Art Basel Qatar cambia volto tra nuove gallerie e tensioni geopolitiche

La seconda edizione della fiera si terrà a Doha dal 28 al 30 gennaio. Sono 82 le gallerie selezionate, 35 delle quali non torneranno dopo il debutto. Intanto, il contesto geopolitico e i costi di partecipazione spingono gli organizzatori a rafforzare le misure di sostegno agli espositori

Art Basel Qatar (ABQ) torna a Doha dal 28 al 30 gennaio 2027, con due giornate di anteprima riservate ai collezionisti e agli operatori del settore il 26 e 27 gennaio. La manifestazione, nata dalla collaborazione tra il gruppo svizzero Art Basel e lo Stato del Qatar, ha annunciato la lista degli espositori della seconda edizione: saranno 82, cinque in meno rispetto agli 87 presenti al debutto. La fiera si svolgerà negli spazi di M7 e del Doha Design District, confermando l’ambizione del Paese di consolidare il proprio ruolo nel mercato internazionale dell’arte.

Una selezione costruita attorno al tema «Between»

Quasi la metà delle gallerie partecipanti opera nell’area che comprende Medio Oriente, Nord Africa e Asia meridionale. Tra queste figura Marfa’ Projects di Beirut, che presenterà lavori dell’artista libanese Stéphanie Saadé, mentre la galleria indiana Nature Morte porterà a Doha le sculture di Ayesha Singh, caratterizzate da una ricerca sul rapporto tra arte, architettura e spazio. Tra le presenze internazionali ci saranno anche Sylvia Kouvali, con sedi a Londra e Pireo, che esporrà opere della pioniera dell’arte cinetica Liliane Lijn, e Gagosian, che proporrà lavori di Maurizio Cattelan.

Il programma espositivo ruoterà attorno al concetto di Between, scelto dalla nuova direttrice artistica Wassan Al-Khudhairi, curatrice irachena che ha guidato il Mathaf: Arab Museum of Modern Art di Doha dal 2007 al 2012. Al-Khudhairi raccoglie il testimone da Wael Shawky, responsabile della prima edizione, e invita le gallerie a sviluppare presentazioni individuali in dialogo con il tema.

Quasi il 40% degli espositori non torna

La nuova selezione segna un ricambio significativo rispetto al 2026: 35 gallerie, pari a circa il 40% dei partecipanti dello scorso anno, non saranno presenti. Tra le assenze figurano nomi di primo piano come Hauser & Wirth, Pace, Almine Rech e Victoria Miro, oltre alla galleria Isabelle di Dubai. Al loro posto entreranno 30 nuove realtà, tra cui Isla Flotante, con sedi a Buenos Aires e San Paolo, Pilar Corrias di Londra e Silverlens, presente a Manila e New York.

Il ricambio, secondo Vincenzo de Bellis, direttore globale delle fiere di Art Basel, risponde alla natura stessa della manifestazione. In una dichiarazione a The Art Newspaper, il dirigente ha spiegato che le fiere costruite attorno a un tema tendono a registrare una maggiore alternanza degli espositori. Nel caso del Qatar, la scelta delle gallerie dipende in larga misura dalla capacità delle proposte individuali di interpretare il tema annuale: una dinamica che rende quindi fisiologico il cambiamento della lista da un’edizione all’altra.

La selezione è stata affidata a un comitato composto da galleristi internazionali e regionali: Lorenzo Fischi di Galleria Continua, Gordon VeneKlasen di VeneKlasen Gallery, Daniela Gareh di White Cube, Shireen Gandhy di Chemould Prescott Road, Sunny Rahbar di The Third Line e Mohammed Hafiz di Athr.

Le tensioni regionali e le garanzie per le gallerie

L’organizzazione non ha commentato le ragioni delle singole rinunce, né ha confermato eventuali legami tra le decisioni degli espositori e l’instabilità geopolitica del Golfo. Il quadro regionale resta tuttavia un elemento da considerare per chi pianifica la partecipazione alla fiera. Dopo la conclusione della prima edizione, alla fine di febbraio, il Qatar era stato coinvolto negli attacchi missilistici iraniani che avevano provocato 16 feriti, secondo le autorità locali, e pesanti ripercussioni sul traffico aereo. A questo si aggiungono le nuove tensioni in Arabia Saudita e il rischio di una ripresa del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Per far fronte a eventuali imprevisti, Art Basel ha previsto la restituzione della quota di partecipazione oppure la possibilità di trasferirla all’edizione successiva, attualmente programmata per gennaio 2028, qualora la manifestazione venisse rinviata o modificata in modo sostanziale. In caso di rinuncia individuale all’ultimo momento, invece, continueranno ad applicarsi le consuete penali previste anche per le altre fiere del gruppo.

Sostegni economici e un programma durante tutto l’anno

Per contenere i costi, Art Basel può contare sul sostegno di Qatar Sports Investments (QSI) e QC+, il ramo commerciale di Qatar Museums. Il pacchetto di agevolazioni comprende lo sdoganamento delle opere, il trasporto sul territorio, lo stoccaggio centralizzato e i servizi di allestimento. Sono inoltre previsti il soggiorno in hotel per un massimo di due membri dello staff di ciascuna galleria e la copertura delle spese di viaggio e alloggio degli artisti invitati.

Dal 2027 si aggiungerà un ulteriore contributo: la fiera rimborserà il 50% delle spese di spedizione di ritorno delle opere rimaste invendute, fino a un massimo di 20mila dollari per galleria. La misura punta a ridurre l’esposizione economica dei partecipanti e a rendere più sostenibile la presenza sul mercato qatariota.

La strategia non si limiterà ai giorni della manifestazione. Art Basel avvierà in Qatar un programma annuale di masterclass e workshop rivolti allo sviluppo di nuovi collezionisti e al rafforzamento del mercato locale. «La nostra ambizione va ben oltre la settimana della fiera», ha dichiarato il direttore generale Noah Horowitz in una nota, sottolineando l’obiettivo di mantenere attivo il rapporto con i collezionisti tra un’edizione e l’altra e di contribuire alla crescita del mercato regionale.

La seconda edizione di Art Basel Qatar coinciderà inoltre con la possibilità di visitare la prima edizione di Rubaiya, una rassegna quadriennale organizzata a Doha che riunirà oltre 120 artisti, tra cui Saodat Ismailova e Rirkrit Tiravanija. L’intreccio tra fiera, programmazione culturale e iniziative rivolte ai collezionisti conferma la volontà del Qatar di sviluppare un ecosistema artistico che operi durante tutto l’anno, oltre la dimensione commerciale dell’evento.