption></figure>
</figure>
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			</item>
		<item>
		<title>Piante. Ecosistema. Società</title>
		<link>https://insideart.eu/2019/06/11/plante-ecosistema-societa/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Rosa Ciacci]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Jun 2019 11:04:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[5Points.]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[Rosa Ciacci]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://insideart.eu/?p=183191</guid>

					<description><![CDATA[Andreco ci racconta la sua indagine cross-disciplinare tra arte, scienza, ambiente e attivismo]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Andreco-Future-Landscape-Auditorium-Roma-2019.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-183195" title="Andreco, Future Landscape, Auditorium, Roma, 2019" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Andreco-Future-Landscape-Auditorium-Roma-2019.jpg" alt="" width="2500" height="1667" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Andreco è un artista, un artista che ha studiato Ingegneria Ambientale, un artista che è rientrato in Italia da poco e, in particolare in quest’ultimo periodo, è cresciuto molto nella scena contemporanea. Già dai primi anni del 2000, inizia una ricerca sulla &#8221;sostenibilità urbana&#8221;, con approfondimenti sui benefici che l’uomo può trarre dall’ambiente. E con il tempo nascono le sue immagini, immagini che costruisce per strutturare le sue opere, immagini che hanno un’impostazione scientifica alla base e sono anche belle. Così, inizia a realizzare progetti multidisciplinari: il rapporto tra lo spazio urbano e il paesaggio naturale, tra l&#8217;uomo e l&#8217;ambiente in tutte le sue declinazioni…</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le tue opere sintetizzano, sempre di più, i concetti dai quali si sviluppano le tue ricerche. Così nascono &#8221;i tuoi simboli&#8221;, nascono delle immagini specifiche, e penso alle rocce con i loro interspazi bianchi, sottili, decisi e “presenti&#8221; in tutta la composizione. Oggi, non solo queste immagini ma immagini simili mi rimandano sempre a te. Quando le vedo, anche in altri contesti, penso al tuo lavoro. Perché il tuo è diventato un linguaggio, un linguaggio espresso visivamente, senza parole, ed è allo stesso tempo un linguaggio concettuale. Quindi complesso, complicato. Quando l’ho visto per la prima volta non l’ho capito, era <em>Melancolia</em>, una scultura per Altrove Festival 2017. Mi aveva colpito per la sua strutturazione un po’ ermetica, un po’ bizzarra, e tutta mi suonava come strana, e ho chiesto ad un amico di chi fosse. Così, dopo poco ci siamo conosciuti… Perché? Perché volevo capire cosa c’era dietro a tutto quello.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Melancolia</em> è una scultura permanente in ferro, terra e piante, posizionata al centro dei Giardini <em>Nicholas Green</em>, in una piccola piazza lungo il corso principale nel centro di Catanzaro. La piazzetta è contornata da panchine che sono rivolte verso la scultura in modo concentrico, è inevitabile osservarla quando ci si siede. L’opera è composta da una sovrapposizione di forme iconiche che vengono lentamente sbranate da rampicanti, vuole essere uno spunto per la riflessione, un approdo per pensieri discostanti e inattesi, magari anche malinconici, oltre che essere un omaggio alla famosa incisione di <strong>Dürer</strong> da cui prende il nome. Considerando la tua reazione, mi sembra stia funzionando…</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Melancolia_Altrove-Festival-2017-Catanzaro.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-183199" title="Melancolia_Altrove Festival, 2017, Catanzaro" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Melancolia_Altrove-Festival-2017-Catanzaro.jpg" alt="" width="1337" height="1003" /></a></p>
<p><strong><span style="text-align: justify;">Tecniche. Pratiche. Disegno, pittura, scultura, video, e combinazioni varie. Poi performances, e poi le &#8221;Parate&#8221;. Arte pubblica e Arte partecipata. Cosa ti piace fare di più? Qualcosa che ogni volta ti fa pensare, &#8221;lo voglio rifare presto&#8221;. Già, hai mai avuto questa sensazione? Immagino di sì. E quando? E perché, se te lo sei mai chiesto…</span></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Le tecniche per me sono solo delle declinazioni di linguaggi che permettono di esplorare un’idea da vari punti di vista. Non sono legato ad una tecnica in particolare, mi piace sperimentarne sempre di nuove. Sono solito non ripetere quello che già so fare ma aggiungo sempre un elemento di rischio in tutti i progetti, in cui tengo sempre una parte sperimentale. Questo approccio progettuale, oltre ad essere mosso da un’infinita curiosità, viene dalla ricerca scientifica applicata in cui ho sempre creduto. Quello che invece rimane stabile è la mia linea di ricerca che, come un grande serpente, continua a crescere, alimentato dallo stratificarsi