Un dipinto di Wassily Kandinsky potrebbe diventare la sua opera più costosa mai venduta all’asta. Si tratta di Betonte Ecken, realizzato tra il 1922 e il 1923, che sarà tra i protagonisti della vendita serale dedicata all’arte del XX secolo organizzata da Christie’s a New York il prossimo 17 novembre. La valutazione oscilla tra i 60 e gli 80 milioni di dollari, una cifra che, se raggiunta, supererebbe ampiamente il record attuale del pittore russo.
Il primato appartiene a Murnau mit Kirche II (Murnau con chiesa II), dipinto del 1910 aggiudicato da Sotheby’s a Londra nel 2023 per 44,8 milioni di dollari. Anche un’altra opera di Kandinsky è tornata recentemente al centro dell’attenzione del mercato: Das bunte Leben (La vita variopinta), del 1907, venduta da Christie’s a Londra per circa 41,8 milioni di dollari. Il risultato conferma l’interesse dei collezionisti per una delle figure fondamentali nello sviluppo dell’arte astratta.
Geometrie e musica negli anni del Bauhaus
Di dimensioni quadrate, con una superficie di 130 centimetri per lato, Betonte Ecken — traducibile come Angoli accentuati — appartiene a un momento cruciale della ricerca di Kandinsky. L’artista realizzò il dipinto a Weimar, in Germania, nei primi anni della sua attività al Bauhaus, la scuola fondata da Walter Gropius alla quale era stato invitato a insegnare.
La composizione si sviluppa attraverso forme geometriche, diagonali e campiture di colori primari, disposte in un equilibrio che riflette il dialogo tra le avanguardie costruttiviste e le sperimentazioni formali del Bauhaus. Ma la struttura visiva non risponde soltanto a un’esigenza di organizzazione geometrica: nella ricerca del pittore, colori e linee diventano strumenti per costruire una sorta di linguaggio musicale sulla tela. Nella sua riflessione teorica, le tonalità cromatiche potevano essere associate a differenti timbri sonori: il blu, per esempio, evocava il violoncello, mentre il verde puro richiamava i toni più distesi del violino.
In Betonte Ecken, questa concezione prende forma attraverso un intreccio di linee parallele, figure bidimensionali e rapporti cromatici che suggeriscono ritmo e armonia. Il dipinto anticipa alcuni elementi di Komposition VIII, realizzato nel 1923 e oggi conservato al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, tra i riferimenti più noti della produzione astratta dell’artista.

La storia del dipinto
A rendere particolarmente significativa l’opera è anche la sua storia collezionistica. La prima apparizione documentata sul mercato risale al 1926, quando il dipinto fu presentato in un’asta a Berlino proveniente dalla collezione Schwarz. Passò poi alla Galerie Nierendorf e, intorno al 1929, entrò nella raccolta di Hilla Rebay, artista e consulente di Solomon R. Guggenheim, figura decisiva nella promozione dell’arte non figurativa negli Stati Uniti.
Rebay si interessò profondamente alle teorie di Kandinsky, in particolare alle riflessioni contenute nel trattato Lo spirituale nell’arte. Il suo rapporto con il pittore si consolidò negli anni successivi: i due si incontrarono nel 1930 a Dessau, dove il Bauhaus si era trasferito da Weimar.
Guggenheim acquistò successivamente il dipinto da Rebay e lo donò nel 1941 al Museum of Non-Objective Painting di New York, istituzione da cui sarebbe nata la fondazione che porta il suo nome. L’opera rimase nella collezione museale fino al 1964, quando fu venduta da Sotheby’s a Londra al mercante newyorkese Stephen Hahn. In seguito passò ai collezionisti Sandra e David Bakalar, prima di essere nuovamente proposta da Sotheby’s a New York nel 1986. Fu allora acquistata dall’attuale proprietario, la cui identità non è stata resa nota.
La provenienza da una collezione museale e il ruolo del dipinto nella storia dell’astrazione contribuiscono a spiegare le aspettative legate alla prossima vendita. Christie’s ha inoltre confermato che il lotto è garantito: una formula che tutela la vendita secondo le condizioni concordate, senza stabilire necessariamente quale sarà il prezzo finale.
Le ragioni di una stima record
Paige Kestenman, co-responsabile della vendita serale di Christie’s dedicata all’arte del XX secolo, considera Betonte Ecken una sintesi particolarmente efficace della visione di Kandinsky. Secondo la dirigente, il dipinto traduce in un’unica esperienza visiva l’idea wagneriana di Gesamtkunstwerk, ovvero l’opera d’arte totale, capace di riunire linguaggi espressivi differenti.
Kestenman ha inoltre sottolineato come il lavoro rappresenti uno dei primi capolavori del periodo Bauhaus e una testimonianza significativa di una fase decisiva nella carriera dell’artista. Il risultato dell’asta sarà quindi indicativo non soltanto del valore attribuito a questa specifica opera, ma anche della posizione di Kandinsky nel mercato internazionale: una quotazione superiore agli 80 milioni di dollari non è garantita, ma la stima proposta da Christie’s colloca già il dipinto tra i lotti più attesi della stagione.


