Dal 29 ottobre al 1° novembre Torino ospita la quindicesima edizione di The Others Art Fair, la manifestazione dedicata alle pratiche artistiche emergenti e indipendenti. La fiera torna negli spazi del Parcheggio Lancia, in piazza Chiribiri, nel quartiere di Borgo San Paolo, con 54 espositori italiani e internazionali tra gallerie, editori e progetti speciali. Quattro giorni in cui opere, incontri e interventi performativi compongono una mappa articolata della ricerca contemporanea, con uno sguardo rivolto ai linguaggi meno convenzionali e alle realtà che contribuiscono a rinnovare il sistema dell’arte.
Una fiera tra transito e permanenza
Il tema scelto per questa edizione, Sosta Temporanea. Forme di permanenza in uno spazio di passaggio, trova una corrispondenza diretta nella sede che accoglie la manifestazione. Nato come infrastruttura destinata al transito, il Parcheggio Lancia diventa un luogo di incontro e produzione culturale, in cui l’architettura industriale entra in relazione con le opere e con le pratiche espositive.
La sosta assume così un significato che va oltre la dimensione fisica: è un invito a rallentare, a osservare e a riconsiderare il rapporto tra individui e spazi urbani. Le proposte degli espositori attraversano pittura, fotografia, scultura e collage, mettendo in dialogo memoria e presente, dimensione individuale e collettiva, natura e intervento umano. Ne emerge un panorama di ricerche differenti, accomunate dalla volontà di interrogare il contesto in cui viviamo e le trasformazioni che lo attraversano.
Tra le novità della quindicesima edizione figura anche una sezione dedicata all’editoria, con libri d’artista, progetti editoriali e pubblicazioni che estendono il confronto tra arte e altri linguaggi. Un’attenzione specifica è riservata all’editoria per l’infanzia, intesa come strumento per avvicinare nuovi pubblici alla creatività contemporanea.

Performance e incontri: la fiera come spazio di confronto
Il programma pubblico affianca alla dimensione espositiva una serie di appuntamenti dedicati alla contaminazione tra linguaggi e alla condivisione di esperienze. La giornata inaugurale, il 29 ottobre, propone A Matter of Quality Rushing into My Sight After Black, video live set realizzato da Federica Patera e Andrea Sbra Perego, duo artistico italiano con base a Brooklyn, con musiche di Piero Acuto. Le immagini, generate e trasmesse in diretta dagli Stati Uniti, costruiscono un collegamento visivo tra New York e Torino, facendo della distanza geografica parte integrante dell’intervento.
Al confronto tra le diverse professionalità del sistema dell’arte è dedicato Ground Control, ciclo di talk curato da Elisabetta Curati. Il programma prevede tavole rotonde a numero chiuso, momenti di raccolta delle domande del pubblico e un incontro aperto ogni giorno. Artisti, curatori, critici e collezionisti sono chiamati a discutere le trasformazioni della scena contemporanea, con l’obiettivo di coinvolgere attivamente i visitatori.
Un ulteriore spazio è riservato alle performance coordinate da Lìdia Pribišová, che coinvolgono studenti dell’Accademia di Belle Arti e Design di Bratislava e della NABA, Nuova Accademia di Belle Arti. Il programma Temporary Stop, curato da Maja Štefančíková, presenta ogni giorno lavori inediti di Martin Druska, Emília Gurová, Milota Mikulová e Jelisaveta Rapaić.

Suono, sperimentazione e attività per i più piccoli
Il calendario prosegue il 30 ottobre con l’intervento di J.J. Zana, artista marsigliese che presenta una composizione sonora e un’opera dal vivo costruite attraverso registrazioni sul campo, campionamenti e collage di rumori. Il suono diventa così materia di ricerca e strumento per esplorare le possibilità espressive dell’ascolto.
Il 1° novembre la musica e l’attività laboratoriale chiudono il programma. Il coro femminile La bottega musicale propone Di voce in voce. Melodie di ieri e di altrove, un percorso tra epoche, lingue e comunità differenti. Elena Deambrogio conduce Chi sale?, laboratorio creativo gratuito rivolto ai bambini dai sei agli undici anni, pensato per avvicinarli alle opere d’arte attraverso la costruzione di immaginari fantastici.
Con la sua quindicesima edizione, The Others Art Fair rinnova la propria vocazione alla ricerca e alla sperimentazione, facendo della temporaneità non soltanto una condizione espositiva, ma una chiave di lettura del presente. In un luogo progettato per il passaggio, la fiera propone una pausa per mettere in relazione opere, idee e persone, restituendo spazio a forme di produzione culturale che trovano nel confronto e nella libertà di ricerca il proprio elemento distintivo.