di idee, esperienze ed esperimenti. Questa ricerca mi ha portato in un terreno di indagine cross-disciplinare tra arte-scienza-ambiente e attivismo. Per risponderti direi che tra tutte le cose che faccio, sicuramente le performance collettive hanno una complessità maggiore, racchiudono molte pratiche al loro interno. In alcune performance come <em>Reclaim Air and Water</em> in India o <em>Rockslide and the Woods</em> a Centrale Fies nel 2016, entrano in gioco una molteplicità di discipline: il movimento, il disegno, la danza, la musica, l’azione diretta, la recitazione, la scultura, l’installazione, la pirotecnica. La performance è quanto di più si avvicina alla tanto discussa idea di opera d’arte totale. Ed ecco che il serpente inizia a muoversi come in un rituale descritto da <strong>Aby Warburg</strong> (<em>Il rituale del Serpente</em>).</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Parata-della-Fine-Anthropocene-Ritual.-Centro-Pecci-Prato-2018.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-183200" title="Parata della Fine- Anthropocene Ritual. Centro Pecci, Prato, 2018" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Parata-della-Fine-Anthropocene-Ritual.-Centro-Pecci-Prato-2018.jpg" alt="" width="1500" height="1001" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Le piante sono rivoluzionarie.</em> Esistono da prima di noi e probabilmente rimarranno anche dopo di noi. Hanno tante capacità: possono depurare dagli agenti inquinanti e mitigare gli effetti disastrosi causati dai cambiamenti climatici. Piante, ecosistema e società contemporanea e, per avviare un processo &#8221;di liberazione&#8221; da quello che non va, dovremmo affidarci di più a loro, per le loro capacità, appunto. E per raccontare tutto ciò, tu usi anche delle bandiere, ferme o portate da qualcuno, come nelle tue &#8221;Parate&#8221;. Ecco: una bandiera che non hai ancora creato e che vorresti creare. Quale è la bandiera che vorresti sventolare adesso, se ti ripensi ora.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La mia bandiera è &#8221;Nessuna Bandiera&#8221;, ovvero una bandiera nera con scritto in grigio chiaro: &#8221;Nessuna Bandiera&#8221;. Le mie bandiere sono pezzi di paesaggio, sono elementi della natura, sono piante, sono reazioni chimico-fisiche e biologiche che avvengono in prossimità di rizomi e radici. Sono bandiere contro le bandiere e l’identità, sono alterità, non rappresentano un’appartenenza, un gruppo, uno stato, una squadra, sono in contrapposizione con le definizioni chiuse, piuttosto aprono delle possibilità, sono opere aperte.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/The-Plants-are-revolutionaries-2018-part.-bandiera.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-183201" title="The Plants are revolutionaries, 2018 (part. bandiera)" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/The-Plants-are-revolutionaries-2018-part.-bandiera.jpg" alt="" width="2448" height="2943" /></a></p>
<p><strong>Antropocene. Ultimamente ne sentiamo parlare spessissimo. E una tua opera si intitola <em>L’era dell’antropocene</em>, un lavoro in cui &#8221;le tue rocce&#8221; si sgretolano, come risucchiate da una forza centripeta che le attira in un cono ventoso verso il basso. Una visione negativa o no. Una visione. Una tua immaginazione estrema…</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo di fronte ad una crisi ambientale e climatica senza precedenti. Stiamo contaminando l’ecosistema in cui viviamo, l’aria che respiriamo, l’acqua che beviamo. Ci siamo illusi che l’estrazione senza sosta di risorse naturali sia la strada più veloce per la conquista di una posizione di dominio, ma in realtà chi persegue queste pratiche di accaparramento non è il più furbo, ma il più inetto. <span style="font-weight: 300;">Un intero sistema produttivo va cambiato radicalmente. Bisognerebbe partire dalle cento aziende, prevalentemente centrali a carbone e società petrolifere, che sono responsabili di più del 70% delle emissioni industriali di gas serra climalteranti dal 1988. Una rivoluzione culturale è fortemente necessaria per far transitare la nostra civiltà dell’Antropocene da concezione Antropocoentrica ad una Ecocentrica del pianeta. Il mio lavoro di artista e di ricercatore, da circa un ventennio, è influenzato dalle questioni ambientali. E </span><em style="font-weight: 300;">Parata della Fine, il rituale dell’antropocene</em><span style="font-weight: 300;">, è la performance che ho realizzato al </span><strong>Centro Pecci</strong><span style="font-weight: 300;"> nel 2017 per mettere in scena un futuro possibile, non auspicabile, di estinzione della specie umana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Lera-dellantropocene-2018-acrilico-su-tela.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-183202" title="L'era dell'antropocene, 2018 (acrilico su tela)" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Lera-dellantropocene-2018-acrilico-su-tela.jpg" alt="" width="960" height="960" /></a></p>
<p>Se le tue opere fossero delle canzoni… Abbiamo già fatto questo gioco. Ti ricordi? Quando provavamo a pensare ad un titolo per la presentazione del tuo lavoro a Casa Musumeci Greco l’anno scorso, che poi abbiamo chiamato <em>Primitive</em>. Ma prima di arrivare a questo titolo abbiamo passato diverso tempo a fare delle associazioni tra titoli di album (o pezzi) e la tua ricerca. Perché anche per te (mi era sembrato di capire quella sera) la musica è una componente importante, una componente che accompagna nella crescita. Una melodia che rimane. Quindi? Qualche bel disco della &#8221;tua rivoluzione&#8221; che ti viene in mente se pensi a dei tuoi lavori. Ti do il mio: <em>In utero</em> dei Nirvana. E poi mi si sono aperte tante nuove visioni e sono arrivate le altre canzoni.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel mio studio si ascolta molta musica, che consideriamo una compagna fondamentale dei momenti di produzione. Spaziamo dalla Bossa Nova Brasiliana al post punk, dallo stornello popolare al darkwave, dal grindcore alla musica classica. Se le mie opere fossero musica, probabilmente sarebbero delle composizioni realizzate sovrapponendo delle registrazioni sul campo, field recording: il rumore del vento in vetta a una montagna, suoni dei fondali marini, delle cicale nei campi, delle fronde degli alberi, dei macigni che cadono durante una valanga. Registrazioni che, tra l’altro, in parte abbiamo cercato di fare e abbiamo usato per alcuni miei video e performance.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Future-Landscape-Auditorium-Roma-2019.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-183204" title="Future Landscape, Auditorium, Roma, 2019" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2019/06/Future-Landscape-Auditorium-Roma-2019.jpg" alt="" width="1500" height="1000" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.andreco.org/">http://www.andreco.org/</a></p>
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		<title>In una mostra a Palazzo Litta il tema dei confini dal punto di vista di artisti internazionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 16:00:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cronache d'arte]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artisti]]></category>
		<category><![CDATA[Confini]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Palazzo Litta]]></category>
		<category><![CDATA[territorio]]></category>
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					<description><![CDATA[Fino al 16 giugno, Palazzo Litta a Milano ospita il festival Mappe. Geografie del contemporaneo. Una quattro giorni all&#8217;insegna di arte, fotografia, musica dal vivo, proiezioni cinematografiche, performance, spettacoli, dj set, incontri che ha come filo conduttore l&#8217;esplorazione dei territori al centro del dibattito politico internazionale, come Turchia, Ucraina, Iran, USA/Messico. Tra gli eventi artistici,la mostra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/palazzo-litta3.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-home-box wp-image-171121" title="palazzo litta3" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/palazzo-litta3-400x225.jpg" alt="" width="400" height="225" /></a>Fino al 16 giugno, <strong>Palazzo Litta</strong> a Milano ospita il festival Mappe. Geografie del contemporaneo. Una quattro </span><span style="font-weight: 300;">giorni all&#8217;insegna di arte, fotografia, musica dal vivo, proiezioni cinematografiche, performance, spettacoli, dj set, incontri che ha come filo conduttore l&#8217;esplorazione dei territori al centro del dibattito politico internazionale, come Turchia, Ucraina, Iran, USA/Messico. Tra gli eventi artistici,la mostra<em> Mappe. Sguardi sui confini</em>, curata da Maria Paola Zedda e organizzata da Zeit, mette a fuoco la produzione artistica dei quattro Paesi cui il festival dedica il focus, attraverso un percorso espositivo dedicato alla criticità dei confini e alle loro rappresentazioni nell’arte contemporanea. Il</span><span style="font-weight: 300;"> percorso espositivo è sviluppato in quattro sale, una per ogni area geografica, precedute da un Prologo dove il tema del confine e del suo superamento è sviluppato in modo iconico dall’opera e dell’azione degli artisti. </span><span style="font-weight: 300;">I quattro focus sono introdotti da Irwin che, con i performer G ledališče Sester Scipion Nasice e il gruppo musicale Laibach e con il dipartimento di design Novi Kolektivizem, costituisce l’NSK, acronimo di Neue Slowenische Kunst, collettivo formatosi in Slovenia nel 1984 con lo scopo di riflettere attraverso una iconografia che rimanda a quella delle grandi dittature del Novecento, sul rapporto dialettico tra l’eredità delle avanguardie storiche e i successivi regimi totalitari. </span><span style="font-weight: 300;">Il collettivo apre per la prima volta a Milano il Consolato di NSK dove sarà possibile richiedere il passaporto di NSK State in Time dello Stato utopico e distopico NSK State in Time fondato dal movimento NSK nel 1992. </span><span style="font-weight: 300;">l passaporto rappresenta un passe-partout per accedere e osservare la mostra, una lente, una bussola per orientarsi tra i confini. </span><span style="font-weight: 300;">I</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">l Prologo è affidato inoltre ad Andreco, che, attraverso un percorso che abbraccia le due ricerche, analizza il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale. Andreco presenta l&#8217;opera <em>Between Nations</em>, vincitrice al Talent Prize 2017 del Premio Speciale Fondazione Terzo Pilastro &#8211; e <em>One and Only</em>, video documento del lavoro performativo e installativo realizzato al confine tra Italia e Austria. </span><span style="font-weight: 300;">In un itinerario da Oriente a Occidente la mostra comincia in Iran con l’opera <em>The space in between all physical objects</em> dell’artista Simin Keramati, iraniana attualmente residente in Canada, che riflette, attraverso il corpo femminile e la sua condizione di esule, sulla diaspora che vede protagoniste le sponde Sud ed Est del Mediterraneo. </span><span style="font-weight: 300;">Tra gli artisti più rappresentativi della Turchia contemporanea, Halil Altindere esplora i codici politici, culturali e sociali, focalizzandosi sulla rappresentazione della marginalizzazione e della resistenza ai sistemi oppressivi. </span><span style="font-weight: 300;">L’Ucraina è filtrata dallo sguardo complementare di Martin Kollar e Anna Zvyagintseva, con una riflessione sui sistemi repressivi del Paese. </span><span style="font-weight: 300;">￼A rappresentare uno dei confini più tesi e drammatici del pianeta è l’opera del messicano Daniel Monroy Cuevas e il suo recente lavoro <em>New Frontier</em>, un viaggio tra i drive-in abbandonati nella frontiera tra il Messico e gli Stati Uniti, tra il romanticismo del cinema e l’impossibilità di tracciare un sistema di immagini e riferimenti permanenti.<br />
La mostra proseguirà a luglio alla <span style="text-decoration: underline;"><span style="color: #333333;"><a href="http://www.triennale.org/mostra/mappe-sguardi-sui-confini/" target="_blank"><span style="color: #333333; text-decoration: underline;">Triennale di Milano</span></a></span></span>.</span></p>
<p>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/palazzo-litta4.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/palazzo-litta4-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/128_andrecowalkingbordercut21200.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/128_andrecowalkingbordercut21200-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Litta.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Litta-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Litta2.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/Palazzo-Litta2-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
<a href='https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/palazzo-litta3.jpg'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/06/palazzo-litta3-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="" /></a>
</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"> </span></p>
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		<title>Arte e sostenibilità</title>
		<link>https://insideart.eu/2018/05/09/andreco-lartista-della-sostenibilita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Silvia Federici]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 May 2018 08:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calendart]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Andreco]]></category>
		<category><![CDATA[Berlino]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[primitive]]></category>
		<category><![CDATA[Roma]]></category>
		<category><![CDATA[simbolo]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[workshop]]></category>
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					<description><![CDATA[Andreco da sempre attento a tematiche legate all'ambiente è protagonista a Roma e a Berlino con due iniziative ]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-Inverted-Pyramid-whit-Gaia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-169562" title="Andreco, Inverted Pyramid whit Gaia" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-Inverted-Pyramid-whit-Gaia-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>&#8221;L&#8217;umanità sta vivendo in maniera non sostenibile&#8221;, è un concetto che viene ribadito quotidianamente da media, esperti del settore e da svariate campagne più o meno solide. Si tratta di un argomento delicato che interessa trasversalmente la società. Anche l’arte non può esimersi dall’interrogarsi su questo problema contemporaneo, e così alcuni artisti, sensibili alle tematiche ambientali, indirizzano la loro ricerca a questa materia. Uno di questi è </span><strong>Andreco</strong><span style="font-weight: 300;">, dottore di ricerca in Ingegneria Ambientale sulla sostenibilità urbana, che ha condotto ricerche post dottorato sui benefici ambientali delle tecnologie verdi urbane, in collaborazione con l&#8217;Università di Bologna e la Columbia University di New York. Parallelamente alla formazione scientifica Andreco porta avanti la sua ricerca artistica dal 2000. Negli ultimi anni le due nature dell’artista, apparentemente così distanti, sono confluite in un&#8217;unica indagine, che ha come tema principale il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale, tra uomo e ambiente in tutte le sue declinazioni. </span><span style="font-weight: 300;">La ricerca dell’artista è valorizzata sia in Italia che all’estero e a maggio, infatti, le sue opere sono coinvolte in due iniziative distinte, a Roma e a Berlino, che si interrogano sull’ambiente e la società.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-Love-is...what_.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-169563" title="Andreco, Love is...what?" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-Love-is...what_.jpg" alt="" width="595" height="595" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-Love-is...what_.jpg 595w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-Love-is...what_-150x150.jpg 150w" sizes="auto, (max-width: 595px) 100vw, 595px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Il 15 maggio nella città eterna Andreco è presentato nella collettiva <em>Primitive: le cose della natura, le forme e i segni nello spazio, da quando sono nate al loro sviluppo attuale.</em> Il lavoro dell’artista trova il suo spazio all&#8217;interno di <strong>Pd&#8217;A</strong>, Prova d&#8217;Artista, un nuovo programma speciale di <strong>Casa Musumeci Greco</strong> a cura di <strong>Rosa Ciacci</strong>. Gli artisti invitati espongono la loro ricerca attraverso una selezione di opere, mostrando al pubblico il proprio studio attraverso appunti, schizzi, ricerche, attrezzi, fotografie, tutto ciò che porta allo sviluppo dell’opera. In <em>Primitive</em> è raccontato l&#8217;approccio di Andreco all&#8217;arte contemporanea. L&#8217;artista fa rivivere, attraverso le opere e i medium utilizzati, i suoi studi scientifici, dalla ricerca universitaria ai cantieri, servendosi di supporti quali muro, carta e tela, egli</span><span style="font-weight: 300;"> riflette sulla natura, sul territorio e chi lo vive, cercando di dare una voce e una nuova cornice all’ambiente. Molte tra le opere di Andreco sono in banco e nero, per valorizzarne i segni, altre appaiono come incompiute, apparentemente incomprensibili, ma tutte raccontano il regno naturale. L&#8217;universo, l&#8217;atomo, la materia, le meccaniche: tutte realtà che l&#8217;uomo conosce ancora solo in parte e che l’artista cerca di avvicinare al pubblico fornendogli alcune chiavi di lettura attraverso le sue opere. La ricerca di Andreco è propulsiva, suggerisce nuovi scenari, anche lontani, già esistiti o immaginari, e lo fa sfruttando l’accessibilità e la purezza del simbolo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-169564" title="Andreco" src="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-600x521.jpg" alt="" width="600" height="521" srcset="https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco-600x521.jpg 600w, https://insideart.eu/wp-content/uploads/2018/05/Andreco.jpg 740w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-weight: 300;">Un esempio molto chiaro di questo approccio dell’artista lo si può cogliere in un progetto iniziato il 4 maggio a Berlino: <em>Flags for the Floating University</em>. Si tratta di un <span style="text-decoration: underline; color: #000000;"><a href="http://raumlabor.net/floating-university-berlin-an-offshore-campus-for-cities-in-transformation/"><span style="color: #000000; text-decoration: underline;">workshop</span></a></span> seguito da Andreco che s’inserisce all’interno di un progetto di <strong>Raumlabor</strong>, un collettivo interdisciplinare con sede a Berlino, che apre un campus offshore dedicato alle città in trasformazione: la <em>Floating University di Berlino</em>. Il campus propone una grande varietà di workshop, conferenze, seminari e discussioni tra cui s’inserisce il progetto dell’artista. Con Andreco il campus si trasforma in una società indigena, immaginaria, alla ricerca di nuovi pensieri e scenari futuri per una città sostenibile. Tra il 4 e il 9 maggio, i partecipanti sono invitati a disegnare nuovi simboli per la comunità e lo spazio, per poi stamparli su delle bandiere. Una grande cerimonia inaugurale dell’intero progetto si tiene il 10 maggio e in quell’occasione le bandiere create assieme all’artista giocano il ruolo principale in una performance di apertura. </span><span style="font-weight: 300;">L’interpretazione del mondo che Andreco propone al pubblico attraverso le opere ha uno spirito scientifico e sintetico, osservando la ricerca dell&#8217;artista entriamo in contatto con una visione archetipico-simbolica in cui la natura è analizzata meticolosamente, dall&#8217;origine alle più svariate trasformazioni odierne. </span></p>
<p style="text-align: justify;">
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